Gioco
Scopaia, ecco come sarà il palazzetto: «Altro che cubone, si rigenera un’area»
Il progetto ha ottenuto 3,5 milioni dal Pnrr. Il sindaco: «Lavori entro fine anno, apertura nel 2025»
Livorno Il “cubone” alla Scopaia prende corpo e va avanti. Nel senso che, per la prima volta, si è in grado di avere il rendering di come sarà davvero e dare tempi certi di quella che è la crono tabella dei lavori: entro settembre, il progetto definitivo (che riguarda soprattutto come dovrà diventare tutto attorno l’area verde attrezzata a parco dedicata anche per attività ricreative), entro la fine di dicembre l’inizio dei lavori, pena la perdita dell’intero finanziamento da 3,5 milioni che arrivano tutti dal PNRR, e per primavera 2025 il fine cantiere con l’impianto pronto a entrare in funzione.
Il progettista, l’architetto ambientalista Luca Di Fonzo ebbe già a dire che «la struttura è concepita per essere almeno il 20% migliore di un edificio definito a “consumo energetico zero”. Un aspetto questo, che definisce molto più di mille parole la sostenibilità di un edificio come questo, nel rispetto delle rigorose regole imposte dalla UE». L’architetto fece riferimento anche alla densità residenziale (40 mila abitanti) in una zona dove a parte una chiesa non c’è molto altro. «È probabile che fra i ragazzini che praticano basket o del volley, molti saranno fra i residenti stessi. Quindi, genitori e nonni, non avranno bisogno di prendere mezzi per portarli a fare sport».
La voce del sindaco
Salvetti mostra il rendering e dice subito: «È tutto, tranne un cubone, mi sembra chiaro». Esortato a spiegare meglio perché mettere un impianto su quel terreno, spiega. «È un’opera pubblica, bella e moderna, immersa nel verde e in un parco a vocazione sportiva, fatta con finanziamenti del PNRR di un bando al quale si poteva accedere solo se il progetto era sostenibile dal punto di vista ambientale e all’avanguardia nel risparmio energetico. Solo Livorno e Torino, hanno ottenuto il massimo del finanziamento esibendo criteri di eccellenza». Ma Salvetti punta anche sulla valorizzazione complessiva. «Si va a operare in una zona abbandonata a se stessa e la riqualificazione sarà affrontata sulle indicazioni dei cittadini riguardo parcheggi, regimentazione delle acque, e della messa a disposizione della struttura per i bambini che frequentano le scuole di Villa Corridi. Per questo argomento, si può anche prevedere prossimamente, una struttura più piccola all’interno, a patto che non si interferisca con piante di alto fusto che lì dentro ci sono in abbondanza».
La vena polemica
«Per anni, in questa città si sono autorizzate opere di privati anche molto impattanti. Questa legislatura non l’ha mai fatto, lavorando sull’utilità pubblica. Dov’era Marchetti quando la giunta grillina ha dato l’ok al cubone di Benetti alto 30 metri? Per carità, va bene, perché c’è di mezzo il lavoro. Però, se si parla di impatto, non guardiamo questo impianto alla Scopaia dove ci sarà tanto di quel verde che la Lipu non deve preoccuparsi della nidificazione degli uccelli».
Perché li e non altrove
Salvetti precisa. «C’è chi indica un’alternativa in terreni privati della zona, dove la giunta grillina dette l’ok a costruire. Dovrei spendere cioè soldi dei livornesi. Oppure, nei terreni ora comunali ex Labrogarden. Lì c’è una destinazione a parco ma ci si farà altro».
Cosa si farà
La partecipazione non viene esclusa. Anzi, incoraggiata.
«I cittadini che lo scorso 7 marzo si sono costituiti in comitato per il no, li abbiamo già ricevuti. E il 28 ci sarà una iniziativa aperta a tutti, organizzata credo dal Pd di Collinaia. Il 30 torneranno in comune quelli del comitato. Ci sarà da cogliere tutti quanti l’occasione per mettere in pratica suggerimenti e modellarli secondo le esigenze della gente. Il progetto sarà integrato da indicazioni che ci verranno date e che saranno accolte. Altro aspetto, non parliamo di eventi sportivi regionali senza sapere di cosa si parla. Significa per esempio, Volley Livorno-Tavarnuzze, valido per il campionato regionale di seconda divisione. Tradotto, sono 100 spettatori. Quelli che entrano già nelle palestre scolastiche ogni sabato e domenica. Non è certo un palazzetto, la demagogia lasciamolafuori». l
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