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Livorno, la storia di Monica: da chef citata dal Gambero rosso a disoccupata

di Flavio Lombardi
Livorno, la storia di Monica: da chef citata dal Gambero rosso a disoccupata

A 63 anni ha partecipato al Talent Day organizzato da Confcommercio: «Cercano giovani ma con esperienza, due cose che non vanno molto d’accordo»

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Alla ricerca di un lavoro quando hai 63 anni e, nel tuo ambito, è come se a 32 primavere, uno come Baggio o Del Piero si fossero trovati nella squadra dei non contrattualizzati in ritiro

al Ciocco ed in attesa di trovare una squadra disposta a credere in loro. Una barzelletta. Eppure, i casi della vita sono strani e Monica Ganni, chef di grido, padrona della cucina in quel ristorante “La chiave” che nella prima metà degli anni ’90 era locale fra i più esclusivi di Livorno e con citazioni sul Gambero Rosso, è arrivata qui per capire se c’è una opportunità da cogliere, vantando una esperienza quarantennale. «Non sapete quante volte ho mandato un curriculum, che magari è finito cestinato dopo che hanno letto l’età. Cercano giovani, ma con esperienza. Due cose che non vanno molto d’accordo, direi. Sono in sostanza ancora giovane per la pensione ma troppo vecchia per lavorare. Trovo impiego solo per passaparola, ultimamente ho fatto stagioni in Capraia, ma cercherei qualcosa a Livorno, a casa mia, per stare più tranquilla». Monica ha lavorato al Granduca, poi volò negli States dove è rimasta anni «e lì mi è mancata la forza più che altro economica per aprire qualcosa di mio e far impazzire gli americani con i miei piatti».

Al ritorno, riscontrò un mercato in cui a trovar impiego erano tanti bangladesi «che, con du lire, li pagavano. Poi, si è cominciato a capire nel tempo che questa politica evidentemente nonera vincente, ma che nel frattempo ha creato penuria di cuochi, camerieri, barman italiani. Ora danno la colpa al reddito di cittadinanza. La verità è che in tante situazioni si tende a sottopagare. Son lavori, questi, che ti vogliono vedere in faccia. Stai al pezzo 12-13 ore al giorno non hai più una vita privata e non si può pensare che si prenda 1300 euro al mese senza giorno di riposo con pranzo e cena come mi è accaduto su uno stabilimento balneare in città. E la professionalità, dove la mettiamo? Ci vogliono anni per imparare; e questo ha un valore».

Donna forte, che non s’arrende. Cercando solo una opportunità che la riporti indietro nel tempo. Perché le mani son sempre quelle e innovazione anche sui piatti tradizionali, sa bene cosa vuol dire.

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