Il Tirreno

Livorno

L’inchiesta

Presunto stupro Lucarelli-Apolloni. La versione della ragazza al medico: «Invitata a casa e poi la violenza»

di Federico Lazzotti
Presunto stupro Lucarelli-Apolloni. La versione della ragazza al medico: «Invitata a casa e poi la violenza»

Agli atti dell’indagine il referto dell’ospedale Mangiagalli dove la giovane studentessa è stata visitata. L’avvocato: «Non fa cenno al fatto di aver chiesto di essere accompagnata a casa»

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LIVORNO. Trenta marzo 2022, ore 00,45. Una ragazza americana di 23 anni il giorno precedente ha chiamato la polizia di Milano raccontando di essere stata violentata da due ragazzi mentre altri tre erano in un’altra stanza. Per verificare la sua versione gli agenti, insieme al personale paramedico, la accompagnano in ambulanza al centro soccorso e violenza sessuale e domestica della clinica Mangiagalli, dove a seguito della visita, viene dimessa – si legge nell’ordinanza – «con disturbi perianali, disuria, dolore agli arti, persistente rivissuto dell’evento, pianto tristezza». Ma all’interno del fascicolo d’indagine condotta dalla procura di Milano c’è anche il documento con il quale il medico ricostruisce la conversazione con la giovane e nella quale, per la prima volta, la ragazza racconta ciò che è avvenuto tre sere prima quando è uscita dal Gattopardo, locale in cui era andata a ballare con una amica, prima di conoscere il gruppo di livornesi, tra i quali ci sono i giocatori del Livorno Mattia Lucarelli (ex Viareggio) e Federico Apolloni (ex Gavorrano), arrestati il 20 gennaio. Si tratta del racconto più prossimo al fatto inserito in un atto ufficiale: la denuncia-querela, infatti, sarà formalizzata quattro giorni dopo in questura.

La ragazza al medico dice quattro cose che, in vista di un eventuale processo, possono - se confermate – essere determinanti sia per la difesa che per l’accusa. Intanto ricorda di essere entrata nel locale alle 24 e di essere uscita alle 3 bevendo due drink. Ma soprattutto il medico registra un passaggio che per la difesa è determinante: fuori dal locale incontra cinque ragazzi italiani che la invitano nel loro appartamento. «La studentessa – fa notare l’avvocato Leonardo Cammarata, che difende i due giovani – non fa cenno al fatto di aver chiesto di essere accompagnata a casa». Ciò a differenza di quanto è poi emerso nelle altre deposizioni e nella prima traduzione dei video registrati dai ragazzi che raccontano il viaggio in auto e buona parte di quello che accade all’interno dell’appartamento nelle vicinanze di piazzale Libia.

Ci sono poi altri due particolari rilevanti rispetto al campo d’imputazione: violenza sessuale di gruppo aggravata dall’induzione. Il primo viene trascritto dal medico così e riguarda la presunta violenza sessuale: «Lei ricorda di aver detto che non lo voleva, ma i due (Lucarelli e Apolloni ndr) hanno continuato». L’altro riguarda, invece, il particolare di «essersi trovata nuda». «Da uno dei cinque video che sono stati depositati dai ragazzi – va avanti il legale – si vede chiaramente che è la giovane studentessa a togliersi la maglietta restando nuda».

Nei giorni scorsi anche il Tirreno ha pubblicato il primo video in cui il gruppo (l’unico assente è Mattia Lucarelli) è fuori dal locale poche ore prima della presunta violenza sessuale. «Non siamo nemmeno briai – dicono i ragazzi – non abbiamo pippato nemmeno la coca». Il clima è goliardico, il linguaggio dei ragazzi volgare: «Si tromba in dieci questa qui», dice uno dei protagonisti. La studentessa e Apolloni si baciano sullo sfondo. A un certo punto quando uno dei giovani livornesi domanda alla studentessa: “Bitch (puttana)?”, lei sembra far finta di arrabbiarsi e inscena un finto combattimento di box con Apolloni muovendosi per la strada.
 

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