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La protesta

Livorno, gli avvisi di pagamento Asl fanno arrabbiare: «Sembravano una truffa come tante che girano»

Livorno, gli avvisi di pagamento Asl fanno arrabbiare: «Sembravano una truffa come tante che girano»

I cittadini protestano per le modalità d’invio: «Impossibile chiedere chiarimenti»

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Livorno «Sono paziente oncologica, ho fatto moltissime visite negli ultimi anni e non mi sembra di averne mai saltate». Nonostante questo ha ricevuto l’avviso bonario con cui l’Asl le chiedeva di pagare una visita secondo l’Azienda non effettuata e non disdetta. «Ho deciso comunque di pagare per evitare complicazioni» ma «mi sono chiesta se per caso non sia stato un tentativo di fishing (una truffa per ottenere dati personali, ndr) come ne arrivano moltissimi». A dire tutto ciò è una donna che preferisce non comparire con il suo vero nome ma che si dice amareggiata per il sistema utilizzato dall’Asl per il recupero crediti. E non è l’unica. Ma andiamo con ordine e ricapitoliamo la questione.

Avvisi spediti

In questi giorni l’Asl Toscana nord ovest sta inviando gli avvisi di pagamento con cui chiede ai cittadini di saldare i ticket ancora da pagare o di versare il corrispettivo per una visita medica prenotata, non disdetta e mai effettuata. Si tratta di un avviso bonario, nel senso che si chiede l’esatto corrispettivo della prestazione, senza alcun sovrappiù. Tuttavia chi non salda entro il tempo indicato dovrà pagare anche una multa. E, in tutto questo, è prevista una “finestra”. Perché si riconosce che nell’invio degli avvisi potrebbero esserci stati degli errori. L’Asl ha previsto, nello specifico, che chi ha ricevuto l’avviso ma è in regola possa inviare all’Azienda la ricevuta di pagamento del ticket o un documento in grado di attestare che la visita sia stata effettuata o disdetta. Ma qui vengono i problemi segnalati dai cittadini. Prima di tutto perché sperare di ritrovare una ricevuta del 2019 (anno a cui si riferiscono gli avvisi che sta inviando l’Asl in questi giorni) potrebbe diventare una missione impossibile. Poi perché, dicono i cittadini, «al numero di telefono indicato nell’avviso di pagamento non risponde nessuno». E ancora «l’ufficio riscossione non è aperto al pubblico».

«Contatti impossibili»

E affermare che c’è del malumore per ciò che sta accadendo in questi giorni è dire poco. «Mi chiedo prima di tutto – dice la donna – perché l’Asl, a fronte di una richiesta di pagamento, non fornisca una fotocopia del modulo rilasciato al momento della prenotazione. Inoltre sul modello di richiesta di pagamento c’è un numero di telefono a cui rivolgersi per informazioni, che suona sempre desolatamente libero, l’ufficio relazioni con il pubblico risponde in maniera evasiva e l ufficio recupero crediti afferma che non prevede ricevimento al pubblico». E la donna si è anche chiesta se quella lettera non fosse una truffa perché, dice, «chi può chiederti un pagamento di una prestazione senza fornirti le prove?». Come a dire, con questo sistema potrebbero anche essere inviate presunte prestazioni da pagare di qualunque tipo a chiunque. L’Asl, da parte sua, ha fatto sapere che a Livorno sono in fase di invio circa tremila avvisi bonari. Un numero, questo, ancora indicativo e che potrebbe variare. «Io sono una di questi tremila pazienti – ribadisce la signora – Essendo una paziente oncologica, per mia fortuna e grazie ai medici che mi seguono, moltissime sono le visite che ho effettuato negli ultimi anni e non mi sembra di averne mai saltate». Peraltro aveva già ricevuto un avviso bonario in passato.

«Serve un altro sistema»

«Faccio presente che anni fa fui raggiunta da una richiesta simile, poi annullata dopo le mie rimostranze. Mi fu risposto che era cambiato il gestionale e il nuovo non dialogava con il vecchio, per cui si erano verificate situazioni anomale. Un avvocato amico, consultato, mi ha confermato che mai un giudice mi avrebbe condannato al pagamento in mancanza di una prova certa, qualora avessi deciso di resistere». E la signora di lettera ne ha ricevuta un’altra di recente, questa volta relativa a prestazioni del 2019, secondo l’Asl da pagare, cosa che la donna dice di aver fatto «forse scioccamente, per evitare guai». In tutto questo ritiene che sia «giustissimo pagare in caso di prestazioni prenotate e non effettuate. Ma il cittadino e il paziente dovrebbe essere messo in grado di capire se la richiesta è fondata o frutto di un errore».l
 

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