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Nuove caldaie e sonde per i gradi. Ecco il piano contro le aule fredde nelle scuole di Livorno
In campo undici milioni per 5 anni. La Provincia: risolveremo il problema
LIVORNO. Il 24 gennaio, nei giorni più freddi dell’inverno, è successo al Niccolini Palli: i riscaldamenti hanno smesso di funzionare e le temperature sono scese a tredici gradi, cioè cinque gradi sotto la temperatura minima consigliata (all’interno degli edifici scolastici durante i mesi estivi la temperatura consigliata è tra i 24 e i 27 gradi, mentre per i mesi invernali è tra i 18 e i 22). La dirigente scolastica decise di mandare a casa tutti i trecento ragazzi del liceo classico in attesa di riparare il guasto. Poi, un mese fa, è successo al Cecioni. In quel caso gli studenti uscirono dalle classi per protesta. Pochi giorni dopo stesso problema e stessa protesta all’Enriques dove già nelle settimane precedenti gli studenti, e anche qualche docente, si era lamentato delle aule fredde nonostante i riscaldamenti fossero accesi. Vecchi edifici con vecchi impianti di riscaldamento su cui la Provincia, proprietaria degli immobili, non poteva far altro che mettere pezze. Colpa dell’ormai nota “riforma Delrio”, il maldestro tentativo del governo di tagliare le Province senza tagliarle del tutto, in attesa del referendum costituzionale che avrebbe dovuto abolirle (se fosse passato il Sì) e che invece le ha salvate. Gli enti ora sono salvi, ma senza soldi.
Ma adesso c’è un piano. La Provincia è pronta a firmare un contratto con Engie, la società che gestisce gli impianti di riscaldamento negli istituti superiori di Livorno, dal valore di 11 milioni di euro e la durata di cinque anni. In base all’accordo, l’azienda garantirà un monitoraggio costante delle temperature nelle scuole e avvierà uno studio degli impianti per capire quali andranno sostituiti.
«Andremo a sottoscrivere un nuovo contratto con Engie – fa sapere Pietro Caruso, vicepresidente della Provincia con delega alla scuola – che ci permetterà di fare, a partire da giugno, dei lavori all’interno delle scuole della Provincia che porteranno a evitare le problematiche relative al riscaldamento. Verranno inserite delle sonde all’interno delle scuole e verranno fatti dei cambi, anche delle caldaie dove sarà necessario. Già da giugno, quindi, quando le scuole saranno chiuse, la società lavorerà per evitare di trovarci nella situazione in cui ci siamo trovati quest’anno».
La Provincia ha aperto anche un tavolo con gli studenti degli istituti superiori per affrontare le varie problematiche degli edifici scolastici. Tra le principali criticità c’erano proprio i riscaldamenti.
L’ente, con questo nuovo contratto, conta su un inverno, il prossimo, senza disagi. «Già da giugno – continua Caruso – verranno installate sonde che controllerà minuto per minuto la situazione all’interno degli edifici. Alcune scuole le hanno già. Nelle altre i lavori non possono che partire a giugno, quando i ragazzi non sono a scuola. Le sonde che verranno installate monitorano la temperatura e sono in grado anche di individuare problematiche. Ad esempio se c’è un problema di sfiato, se c’è la caldaia in blocco o una tubazione ostruita. Dove ci saranno da cambiare caldaie o pezzi, si farà».
Gli undici milioni che la Provincia ha stanziato «sono soldi che l’ente ha messo sempre a disposizione in bilancio. Solo che adesso viene fatto un contratto che migliorerà sicuramente la situazione all’interno delle scuole».
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