Gioco
Basket, Tommaso Marino dopo il video-beffa e la gogna social. «Basta insulti contro gli autori, ecco perché»
Il giocatore rivedendo lo scherzo. «In quel filmato faccio la figura del babbeo». La scelta di pubblicarlo sui propri profili: «Ho capito che sarebbe diventato virale. Poi ho perso il controllo»
LIVORNO. L’appuntamento telefonico è per le 16. Una ventina di minuti prima ecco un messaggio su Twitter: «Io ci sono». Tommaso Marino, 37 anni, play di Legnano con alle spalle una carriera da giramondo dei parquet e ora anche youtuber con un discreto seguito, domenica prima del match con la Pielle è stato protagonista di uno scherzo, poi trasceso negli insulti, da parte di alcuni tifosi biancoblù. Il video sui social è diventato talmente virale da trasformarsi nel caso del giorno: commentato da addetti ai lavori, giornalisti e addirittura dal capitano della nazionale Gigi Datome.
Marino, ha scritto che pubblicando il video «non voleva esporre gli autori alla gogna mediatica». Aggiungendo che «vorrebbe sedersi a tavola con loro e capire». Sta cercando di fare pace con i tifosi della Pielle?
«No, perché so che è impossibile (sorride ndr). Però so per esperienza che prendere gli insulti da tremila persone in un palasport non è piacevole. E non sono felice se li prendono gli altri. Essere massacrati in quel modo non è piacevole. Non hanno mica hanno ammazzato qualcuno. Ecco perché vorrei che questa storia finisse qui per tutti».
Ci racconta come ha vissuto quei momenti?
«Siamo arrivati al palazzo e sentivo che i tifosi urlavano: “Marino di qui, Marino di là”. Insomma mi aspettavano e non era per abbracciarmi».
Appunto, però quando le tre tifose si sono avvicinate chiedendole un selfie ha accettato.
«Il rischio era ovunque. Col senno di poi avrei fatto male anche dicendo di no, perché magari facevo la figura dello stronzo che se la tira. In quel momento mi sono detto: “Magari faccio la foto e si calmano”».
E invece?
«Invece era un’imboscata e io ci sono cascato come un vero babbeo. Infatti, vista con gli occhi dei tifosi Pielle, lo scherzo è riuscito alla grande».
Il problema, leggendo anche i commenti, sono gli insulti nei suoi confronti che si sentono dopo
«Proprio così. L’esagerazione sono state le offese. Il resto ci sta: i tifosi che mi fanno passare da coglione e raggiungono il loro obiettivo. Avevano vinto, potevano fermarsi lì».
Quando ha deciso di pubblicare il video sui suoi profili social?
«Finita la partita mi hanno cominciato a inviare il video. All’inizio guardarlo mi dava fastidio perché avevo la faccia da idiota che non aveva capito lo scherzo e se ne va a testa bassa facendo la figura dello scemo del villaggio. Ma dall’altra parte ne ho capito anche la forza e mi sono detto: è virale, tantovale che lo pubblichi io. Alla fine però come succede spesso sui social perdi il controllo».
In effetti. Quasi 700mila visualizzioni, e migliaia di interazioni. Da una parte è tutta pubblicità per lei che fa anche lo youtuber.
«È vero mi fa pubblicità, ma non era il mio obiettivo. Perché si è innescato il meccanismo contrario. E non voglio che questi ragazzi non escono di casa. Ecco perché vorrei uscirne: nessuno ha ammazzato nessuno, nessuno ha commesso reati È durata un giorno, ora finiamola».
Quello che è successo domenica è frutto di vecchie scorie con i tifosi della Pielle. Anche perché lei in campo non è proprio simpatico...
«Verissimo, non sono un angelo del basket, parlo con gli avversari e gli arbitri, protesto. Infatti sapevo che dopo quello che era successo lo scorso anno i tifosi della Pielle non avevano dimenticato».
Finì con il campo della Pielle squalificato per due giornate...
«Io non ho la sindrome dell’impostore, mi piace andare a capire fin dove sbaglio. In quell’occasione accetto il fatto di passare da provocatore, ma allo stesso tempo non andai certo a compare le noci che mi hanno lanciato i tifosi per fare un video».
I tifosi della Pielle ce l’hanno con lei anche per altri due cose: il gemellaggio di Legnano con i cugini e rivali della Libertas e un presunto post che avrebbe scritto e poi cancellato prima della partita in cui si augurava una nuova squalifica del campo.
«Questa è pazzia, non è vero che ho scritto quel post. E anche se lo pensassi non lo scriverei. Tra l’altro domenica sono stato inguardabile. Se dovessi dire che ero tranquillo prima della partita direi una bugia. Ma credo che si sia visto».
Claudio Bonaccorsi, ex giocatore, simbolo della Pielle anni Ottanta, è intervenuto nel dibattito sul video sostenendo che «i modi sono rivedibili, ma è goliardia. Ora tutti buonisti, ai miei tempi ti sputavano in faccia».
«Secondo me è sbagliato. Rispetto Bonaccorsi che da piccolo andavo a vedere. Ma la verità sta nel mezzo: non si gioca a basket in una chiesa ma serve rispetto».
Un’ultima domanda: chi lo vince il campionato?
«Vedo una finale Pielle- Orzinuovi, ma molto dipenderà anche da chi arriva prima».
La rivedremo a Livorno?
«Non solo, perché non ho ancora deciso se questo sarà il mio ultimo anno da giocatore professionista».
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