Gioco
«Infermiere al posto del medico»: allarme per l’ambulanza di Collesalvetti
Livorno, il presidente della Pubblica assistenza, Stefano Gambino, contro la nuova riforma: «Una decisione su cui tornare indietro, rischi per la salute dei miei concittadini»
COLLESALVETTI. «Da noi, la presenza del medico sull’ambulanza, è essenziale. Se, come pare, vogliono sostituirlo con un infermiere metterebbero l’intero territorio in difficoltà. E parliamo, oltre che di Collesalvetti, anche dei comuni di Fauglia, Crespina Lorenzana, Orciano e delle frazioni di Cenaia, Luciana, Pian di Laura di tutta la via Emilia».
A parlare è Stefano Gambino, il presidente della Pubblica assistenza colligiana. Il soccorritore e dirigente dell’associazione di via Roma, un faro del territorio insieme alla Misericordia di Vicarello, è preoccupato per la riforma regionale del 118, ancora in discussione, «che ci dovrebbe privare del medico». Attualmente, la Pubblica assistenza nata dalle ceneri della vecchia sezione locale della Svs, opera dalla mattina alla sera nel servizio di emergenza-urgenza con ildottore convenzionato con l’Asl e con altri mezzi di emergenza su cui salgono i propri volontari, anche a Stagno, mentre all’interporto Amerigo Vespucci dispone di un presidio per la sicurezza sanitaria dei dipendenti e dei visitatori del polo logistico. Ma purtroppo, stando a quanto spiegato da Gambino, l’ambulanza “medicalizzata” potrebbe avere le ore contate.
«Lontani dall’ospedale»
Secondo il presidente, Collesalvetti e i comuni confinanti, sono troppo lontani dagli ospedali di viale Vittorio Alfieri e Cisanello (a Pisa) per privarli del dottore. E la sua non è una battaglia contro gli infermieri, «verso i quali non ho assolutamente nessun pregiudizio». «In merito alle notizie che circolano in questi giorni, relative a incontri informali, ai “si dice”, ma forse ormai è già tutto previsto, sostituire i medici con l’inserimento in organico di infermieri professionali – prosegue Gambino – non ci sembra una soluzione accettabile. Abbiamo notevoli difficoltà a comprendere la tempistica di intervento in zona colligiana e hinterland limitrofo, che attualmente ricade sotto la nostra giurisdizione sanitaria assistenziale, territorio vastissimo da coprire, specialmente quando si tratta di ragionare in termini di minuti per raggiungere il luogo della richiesta di soccorso. Oltre alle frazioni collinari che ruotano intorno al comune di Collesalvetti, la nostra operatività si rivolge anche alle zone pisane vicine».
Appello al sindaco
«È evidente – prosegue il presidente della Pubblica assistenza di via Roma – che le varie tempistiche previste e prescritte a livello istituzionale difficilmente potranno essere rispettate, questo a spese della salute del cittadino infortunato richiedente aiuto, dei suoi familiari a cui sarà difficile spiegare il perché dei ritardi nel soccorso con un medico. Riteniamo quindi di dover respingere decisamente ogni ipotesi di mancanza del medico sulle nostre ambulanze, esortiamo altresì i sindaci dei vari comuni interessati, quali responsabili sanitari del territorio, a prendere una posizione ferma su queste sciagurate ipotesi che non sappiamo bene quale beneficio economico comporteranno per le comunità direttamente interessate, mentre ci immaginiamo benissimo i disagi e i pericoli alla salute dei cittadini su cui si riverseranno». Gambino, in primis, ha subito informato del rischio taglio il sindaco di Collesalvetti, Adelio Antolini, che «ha contattato i primi cittadini degli altri Comuni coinvolti», rivela il presidente della Pubblica assistenza. L’amministrazione, nei prossimi giorni, potrebbe muoversi chiedendo lo stop della riforma, almeno per quanto riguarda l’area colligiana, che si ritroverebbe con un’ambulanza di 12 ore al giorno (come ora) ma con a bordo un infermiere del 118 e non un medico.
Cosa cambia
L’infermiere sulle ambulanze, a Livorno, c’è già. Sui mezzi delle Misericordie di Antignano e Montenero – con turnazione di un mese a testa e 12 ore al giorno dalle 9 alle 21 – da qualche anno ci sono gli infermieri, mentre in passato c’erano i medici. Il dottore, invece, è operativo 24 ore su 24 nelle sedi della Svs di via San Giovanni e alla Misericordia di via Verdi. Ma che differenza c’è fra il medico e l’infermiere in ambulanza? Il medico, essenzialmente, può fare qualsiasi diagnosi in autonomia. L’infermiere, invece, deve attenersi a precisi protocolli previsti dalla centrale operativa del 118 (la nostra, quella delle province di Pisa e Livorno, si trova all’ospedale ndr) oppure, nei casi specifici, può agire sotto l’autorizzazione telefonica del medico di turno incentrale in quel momento. Differenze, quindi, ci sono: per questo Gambino è preoccupato.
A Livorno
La riforma regionale del 118 prevede l’uso dell’auto medica. In Toscana è operativa quasi ovunque, tranne a Livorno e, in città, a Pisa. Da noi, dove il medico è di turno 24 ore su 24 sulle ambulanze di Svs e Misericordia di via Verdi, gli stessi due camici bianchi rimarranno per lo stesso arco temporale ma, appunto, sulle auto mediche verosimilmente di base in ospedale e non con le associazioni. Secondo la Regione, l’auto medica, è più veloce e consentirebbe al medico di raggiungere più rapidamente i luoghi interessati dagli interventi sanitari e liberarsi con maggior celerità se il paziente non dovesse avere più bisogno, non dovendolo accompagnare in ambulanza al pronto soccorso. Viceversa, se la sua presenza è necessario, il medico salirebbe così come accade oggi sui mezzi di emergenza fino all’arrivo in ospedale. Protesta sulla sostituzione del medico con l’infermiere sono arrivate anche da altre parti della Toscana, ad esempio a Rosignano. Ieri c’è stato proprio un incontro fra le associazioni per decidere il da farsi.
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