Gioco
Non più solo artigianato e industria, cambiano le regole al Picchianti: ecco come
Previsti dalla logistica ai servizi. A Vallin Buio un nuovo sito industriale. Nei terreni tra porto e città in arrivo norme diverse per la produzione di energia da fonti rinnovabil
LIVORNO. Al Picchianti cambieranno le regole per cercare di attrarre nuove attività. E nel quadrante nord della città, vicino a Vallin Buio, sarà prevista una nuova area a vocazione industriale. Queste modifiche erano nell’aria da tempo, ora si avviano a diventerà realtà con la presentazione del Piano operativo comunale, lo strumento urbanistico principale del territorio, che entro fine giugno è atteso per l’adozione in consiglio comunale.
Ieri un assaggio di quello che accadrà sul fronte del lavoro – o meglio delle aree già destinate o da destinare agli insediamenti produttivi e alle attività, quindi al lavoro – è arrivato nelle ex officine dell’Atl, ribattezzate Hangar creativi, in occasione della presentazione delle iniziative pubbliche che saranno messe in piedi nelle prossime settimane per iniziare a guardare più da vicino il piano.
Sono tre, in particolare, le azioni in programma sul fronte urbanistico guardando al tema del lavoro. Il primo macro intervento riguarda proprio l’area del Picchianti, dove si andranno a modificare le norme, come ha spiegato l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani, accanto ai dirigenti Leonardo Gonnelli e Camilla Cerrina Feroni. Perché oggi in quell’area, ha ripetuto in sostanza, «ci sono regole vecchie e rigide» che «non permettono quella vitalità di imprese che invece potrebbe esserci». In sintesi, «nelle norme attuali il Picchianti è destinato prevalentemente ad artigianato e industria, c’è un elenco di attività ammissibili molto rigido», con il risultato che «ci sono tanti capannoni che stanno lì fermi, vuoti». «Per esempio – ha evidenziato Viviani – oggi nell’elenco di attività possibili non c’è la logistica, non ci sono i servizi alle imprese, centri direzionali e uffici sono ammessi solo se collegati a un’attività produttiva principale. Invece anche altre attività come laboratori o palestre potrebbero stare in un’area artigianale». Quindi? Alla fine il Picchianti sarà aperto a tutta una serie di nuove attività come magazzinaggio, stoccaggio, logistica, servizi alle imprese, uffici, startup o realtà informatiche. Negli ultimi anni si era discusso della possibilità di arrivare a questa soluzione con una variante al regolamento vigente, ma alla fine a prevedere la modifica sostanziale sarà direttamente il nuovo Piano operativo comunale.
Accanto a quella che l’assessora chiama «liberazione del Picchianti dai lacci», ci sono tutte le aree cerniera tra porto e città. Qui l’intenzione dichiarata è di «aiutare molto la produzione di energia da fonti rinnovabili, cercando di favorire la reindustrializzazione in sinergia con l’Autorità portuale». Come in concreto? «Per esempio saranno ammesse le coperture fotovoltaiche e l’eolico».
E qui arriviamo al terzo punto, forse uno dei più delicati, perché a differenza degli altri «sì, prevede un po’ di nuovo consumo di suolo», con la premessa che «per le imprese ora in città è tutto fermo». La dice così la titolare dell’urbanistica: per l’insediamento di nuove attività produttive «ci sarà un po’ di nuovo consumo di suolo collegato ad un ambito già urbanizzato nel quadrante nord della città, vicino a Vallin Buio». Tradotto: un pacchetto di terreni passerà dalla destinazione agricola a un uso industriale. Tra poche settimane si capirà con precisione quali e per farci cosa. l
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