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Acquisti di case, a Livorno fuga dal centro storico: «Mancano parcheggi»
Fiaip: «Chi compra fa attenzione alla qualità della vita»
Livorno Sono lontani i tempi della borghesia costretta a cercare casa all’esterno delle mura, nei borghi appunto, perché non si poteva permettere di vivere nel centro dove invece abitava la nobiltà. Ma sono lontani anche i tempi della fuga dalle campagne per il centro città. Oggi la tendenza è quella inversa, cioè quella di cercare casa fuori dal centro, meglio ancora se fornita di giardino o terrazza, e magari anche di vista mare. Cioè: aria.
«Dal periodo del Covid – spiega Massimiliano Scarpina, vicepresidente provinciale di Fiaip – chi compra casa cerca qualcosa che abbia un terrazzo, un giardino o una vista. Sono molto ricercate quindi le zone residenziali a sud di Livorno, come Ardenza, Montenero, Antignano, ma anche Fabbricotti. Cercano comodità che prima non veniva ricercate particolarmente».
Anche Scopaia, secondo il presidente provinciale della Federazione degli agenti immobiliari, Maurizio Pioli, «è diventata da tempo attraente perché è una bella zona con condomini di recente costruzione e si parcheggia bene. La qualità della vita è migliore rispetto al centro che è congestionato dal traffico». Non a caso i prezzi, nell’ultimo semestre del 2022, sono aumentati lì, come altrove. Oggi, chi compra casa, secondo Pioli, «punta a migliorare la qualità della vita». E il centro, con il suo traffico e la carenza di parcheggia, non sembra garantirla.
L’aumento dei tassi di interesse ha sicuramente limitato la capacità di acquisto. «Oggi – spiega Pioli – compra soprattutto chi ha un reddito da pensione, chi ha venduto un altro appartamento o i giovani aiutati dai genitori. Insomma chi ha un budget di partenza. Non esistono praticamente più mutui al cento per cento. Le banche tendono a concedere mutui a partire dal settanta per cento».
C’è poi il tema della direttiva Ue case green con cui dovrà fare i conti anche Livorno, una città con «poche case nuove e molte vecchie, anche se in buono stato», come spiega Scarpina. Secondo la direttiva europea gli immobili residenziali dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la classe energetica D entro il 2033; gli altri edifici, invece, la classe E a partire dal 2027 e la D dal 2030; tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028. Secondo Scarpina però «certe normative sono poco applicabili. Probabilmente ci saranno deroghe. Dipenderà anche dal nostro governo. Ma è impensabile che palazzi storici vengano efficientati in classe elevate. Soprattutto in centri artistici». E anche Livorno ha i suoi palazzi storici o anche di più recente costruzione che però non rispecchiano la nuova normativa europea per l’efficientamento energetico. l
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