Il Tirreno

Livorno

Sos sicurezza

Si finge carabiniere e deruba una 87enne: ennesima truffa a Livorno

di Claudia Guarino
Si finge carabiniere e deruba una 87enne: ennesima truffa a Livorno

Entra in casa di un'anziana con la scusa di una multa da pagare e fugge coi soldi. Il racconto del figlio

3 MINUTI DI LETTURA





Livorno Sono passate poco più di due settimane da giorno in cui una 82enne è stata truffata all’Ardenza da un finto medico e un finto poliziotto che, con la scusa del nipote da aiutare, sono entrati in casa insieme alla donna e le hanno portato via 15.000 euro tra soldi e gioielli. Un paio di giorni fa è successo di nuovo. Zona e copione simili. Refurtiva, per fortuna, minore. Siamo in una via a cavallo tra i quartieri La Rosa e Ardenza.

Una signora di 87 anni risponde al telefono e dall’altra parte della cornetta c’è un uomo. Le dice una cosa del genere: «Dovrebbe aiutare suo nipote a pagare una multa». Poco dopo qualcuno suona al campanello. «Dopo averla spaventata per telefono – racconta il figlio della donna, un professionista livornese di cui non riveliamo l’identità per tutelare la donna vittima di truffa – una persona si è presentata da lei sostenendo di essere un carabiniere e dicendole, appunto, che c’era una multa da pagare». E con questo stratagemma sarebbe riuscito a farsi consegnare 500 euro in contanti per poi andarsene. Dopo poco alla signora è venuto qualche dubbio e ha chiamato il figlio. «Ha capito che era stata truffata. Per fortuna mia madre sta bene, ma il fatto che si siano approfittati di lei è qualcosa che fa arrabbiare». L’uomo ha poi chiamato il 112 e sono intervenuti gli agenti della squadra Volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato.

Un fatto simile, lo ricordiamo, era avvenuto lo scorso 6 marzo, sempre all’Ardenza. In quel caso una 82enne aveva trascorso la mattinata in piscina e, dopo essere passata dalla banca per prelevare 700 euro, è stata seguita da qualcuno fino a casa. È stata poi intercettata all’ingresso del condominio: «Salve, sono un medico, mia moglie è ginecologa. Conosco suo figlio. Come è possibile che non mi riconosca...». Uno stratagemma, questo, che era stato utilizzato per guadagnare la fiducia della donna e per distrarla, visto che non trova più le chiavi dell’appartamento. Dopo aver salutato l’estraneo, che non era affatto un dottore ma un truffatore di una cinquantina d’anni, si ritrova faccia a faccia con un finto poliziotto, che le mostra la foto di suo nipote dicendo che qualcuno ha visitato la sua casa e che per questo doveva assolutamente entrare. In questo modo l’uomo si fa aprire la porta e riesce a svuotare la cassaforte con 15.000 euro fra soldi e gioielli.Nel caso dell’altro giorno la refurtiva è di molto minore, ma il modus operandi è grosso modo lo stesso: il malvivente impersona una figura che, per le funzioni che normalmente svolge, trasmette fiducia e, con uno stratagemma riesce a entrare in casa e a portare via denaro e gioielli. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web