Gioco
Livorno, consigli di zona verso il voto: i candidati si presentano. Ecco i 91 in lizza nei quartieri
Tra una settimana la consultazione online per le nuove “circoscrizioni”. Tutte le regole. E oggi al Tirreno i candidati si sono mostrati alla città
Livorno Sono 91 i candidati ai nuovi consigli di zona della città. Quasi cento nomi e cognomi di persone che vivono nei diversi quartieri, da Shangai a Quercianella, e che si sono messe a disposizione per entrare a far parte di quelle che, almeno nelle intenzioni di partecipazione, saranno una sorta di circoscrizioni 4.0. Il percorso, partito molti mesi fa, entra ora nella fase finale: dopo la proposizione delle candidature e la raccolta delle firme necessarie per correre, è infatti arrivato il momento di votare. I livornesi potranno eleggere i loro consigli di zona la prossima settimana, dal 27 marzo al 2 aprile.
Ma chi sono i candidati? Perché si sono fatti avanti? E cosa propongono? Oggi, martedì 21 marzo, molti di loro si sono presentati nel salone del Tirreno, nel corso di un’iniziativa che ha visto la partecipazione del sindaco Luca Salvetti, della vicesindaca Libera Camici, dei dirigenti degli uffici comunali che hanno portato avanti tutte le procedure e dei capigruppo delle diverse forze politiche.
Circoscrizioni 4.0
Vale la pena ricordare prima di tutto cosa sono i consigli di zona. Per farlo bisogna partire dal 2014, ovvero da quando non esistono più le circoscrizioni, abolite in tutta Italia nei comuni con meno di 250mila abitanti. Nel 2022 Livorno ha avviato un percorso partecipativo «per creare nuovi organismi istituzionali che possano facilitare il contatto tra l’amministrazione e la cittadinanza», come si legge nelle carte del municipio e come ha ripetuto più volte la vicesindaca Libera Camici. «L’obiettivo principale – è tornata a sottolineare nel febbraio scorso intervistata dal Tirreno – è ricreare organismi di partecipazione decentrata che possano andare a colmare il vuoto lasciato da quelle circoscrizioni». Quindi «far tornare protagonista una partecipazione strutturata, istituzionale», come una sorta di ponte tra il palazzo e i quartieri.
A cosa servono
Attenzione, però: ex circoscrizioni e nuovi consigli di zona non sono la stessa cosa. Intanto perché le prime erano parte del decentramento amministrativo, mentre i secondi non lo sono. Cosa vuol dire? Per esempio che se un livornese vorrà rinnovare la carta di identità, non potrà bussare ai consigli di zona, che non avranno sportelli per i servizi: per quelli continueranno a funzionare, oltre agli uffici del Comune, i centri di area nord e di area sud, che si trovano in Corea (nella sede della ex circoscrizione 1) e alla Rosa. A cosa serviranno, dunque, i nuovi organismi? Cosa potranno o non potranno fare? Non potranno deliberare, ma avranno funzione consultiva e propositiva. In che modo i consiglieri di zona saranno chiamati a facilitare – almeno nelle intenzioni – il rapporto tra la cittadinanza e l’amministrazione è riassunto nella brochure pubblicata dal Comune: «partecipazione alle commissioni consiliari permanenti» in municipio «in cui si trattano argomenti relativi alla zona», «organizzazione di incontri con sindaco, assessori e consiglieri comunali per trattare temi di interesse» dei quartieri, «promozione dei patti di collaborazione», «raccolta delle proposte e delle criticità delle zone da sottoporre all’amministrazione», «promozione e potenziamento della rete dei soggetti già attivi» nei vari quartieri. È inoltre previsto che l’agenda di due consigli comunali all’anno possa essere decisa proprio dai consigli di zona.
Colline resta senza
I consigli di zona avrebbero dovuto essere sette, dai quartieri nord a Quercianella. Alla fine dello scorso ottobre il consiglio comunale ha approvato il regolamento che ne disciplina il funzionamento. Ma proprio in base al regolamento, la zona numero sei – che abbraccia Colline, stazione e ospedale – non vedrà debuttare il consiglio, almeno non con questa prima elezione: solo tre candidati hanno infatti ottenuto le 25 firme necessarie per presentarsi, mentre qui è previsto un minimo di nove consiglieri (il calcolo per ogni area è stato fatto sulla base degli abitanti al 31 dicembre 2022). «Per questo motivo – confermano da Palazzo Civico – il consiglio della zona 6 non potrà essere eletto». Un peccato, considerando che si sta parlando di un pezzo di città tra i più abitati e vivi, basti pensare alle tante botteghe storiche.
Le elezioni
Nella tabella a fianco sono riportati tutti i nomi dei 91 candidati, zona per zona. L’elenco più lungo è quello della zona due (il centro), con 23 nomi. Ricordiamo che a differenza di quanto accadeva con le vecchie circoscrizioni, i candidati non si presentano collegati a liste politiche, con simboli di partito, anche se è chiaro che ognuno di loro può liberamente appartenere a una formazione politica, ad associazioni, a realtà sportive e così via.
Le elezioni partiranno il 27 marzo e andranno avanti per una settimana, fino al 2 aprile. Chi può votare? I cittadini italiani e stranieri residenti nell’area di riferimento che abbiano compiuto 16 anni (e che non siano interdetti al voto secondo la legge). Gli stranieri non comunitari possono votare purché siano residenti in Italia da almeno 5 anni. Ma come si vota? Con un clic, online, registrandosi dal proprio computer o da qualsiasi altra postazione e accedendo alla piattaforma del Comune con carta d’identità elettronica, Spid o carta nazionale dei servizi. Saranno allestite anche delle postazioni dove sarà possibile presentarsi di persona ed esprimere il proprio voto elettronico con l’assistenza di personale specializzato (serve un documento di identità valido). I punti di voto assistito saranno sugli scali Finocchietti, negli uffici del centro servizi di area sud (in via Settembrini 33), a Shangai (in via Paretti 8) e a Quercianella (Casa per ferie San Giuseppe).
È bene precisare che una volta eletti, i consigli di zona non si riuniranno per forza nelle sedi delle vecchie circoscrizioni. Anzi, nella maggior parte dei casi si è pensato ad altri spazi. Per esempio il consiglio di zona uno (che abbraccia i quartieri nord) avrà sede in piazza Fratelli Bandiera, a Shangai, sotto ai vigili urbani, dove c’è anche lo sportello per le case popolari di Casalp.
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