Il Tirreno

Livorno

L'emergenza

Si spacciano per medico e poliziotto, poi derubano un'anziana di 82 anni: colpo da 15.000 euro

di Stefano Taglione
Un'anziana sola al telefono (foto d'archivio)
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Un'anziana sola al telefono (foto d'archivio)

Livorno, svuotata la cassaforte del suo appartamento ad Ardenza: «Tornavo dalla piscina, mi hanno seguita, mostrandomi poi la foto di mio nipote»

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LIVORNO. Aveva trascorso la mattinata in piscina, a nuotare. Poi, dopo essere passata dalla banca per prelevare 700 euro, l’hanno seguita fino a casa, intercettandola all’ingresso del condominio: «Salve, sono un medico, mia moglie è ginecologa. Conosco suo figlio. Come è possibile che non mi riconosca...». Uno stratagemma per guadagnare la sua fiducia e soprattutto per distrarla, visto che la donna poi non trova più le chiavi dell’appartamento e dopo aver salutato l’estraneo, che non era affatto un dottore ma un truffatore di una cinquantina d’anni, si ritrova faccia a faccia con un finto poliziotto, che le mostra la foto di suo nipote dicendo che qualcuno ha visitato la sua casa e che per questo deve assolutamente entrare, e si fa aprire la porta, svuotando la cassaforte con all’interno circa 15.000 euro fra soldi e gioielli.

Nuova truffa agli anziani ieri in via Nello Danesi, nel quartiere di Ardenza, dove alle 11 sono intervenute le volanti della questura. L’anziana, una donna livornese di 82 anni, è ancora scossa per quanto accaduto. Secondo la sua ricostruzione il falso medico le avrebbe sfilato le chiavi, passandole al complice che poi, dopo aver rubato la foto di suo nipote da una stanza, è uscito prima del suo rientro e si è ripresentato all’ingresso chiedendo di entrare per verificare se qualcuno avesse rubato nell’abitazione. Avendo poi tutto il tempo di distrarre la donna e consentire al falso medico, rimasto sul pianerottolo, di agire indisturbato sulla cassaforte. «Il finto dottore – racconta – si è presentato indossando la mascherina e dicendo che conosceva mio figlio, stupendosi perché non lo riconoscevo. Sosteneva di abitare qua vicino, di avere una moglie ginecologa, ma io non l’avevo mai visto. In questo frangente mi ha sicuramente sfilato le chiavi di casa dalla borsa, dato che io in mano avevo anche la sacca sportiva e forse ero un po’ distratta».

Prese le chiavi, all’insaputa della signora, in qualche modo mentre parlava con lei è riuscito a passarle al complice. Che la donna, però, al pianoterra non ha notato. Lui se lo troverà di fronte poco dopo, all’uscio: «È entrato facendo un giro nell’appartamento, verificando una finestra e dicendomi che il ladro era passato da lì – prosegue – ma mentiva. Poi ho controllato il resto della casa, scoprendo che la cassaforte era stata svuotata. Purtroppo non mi sono insospettita, non ho avuto il guizzo di capire che c’era qualcosa che non andava. A un certo punto, vedendo il portagioie in camera da letto ancora pieno, ho detto al falso poliziotto: “Meno male che questo c’è ancora...”. Purtroppo, però, dopo pochi minuti avevano preso pure quello. Sicuramente mi hanno seguito dalla banca o dalla piscina». l


 

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