Gioco
Livorno, il corvo e gli incarichi: «O è Nostradamus o il sindaco chiarisca»
Il caso in consiglio, Salvetti minimizza
Livorno È arrivata sui banchi del consiglio comunale la vicenda del “corvo” che rivela in anticipo i nomi dei vincitori delle selezioni interne al municipio per dirigenti e funzionari. Li scrive in buste bianche, anonime, che poi fa avere al consigliere di destra Alessadro Perini. Che ieri mattina, dopo giorni di botta e risposta a distanza, ha chiesto al sindaco di intervenire su quelle che ha definito «selezioni pilotate».
«Sappiamo del famigerato corvo – ha premesso il leghista – ma abbiamo appreso dalla stampa che c’è anche un segnalatore esterno all’amministrazione che manda email firmate alla polizia municipale». Lo ha raccontato il Tirreno, i vigili urbani stanno facendo accertamenti su almeno tre procedure relative ad altrettanti incarichi comunali, segnalati in questo caso da un esterno che manda email e che si firma. «Che si sappiano i nomi di chi verrà selezionato addirittura prima che partano le selezioni – riprende Perini riferendosi all’anonimo – è un fatto molto grave e attiene all’imparzialità dell’amministrazione pubblica». Altrimenti, dice in sala, «ci si trova davanti a una sfilza di nominati a catena», una catena «che parte dal direttore generale, arriva ai dirigenti ex articolo 110, poi ancora alle posizioni organizzative, e si ramifica nell’amministrazione»: «Vogliamo capire con quali criteri, se di merito o di amicizia o di fedeltà. Vengono fatte comparazioni vere tra persone che si candidano per una certa posizione? Sindaco, o siamo davanti a Nostradamus che prevede il futuro, o lei ci deve dare delle spiegazioni».
Salvetti prima di rispondere si lascia scappare una risata: «Sorrido perché l’assessore Simone Lenzi (seduto accanto a lui, ndr) mi ha regalato una chiave in più di lettura. Sì, siamo di fronte a Nostradamus, perché ne ha beccate veramente poche». Tornando seri: «In questo Comune la scelta delle posizioni organizzative è sempre stata fatta direttamente dai dirigenti, che scelgono i loro principali collaboratori. Siamo andati avanti così, senza selezioni, per decenni. I 5 Stelle, in maniera intelligente, hanno poi inserito la possibilità di fare una call, una chiamata, tra tutti coloro che hanno un’aspirazione. Rispondono in tanti, in pochi, dipende. Da questo confronto – che viene fatto su alcuni criteri, come il curriculum, il lavoro fatto in quel settore o in altri – decidono chi è il migliore. Non sono concorsi con voti e commissioni. E non è detto che ci sia una rotazione». Comunque «non penso che un dirigente si circondi di persone non capaci, ne andrebbe del suo lavoro».
Tutto questo per dire che il sindaco non sembra avere alcuna intenzione di aprire un’indagine interna. Anzi dice che se il corvo «ha azzeccato quattro o cinque nomi è stato un po’ scarsino, se vi ci mettevate anche voi forse su cento persone almeno una quarantina ne azzeccavate, o perché avevano già quel ruolo o perché stando in Comune si capisce quali possono essere le persone più adatte a ricoprirlo».
Per Salvetti, insomma, «è una situazione paradossale». E a Perini: «Se ha rapporti con il corvo, ci parli, gli dica che nelle amministrazioni non ci sono per forza persone in malafede. Noi abbiamo nominato 20 dirigenti, 77 posizioni organizzative, fatto 23 concorsi e assunto 416 persone in trasparenza». Un «bel successo».
Sì, ma le scelte dei dirigenti, controbatte il consigliere, «non sono ad libitum», a piacere: «Quale competenza può essere valutata seriamente se il nome del selezionato sia ha anche prima che arrivino le candidature degli altri. Si potrebbe candidare anche Einstein e si saprebbe già chi vince». E «guardi che nel regolamento è prevista la rotazione ordinaria di funzionari e dirigenti: gente che sta ferma nello stesso ufficio da 15-20 anni, come qui, non risponde a questo criterio». «Tra l’altro – conclude – la informo che dal 2019 al 2022 ho trovato otto cause pendenti davanti al giudice del lavoro, non so come faccia a raccontare che va tutto bene. Se uno avesse la coscienza a posto, direbbe semplicemente che la cosa è anomala e che sarà sua premura fare accertamenti. Invece nemmeno l’ombra».
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