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La grande bellezza sotterranea a Livorno: a Villa Maurogordato spunta una cisterna del Settecento – Video

di Francesca Suggi
La grande bellezza sotterranea a Livorno: a Villa Maurogordato spunta una cisterna del Settecento – Video

Scoperta a Pasqua cisterna di 500 metri quadrati: volte, mattoni e dentro c’è acqua. Pino Pera (Reset): «Presto un gruppo di speleologi verrà a ispezionare»

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LIVORNO. La grande bellezza sotterranea. Quella che non ti aspetti, fatta di volte e mattoncini secolari. Di canali e odori del tempo che fu. E che spunta fuori il giorno di Pasqua, aprendo un tombino in un parco pubblico frequentato da centinaia di persone ogni giorno. Sollevare, inserire una scala lunga sei metri all’interno e trovarsi davanti a un deposito di acqua di 500 metri quadri, realizzato più di un secolo fa. Villa Maurogordato a Monterotondo regala una nuova meraviglia. «È stato una sorta di tombino delle meraviglie: ci siamo fatti e abbiamo fatto alla città un gran bel regalo di Pasqua», commenta a caldo Pino Pera, il presidente di quell’associazione che rende l’anima ai tesori cittadini. Studiando, pulendo, curiosando. Giorno dopo giorno.
 

Cisterna delle meraviglie

Reset, da una parte. Dall’altra c’è la dirigente della Provincia Anna Roselli a brindare simbolicamente alla rinascita di quel luogo che da un anno e mezzo si sta svegliando da decenni di abbandono e incuria.

Roselli è in prima linea, a dimostrazione che Palazzo granducale (proprietario della villa settecentesca) non solo dice sì all’attività dei volontari Reset, ma la presenza è operativa ormai da tempo. Anche grazie alla collaborazione del Comune. Perché solo così il passato e le sue meraviglie stanno tornando a galla. Ed ecco questo deposito misterioso.

«E il più grande dei 10 di Villa Maurogordato che abbiamo scoperto – racconta ancora Pera – C’è dentro l’acqua: i Maurogordato nel 1850 sono venuti in collina e sicuramente non sono mai stati un giorno senz’acqua». Quella ricca famiglia greca, che venne nella cosmopolita Livorno, commercializzavano la mastica, una morbida resina prodotta dal lentisco, utilizzata non solo come “gomma da masticare” ma anche per aromatizzare i liquori e il vino. Una volta acquistata la dimora in collina la resero ancora più meravigliosa. Un esempio? Fu loro l’idea della Serra di Villa Maurogordato, costruzione a pianta rettangolare in stile liberty, realizzata nel 1871 in ghisa con vetrate colorate dalla ditta livornese dei fratelli Gambaro, sullo stile delle serre della villa Demidoff.

Dieci depositi di acqua

La “cisterna delle meraviglie” è la numero 10. La più inaspettata. «All’interno abbiamo trovato anche un canale che va verso quello che è l’unico esempio di noria non solo a Livorno ma in tutta la Toscana», continua Pera. «Ad occhio si tratta di una cisterna con due volte che misura 10 metri di larghezza e 50 di lunghezza», va nei dettagli.

In questo anno e mezzo di attività a Monterotondo sono stati, infatti, scoperti altri 9 depositi: il pozzo-ghiacciaia vicino al rio; il pozzo cisterna ancora vicino al rio, un pozzo ancora perfettamente funzionante dietro le case coloniche; la rarità del pozzo della Noria con un sistema di sollevamento dell’acqua a nastro trasportatore con le tazze; la piazza Cisterna sotto il giardino all’italiana; un pozzo profondo 11 metri dentro la villa nella stanza dove sono i lavatoi. E ancora un altro pozzo profondo 9 metri dietro la villa, all’altezza della cappella interna greco-ortodossa e un pozzo di raccolta delle acque nei sotterranei sotto la serra.

Ma perché così tanti depositi d’acqua? A questa domanda vogliono dare una risposta Pera e Roselli. E infatti le due realtà, in accordo, stanno contattando un gruppo speleologico per ispezionarli tutti. Certo è che la storica villa che fu acquistata dal commerciante livornese Calamai nel 1771, oltre ad avere la splendida e affrescata casa padronale, era una vera e propria azienda agricola con quell’uliveto storico e secolare che sempre Reset e Provincia stanno valorizzando, attraverso importante e faticose opere di pulizia e cartellonistica.

 

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