Gioco
Palloncini e lacrime per l’addio ad Ale. «Vola in alto amico, adesso sei libero»
Il ricordo di Alessandro Santini, il volontario della Misericordia scomparso a soli 30 anni: «Eri unico, mancherai a tutti noi»
LIVORNO. Il segnale acustico che avvisa l’imminente chiusura, ha già suonato un paio di volte. Sono le 17 in punto e se fosse un dì normale, il custode si sarebbe già incamminato verso il cancello. Ma quello di lunedì 27 marzo, non è un giorno come gli altri per tutti quelli che si sono dati appuntamento per rendere l’ultimo omaggio all’amico di tante nottate di volontariato e che ha dedicato la sua vita al bene degli altri; quel ragazzo che molti di coloro che compongono la folla, han conosciuto piccino in paese. Poca voglia di parlare, tanto religioso silenzio per vedere un’ultima volta quell’Alessandro al quale era impossibile non voler bene. Dal sorriso che non negava a nessuno mai, e quella voglia di essere più forte di una malattia con la quale faceva i conti sin da piccolo. Tanta gente, si. Le macchine che si perdono in fila come fossero un rosario, parcheggiate lungo l’Aurelia, fin quasi allo svincolo che conduce verso il centro del Levante. Il parcheggio interno è pieno anche lui. Testimonianza dell’amore che Alessandro Santini ha saputo dare e che torna indietro con un saluto al quale non può rispondere. Tante ambulanze, tutte della Misericordia, cambia solo la provenienza: Livorno, Antignano, Gabbro. La sua famiglia, oltre alla sua naturale. Le divise celesti e gialle, non si contano. È il funerale di un soldato dell’esercito dei buoni. Anche quelli con i capelli bianchi non trattengono l’emozione, mentre fra i più giovani c’è chi arriva con dei palloncini bianchi che al momento opportuno verranno liberati in aria. Fabio Cecconi, direttore della Misericordia di Antignano, testimonia. «Un ragazzo incredibile che tanto fece la maledetta notte dell’alluvione 2017, come già ha detto il governatore Stefano Del Vivo. Era in servizio sull’ambulanza, Alessandro. E fu lui a dare i primi allarmi sui pericoli che c’erano nella zona sud della città. Prestò i primi soccorsi, restando in servizio per tre giorni ininterrotti. Si legava con tutti, un ragazzo d’oro». Accanto, Michele Vadalà, vice governatore della confraternita al Gabbro. «È cresciuto con noi, è una perdita grossa. Domenica ero fra quelli che gli hanno prestato l’ultimo soccorso per cercare di salvarlo assieme al medico. Non ci sono parole. Ma non ci scorderemo di lui e dei suoi valori».
Sono le 17, 11, le sirene delle ambulanze, liberano il loro dolore. Suonando per un minuto, danno il commiato al loro Alessandro Santini. Due ragazze lasciano andare i palloncini che portano con se alcune parole che ad alcuni sono uscite meglio solo scrivendole. “Ti dico Ciao, salutami Dio e digli che sei l’amico mio. Eli”, “Una cosa la so, che due matti non fanno uno sano. A volte però, sono bravi a tenersi la mano. Gioorgina”, “Ti vogliamo un mondo di bene”, “Impenna, dai gasse! ”, “Apri le tue grandi ali e vola amico mio, ora sei libero”, “Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta”, “Indelebile nel mio cuore, ciao amico mio Vitty”, “Buon viaggio dagli “scapestrati del muretto”. Sono 9, un numero che nella numerologia rappresenta il compimento di un ciclo per prepararsi a iniziare il successivo e indica che si è vissuto e imparato, impegnandosi a vivere in modo significativo. Buon viaggio. Anche lassù, avranno certo bisogno di te.
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