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Livorno, ecco i nuovi dottori in scienze infermieristiche: «Pronti per gli ospedali»
Parlano i dieci laureati al Polo Didattico. Una delle neo dottoresse: «Ho sempre desiderato fare questo mestiere. Sono veramente soddisfatta»
LIVORNO. Se il volto della sanità degli anni a venire sarà lo stesso dei dieci ragazzi che si sono laureati ieri mattina in Scienze delle Professioni Infermieristiche presso il Polo Didattico dell’Ospedale di Livorno c’è da tirare un sospiro di sollievo:giovani, motivati e carichi di una voglia di assistere il prossimo che si taglia a fette. I loro nomi sono Matteo Cappelli, Olga Del Gratta,Arianna Lupino,Dalila Maccio, Lorenzo Niccolai, Federico Ragonese, Giorgia Romanacci (tutti di Livorno), Virginia Cappellini (di Piombino), Emma Semoli (di Cecina) e Elisa Bernardini (di Pisa). La commissione era presieduta dal professor Angelo Baggiani e composta da Gabriella Fontanini, Maria Evelina Fantacci, Letizia Mattii, Rossella Elisei, Luigi Papi. Coordinatore del tirocinio è stato Francesco Russo. Membri supplenti Romano Danesi e Gianluca Masi. La commissione è stata inoltre integrata da Chiara Pini, Paolo Galoppini, Andrea Caiazzo, Michela Cavallin e Antonella Perini.
Alla piombinese Virginia Cappellini, 23 anni, che si è laureata con una tesi su “Il percorso educativo dei pazienti oncologici: studio sull’incidenza e la severità degli effetti collaterali dovuti al trattamento con farmaci chemioterapici orali” chiediamo cosa l’ha spinta ad intraprendere la carriera infermieristica. Risponde che per lei “questa è stata da sempre la giusta via da intraprendere professionalmente”.L’impegno più grande in questi tre anni? «Il tirocinio professionale che ti fa capire veramente cosa vuol dire lavorare in un ospedale».
Olga Del Gratta, livornese doc di 26 anni si è laureata con una tesi sul “Delirium postoperatorio e sulle conoscenze in ambito infermieristico” e vanta alle spalle un’esperienza di volontaria nella Pubblica Assistenza di Collesalvetti.«Ho sempre desiderato fare questo mestiere – ci risponde - e, nonostante la fondamentale importanza degli studi, è con il tirocinio che abbiamo veramente “visto in faccia” il mestiere. Sono veramente soddisfatta».
È il turno di un uomo ovvero i Federico Ragonese, 27 anni, livornese pur trapiantato , che si laureato con una tesi su “La figura dell’infermiere militare:competenze in patria e all’estero. Confronto con l’infermiere civile”. Perchè la scelta di questa tesi ?«Mi sono molto interessato alle vicende che hanno visto le nostre Forze Armate impegnati in vari scenari critici del mondo in questi ultimi anni e di conseguenza ho voluto intraprendere un ricerca in questo campo». Anche tu avevi in mente da sempre di fare l’infermiere ? «No, avevo intrapreso un altro percorso scolastico ma poi ho avuto un ripensamento e mi sono iscritto alla facoltà di Scienze Infermieristiche. E sono felice di averlo fatto».Presenti in aula genitori, parenti ed amici dei neo dottori che hanno festeggiato tutti insieme.
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