Gioco
Livorno, il piano Salvetti per gli impianti: «Un nuovo centro sportivo nell’area di Monterotondo»
Dalle piscine al “Cubone” ecco la rivoluzione contro la carenza di impianti in città. «Orgogliosi del PalaModì. Al PalaMacchia capienza da 3.000 posti»
LIVORNO. Lo sport, gli impianti, i progetti. Livorno è nel bel mezzo di una partita fondamentale. E le carte sono in mano a Luca Salvetti che, oltre ad essere sindaco, ha anche la delega allo sport.
Sindaco Salvetti, partiamo dal PalaModigliani. Tre esauriti nel giro di 5 mesi coi due derby di basket e nel mezzo la nazionale. Non male.
«Questi tre eventi, più il derby delle stellette organizzato dall’Accademia che ha richiamato 5000 persone, portano a 30mila presenze complessive. Numeri impressionanti. Un’operazione che è partita dalla ritrovata armonia con il gestore. Adesso l’impianto è stato davvero restituito agli appassionati e a tutta la città».
A proposito di gestore. Sono state avviate le procedure per l’affidamento della nuova gestione. Ci sono novità?
«I gestori attuali stanno strutturando un loro piano per riproporsi. Non è facile gestire un impianto del genere».
Quindi potrebbe restare la PalaLivorno Scrl ?
«É una ipotesi, sì»
I lavori al PalaMacchia hanno finalmente restituito dignità a un impianto necessario per PL e Libertas.
«Il PalaMacchia ha la taglia di palasport ideale per il nostro basket. Renderlo nuovamente fruibile era un passo necessario».
Interventi terminati?
«All’interno si, ma faremo dei lavori anche all’esterno per sistemarlo un po’ e dare un’immagine migliore. E poi valuteremo, con gli organi di controllo, se ci sarà bisogno di allargare la scalinata esterna per motivi sicurezza».
Che capienza chiederà?
«Il mio obiettivo è ottenere una capienza da 3000 posti, sarebbe ideale per giocare in serie B ma anche per una eventuale serie A2, visto che la capienza minima richiesta dalla Federazione è di 2000 posti. A quel punto Livorno avrà una gamma completa di spazi nei palasport: penso agli 8000posti del Pala Modigliani, ai 3000 del PalaMacchia, ai 1000 della Bastia, ai 600 del PalaCosmelli e ai 200 che ci saranno nella nuova palestra che sorgerà alla Scopaia».
Però la PL che deve emigrare a Fauglia per allenarsi non è un bel segnale.
«I bandi di gara ci sono in tutti i comuni, se c’è una società che vuole partecipare perché pensa di poter gestire un impianto, beh nessun lo può impedire. I bandi di gara per gli impianti a Livorno sono trasparenti: quello del Modigliani lo andiamo a rifare, gli altri scadevano il 31 dicembre ma sono stati tutti prorogati fino al 2025 per una legge dello stato. Compreso quindi il PalaMacchia, dove non posso certo mandare fuori il Don Bosco, che ha l’attuale gestione. Comunque l’impianto nuovo alla Scopaia sarà messo a bando per cui chi è interessato potrà farsi avanti».
Passando al calcio, i problemi aumentano. IIn città c’è un numero di praticanti enorme a livello giovanile, è evidente che servirebbe un numero maggiore di campi.
«In realtà tutte le società che ci sono hanno il loro impianto, penso ad esempio al Livorno 9, al Portuale, alla Pro Livorno Sorgenti, al Carli Salviano giusto per fare qualche nome. Soltanto le società Young e Montenero hanno problemi e in questo momento sono oggettivamente le più penalizzate, le altre sono tutte sistemate. A parte il Livorno Calcio».
Già, e soluzioni all’orizzonte per l’Us Livorno non se ne vedono. La prima squadra, a oggi, resta senza un campo dove allenarsi.
«Per il Livorno serve una prospettiva di investimento. L’avesse fatto Spinelli anziché spendere 100mila euro l’anno per Coni... Ma è un discorso che non si poteva mai affrontare perché ogni anno si arrivava a fine campionato e lui diceva di voler cedere o comunque non era mai sicuro di restare anche la stagione successiva. E quindi era completamente inutile parlare di progetti di centro sportivo».
Conferma che l’idea di mettere il sintetico allo stadio è tramontata?
«Nell’immediato sì, è un’idea che non porteremo avanti ma in prospettiva si può anche riaprire».
Ovvero?
«Il treno giusto era in caso di promozione diretta del Livorno lo scorso anno in D, ma la sconfitta contro il Tau ha stravolto i piani. A partire dalle tempistiche, perché i lavori dovevano partire a giugno e non potevamo certo spendere centinaia di migliaia di euro per una squadra che rischiava di restare in eccellenza. Quest’anno di sicuro non ci sarà alcun intervento. Se però l’Us Livorno pensa che lo stadio può diventare la casa del Livorno, allora ci sediamo a un tavolo e possiamo prendere in considerazione l’ipotesi del sintetico per l’anno successivo».
A che punto è il progetto per il centro sportivo alle Sorgenti?
«La società ha presentato il progetto complessivo e il piano economico-finanziario, gli uffici del comune adesso stanno vagliando se vengono rispettati tutti i criteri necessari, anche da un punto di vista edilizio. A quel punto, se arriverà l’ok, andremo avanti con un partnerariato pubblico-privato, una formula che esiste dal 2021 per il rilancio degli impianti sportivi».
C’è una zona a Monterotondo, all’interno della Villa Rocanacchi di attuale proprietà dell’Usl, dove ci sono già campi, palestre, tutto per poter diventare un centro sportivo di eccellenza. Ci avete mai pensato?
«Sì, non solo ci abbiamo già pensato ma nei giorni scorsi sono andato personalmente a vedere quelle aree?
E..?
«Quella è una delle aree che abbiamo chiesto all’Usl nelle permute dell’ operazione-ospedale. É un posto straordinario, perfetto per un centro sportivo di alta specializzazione. L’obiettivo è recuperarlo del tutto».
Quando?
«Sarà nelle permute tra maggio e giugno. Dico di più, sarà il primo bene che entrerà nella nostra disponibilità».
Sta pensando di destinare lo spazio all’Us Livorno?
«No, non è uno spazio adatto al calcio, il campo è piccolo e non adeguato. Lo vedo molto più adatto ad altre attività come ad esempio il tennis o il volley».
La struttura che sorgerà nell’area Leccia/Scopaia ha fatto discutere.
«É una cosa che davvero non riesco a capire. Ho fatto vedere anche il rendering, verrà un’opera bellissima. In questa città abbiamo permesso per decenni ai privati di costruire cosa cavolo volevano, e potrei fare tanti esempi di strutture impattanti. Noi abbiamo lavorato su scuole, ospedali e impianti sportivi, tutte strutture pubbliche. E in questo caso si parla di un impianto inserito in un contesto che diventerà un vero parco dello sport. I soldi del Pnrr sono arrivati proprio perché il progetto rispettava tutti i criteri».
Ci risulta che per la gestione pluriennale del campo Busoni, ad Antignano, abbiate ricevuto un’offerta di 500mila euro dalla Federazione Hockey su Prato. Conferma?
«É un’offerta ricevuta a parole, per scritto però non c’è ancora nulla».
Ma sarebbe favorevole? Quel campo è abbandonato da tanto tempo.
«Mettendo delle condizioni. Quella è una struttura importante, a Livorno i praticanti di hockey su prato sono pochi, non avrebbe senso lasciarla a lungo sotto-utilizzata. É evidente che quello è uno spazio che andrà sfruttato anche per il calcio. E insieme alla Federazione di hockey si era fatto avanti anche il Real Fortezza».
Negli anni ci sono state tante difficoltà con la gestione delle piscine comunali. É soddisfatto adesso della Livorno Aquatics?
«Sì. É vero, in passato le problematiche non sono mancata ma oggi la situazione è tranquilla»
Negli ambienti del nuoto si parla di un possibile centro federale a Livorno.
«Stamani (ieri mattina, ndr) ho avuto un incontro con i dirigenti della federazione. Siamo in piena sintonia. Il mio obiettivo è che a settembre Livorno le tre piscine diventino Centro tecnico federale».
A proposito di nazionali. Lei aveva annunciato il possibile arrivo a Livorno di quella di volley. Si è inceppato qualcosa?
«No no, anzi, confermo tutto. Nelle scorse ore abbiamo inviato una lettera alla Federazione nella quale ci candidiamo per una partita da giocarsi al PalaModigliani nell’arco di 8 mesi. E credo che ce la faremo. La Federazione Italia Pallavolo restò molto colpita dallo spettacolo di pubblico offerto per Italia-Ucraina di basket. Quello è stato davvero un grande biglietto da visita».
E l’ippodromo?
«Il gestore sta portando avanti il programma. Ma posso anticipare che quest’ anno avremo ben 24 giornate di corse, dunque un numero superiore allo scorso anno. E, se posso dire, sono orgoglioso di questo: si tratta di una struttura bellissima, che stata restituita completamente alla città. Ed è la dimostrazione che si può investire sui nostri spazi più belli».
L’idea della “notte bianca dello sport” va avanti?
«Assolutamente. Sarà il 2 luglio e siamo al lavoro con tutte le federazioni per avere a Livorno i migliori atleti italiani e coinvolgere tutti i settori giovanili. L’obiettivo è coinvolgere 5-6000 persone».
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