Il Tirreno

Livorno

La storia

L’emporio di Livorno chiude dopo dieci anni e regala tutto. «Abbiamo scelto di finire in bellezza»

di Franco Marianelli
Melissa Lai con il padre Stefano e la mamma Vincenza davanti al mercatino dell’usato Ajò di via Enriques
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Melissa Lai con il padre Stefano e la mamma Vincenza davanti al mercatino dell’usato Ajò di via Enriques

Nel 2013 la famiglia Lai aveva aperto Ajò l’emporio dell’usato di via Enriques

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LIVORNO.   A dimostrazione di come il vecchio e cinico detto livornese “regalà è morto”, riservato a chi sperava di ottenere gratis qualcosa da qualcuno, sia in realtà non veritiero la commerciante Melissa Lai regala davvero. Chiude dopo 10 anni Ajò, l’emporio dell’usato di via Enriques, la sua attività di famiglia e vuole farlo “in bellezza”.

E non come in certe forme di pubblicità dove dietro la copertina “si regala” c’è l’obbligo di stipulare un costoso abbonamento o di fare preliminarmente quattro acquisti al fine di ottenere il presunto regalo.

Melissa Lai è titolare, assieme a padre Stefano e alla madre Vincenza, dell’emporio “Ajò, mercatino dell’usato” il che dice tutto sulla palese origine sarda della famiglia Lai residente però a Cecina, dove Stefano Lai di lavoro fa l’ imprenditore edile.

«Ma fortunatamente» dice «prossimo alla pensione».

“Ajò” chiude dopo dieci anni di attività e regala tutto, o quasi, quanto è rimasto in negozio. Decine di metri quadri di oggettistica di seconda che negli anni è entrata in tante case dei livornesi.

Ma perché chiude il maxi emporio dell’usato?

Papà Stefano Lai, da buon sardo di Oristano, è di poche parole e al quesito del cronista indica con lo sguardo e con un sorriso la figlia Melissa, come dire “il motivo è lei”.

E la figlia spiega i motivi di questa scelta. Le ragionic bhe hanno portato a dire basta in questa maniera aleternativa, all’insegna della donazione di ciò che resta.

«A un certo punto della vita si fanno delle scelte e io l’ho fatta: ho deciso di fare la cuoca. Tra poco inizierò in un ristorante a Marina di Cecina (precisamente a Bocca di Cecina).È sempre stata in realtà la mia passione ma la decisione è maturata con gli anni».

Così Melissa Lia vuole lasciarsi alle spalle l’esperienza dell’emporio. Per trasformare in lavoro quella che è sempre stata la sua passione.

E decide di regalare. «In questi dieci anni di attività – spiega la commerciante – ci siamo trovati benissimo con i livornesi e abbiamo avuto molti clienti affezionati, alcuni col tempo divenuti pure amici. Per questo abbiamo pensato bene di chiudere in bellezza regalando tutto ciò che abbiamo nel negozio (con eccezione delle cose più voluminose che trasferiremo in un magazzino)».

E c’è una data prestabilita nel calendario di “Ajò”. Il “donation day” avrà luogo il prossimo giovedì 20 aprile, dalle 9.30 in poi.

«Tutti quelli che si presenteranno – continua ancora – potranno ritirare un oggetto. Avremo comunque un occhio di riguardo per i nostri storici clienti ai quali magari, invece di un oggetto, ne regaleremo due oppure riserveremo loro qualcosa di più carino».

Il negozio è in via Enriques al numero civico 100 proprio davanti a ciò che resta della vecchia fabbrica Trw.

Per i livornesi poco a conoscenza della toponomastica livornese la via è una traversa di via Firenze, (la strada che lascia Livorno per indirizzarsi verso Stagno) e si trova sulla sinistra dopo circa un chilometro dal cimitero dei Lupi.

E sbirciando tra gli scaffali del bazar, all’interno c’è un po’ di tutto: piatti, bicchieri, sedie, ceramiche, quadri, cornici, mobiletti, tazze di ogni ordine e grado.

Spiccano una sorta di “piccolo chimico” per professionisti ovvero una valigetta porta – microscopio e accessori accanto a un registratore “Geloso” del tempo che fu. Antiquariato, quindi.

E ancora ci sono pentole e lampadari a volontà. Ci sarà la ressa il 20 aprile ? «Boh – ci pensa su la futura chef – speriamo di no, oppure di sì: non so cosa augurare». Il 30 aprile, se mai resterà qualcosa, il negozio comunque chiuderà e i locali verranno ceduti ad altri. «Voglio ribadire – chiude – il mio abbraccio virtuale a tutti coloro che in questi anni si sono rivolti a noi con un caloroso ciao. Anzi...ajò».
 

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