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No all’ambulanza senza medico: Collesalvetti è pronta alla rivolta

di Juna Goti
No all’ambulanza senza medico: Collesalvetti è pronta alla rivolta

Giovedì 30 marzo protesta davanti al municipio, Colle Civica porta il caso in consiglio. Già nel 2018 il Comune respinse il piano dell’Asl. «Antolini faccia come Bacci»

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COLLESALVETTI. Tira aria di protesta a Collesalvetti, dove domani pomeriggio si riunirà il consiglio comunale. Un gruppo di cittadini – che chiama a raccolta gli altri abitanti delle varie frazioni – si è dato appuntamento proprio sotto alle finestre del municipio per chiedere al sindaco Adelio Antolini di fare muro contro la riforma regionale del sistema delle emergenze, che partirà nei prossimi mesi. In particolare contro la decisione dell’Asl di togliere l’ambulanza con il medico a bordo, optando per l’ambulanza con l’infermiere.

In realtà il piano è un po’ più articolato. In sintesi: oggi sull’ambulanza della Pubblica assistenza di Colle sale per 12 ore al giorno (dalle 8 alle 20) il medico del 118, mentre la notte sono attivi i volontari. In futuro, se il piano non cambierà, Collesalvetti avrà a disposizione per 24 ore l’ambulanza con un infermiere, mentre i medici saliranno sulle due auto che copriranno i territori di Livorno e Colle, ma con base a Livorno.

Già a inizio marzo il presidente della Pubblica assistenza di Colle, Stefano Gambino, aveva lanciato attraverso il Tirreno un appello a ripensarci e una richiesta di aiuto, per primo al sindaco. Perché – aveva sottolineato – gli ospedali di Livorno e Pisa sono troppo lontani per fare a meno del medico sul posto, «la presenza sull’ambulanza è essenziale, se vogliono sostituirlo con un infermiere mettono l’intero territorio in difficoltà». Senza contare che all’orizzonte si affaccia anche l’ipotesi di togliere la guardia medica dopo mezzanotte: «Per ora lo abbiamo solo sentito dire, ma la situazione andrebbe a peggiorare ancora».

Domani alle 14 la protesta è annunciata su due fronti: fuori dal Comune, con i cittadini, e dentro, in consiglio, dove è attesa la discussione di un atto di Collesalvetti civica, che da alcuni mesi è all’opposizione. Una mozione che chiede ad Antolini e alla sua squadra di «esprimersi contro queste scelte, comunicandolo alla Regione, alla Asl, all’Anpas e in conferenza dei sindaci». «Chieda – è la sintesi – che la decisione sia rivista, e non firmi alcun accordo».

«Siamo preoccupati e contrari – spiega il coordinatore di Collesalvetti civica, Alessandro Dario – circa la concreta possibilità che sia tolto il medico dalle ambulanze, seppur sostituito con infermieri specializzati. La presenza di un medico a bordo, in alcune frazioni del nostro comune (molto grande e con abitazioni lontane dai centri) può fare la differenza. Semmai dovremmo chiedere un’ulteriore copertura rispetto alle 12 ore di presenza del medico con gli infermieri specializzati, non una sostituzione completa».

«Non comprendiamo – sottolinea poi Dario – l’attuale posizione del sindaco e della maggioranza formata da Pd e M5S, che senza nessun approfondimento nel merito, né in consiglio né con i cittadini o le associazioni interessate, avalla questo percorso e ha presentato un frettoloso atto dove si parla, relativamente al sindaco, di accompagnare per quanto di sua competenza e possibilità il processo in atto».

Così sembrano lontanissimi i tempi in cui l’allora sindaco Lorenzo Bacci guidava una maxi raccolta firme, dichiarando di essere pronto a dare battaglia in ogni sede. Da Collesalvetti civica non mancano di ricordarlo: «Sono cambiati i tempi, meno di cinque anni fa la battaglia per evitare la sostituzione del medico a bordo delle ambulanze con un infermiere è stata guidata dal Comune, e sostenuta da tutto il Pd, con 3mila firme raccolte grazie a un gioco di squadra che ha visto un’intera comunità muoversi unita nella stessa direzione, facendo fare marcia indietro alla Asl».

In questo clima la protesta corre sul web, dove provano a organizzarsi. Tra quanti hanno lanciato il ritrovo in piazza, domani alle 14, c’è una residente di Nugola, Brunella Favilli. «Due settimane fa – racconta – mio padre ha avuto un edema polmonare. L’ambulanza con il medico a bordo è arrivata dopo 25 minuti di urla strazianti. Perché? Perché doveva arrivare da Livorno. Poteva capitare a chiunque, poteva essere un bambino e i genitori sarebbero rimasti lì a guardarlo. Non si può avere l’ambulanza senza il medico a bordo. Sono anch’io una sanitaria e so che facciamo del nostro meglio: quando la dottoressa è arrivata ha fatto tutto quello che serviva. Ma quando l’organizzazione non va bene diventa una tragedia. E se fosse stato un infarto? È possibile che possa accadere una cosa del genere? Spero che in tanti partecipino, nella speranza che il sindaco faccia qualcosa: nel 2018 Bacci riuscì a opporsi».

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