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«Tifosi massesi armati di bastoni»: evitato lo scontro allo stadio “Magnozzi”

Stefano Taglione
I tifosi massessi al Magnozzi
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I tifosi massessi al Magnozzi

Livorno: tensione fuori dall'impianto prima della gara del campionato Eccellenza della Pls. Gli apuani in corteo intonano cori di destra, sfiorato il contatto con alcuni abitanti

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LIVORNO. «C’è un gruppo di persone incappucciate, armato di bastoni e bottiglie di vetro. Saranno in 50…». La paura del quartiere prima della partita di calcio e l’intervento, immediato, della polizia di Stato con un reparto mobile e in loro aiuto un battaglione dei carabinieri. C’è voluto molto dialogo e la separazione fisica del cordone del contingente militare per evitare lo scontro fra i tifosi della Massese e alcuni abitanti della zona prima del match di Eccellenza della Pro Livorno Sorgenti, match vinto per 4-1 dagli apuani allo stadio Magnozzi di via Vittorio Emanuele Orlando, alla periferia nord della città.

Tensione alle stelle

L’apice della tensione in via Martin Lutero, nelle immediate vicinanze dell’impianto sportivo, quando i supporter ospiti dopo aver parcheggiato le proprie auto in zona avrebbero intonato in corteo cori di destra e qualche abitante infastidito avrebbe risposto loro urlandogli dei «fascisti». È qui che la tifoseria massese e una manciata di persone sono quasi venute a contatto, con i poliziotti in divisa che si sono messi a protezione della popolazione insieme ai militari dell’Arma e i colleghi in borghese, invece, che hanno aperto la via della conciliazione convincendo gli ospiti a salire sugli spalti, prima di acquistare il biglietto (se sprovvisti) all’unica rivendita presente vicino al recinto di gioco. La biglietteria unica – come è stato notare dalla stessa questura – non ha certo agevolato il servizio di ordine pubblico, visto che c’era un unico sportello al quale massesi e livornesi dovevano rivolgersi per comprare il tagliando per assistere al match di Eccellenza. Oltre agli agenti del battaglione e ai carabinieri giunti in loro supporto, sul posto, è intervenuta anche la digos, che ha effettuato videoriprese dei fatti con l’aiuto dei colleghi della scientifica. Di fatto, alle Sorgenti, sono intervenuti gli agenti impiegati originariamente nel servizio di ordine pubblico della questura fuori dallo stadio Armando Picchi – dove era presente il funzionario di turno in questura domenica scorsa, il vicequestore aggiunto Claudio Cappelli – per la contemporanea partita di Serie D fra il Livorno e i romani del Montespaccato, terminata 1 a 1 e senza alcun problema dal punto di vista della sicurezza, tanto che appunto il reparto mobile si è spostato da Ardenza alle Sorgenti.

La scorta

Dopo il match vinto dagli apuani – con i livornesi fatti uscire per primi – poliziotti e carabinieri hanno radunato i circa 50 tifosi della Massese scortandoli verso le auto parcheggiate, in modo che non potessero mai venire a contatto con la popolazione, dopodiché gli agenti delle volanti della questura e i vigili urbani hanno accompagnato il corteo di auto fino all’ingresso dell’autostrada di Stagno, assicurando il deflusso totale della tifoseria. 


 

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