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Livorno, Adele apre in via Magenta il negozio dei suoi sogni: «Per me la strada più bella»

Livorno, Adele apre in via Magenta il negozio dei suoi sogni: «Per me la strada più bella»

Insegnante di sostegno di 54 anni apre un punto di vendita di abbigliamento per donne «di tutte le età»

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LIVORNO. Il suo sogno è sempre stato quello di aprire un negozio e lo voleva aprire proprio lì, dove era cresciuta, tra aghi, spilli e bottoni, in una strada che una volta era più traffica di una via romana, il «salotto della città», come lo chiama lei, cioè via Magenta. «Per me è una strada bellissima», spiega a Il Tirreno Adele Del Popolo Riolo, 54 anni, commerciante esordiente che settimana scorsa ha inaugurato il suo J’adel, negozio di abbigliamento per donne «di tutte le età».

Lei, nella vita, prima, e tutt’ora, fa altro. È insegnante di sostegno all’istituto comprensivo Edmondo De Amicis. Un lavoro che ama e che non vuole lasciare. Ma ama anche il commercio. Aprire un’attività sua è sempre stato un suo obiettivo.

D’altronde è cresciuta nel negozio della nonna, una merceria antica, in legno, proprio in via Magenta: era la merceria Nicelli. E lei ha voluto aprire un’attività proprio lì. Crede nel potenziale commerciale della strada e si è voluta buttare. Poi l’occasione è arrivata. Un fondo vuoto, una proposta e la decisione di partire.

«A me via Magenta è sempre rimasta nel cuore - confida -. Forse perché ci sono cresciuta, ma poi credo che sia bellissima. Una volta, sto parlando di 25 anni fa, era molto diversa. Era stracolma di gente. Non ci passavi nemmeno da quanta gente ci transitava. Il punto è che c’erano i parcheggi e ora no. È questo il problema. Ora non ci passa tanta gente. Lo svuotamento è iniziato quando la strada è stata chiusa al traffico. Molti di quelli che sono venuti sabato all’inaugurazione mi hanno detto che non sapevano dove mettere la macchina. Non è come via Ricasoli che è da sempre pedonale. La gente ci è abituata. Via Magenta è diversa. Ma per me rimane il salottino di Livorno. Ha tantissimi bei negozi. Non sono negozietti. Vendono roba di valore. Ci sono tante oreficerie».

Il suo negozio, come detto, è di abbigliamento per donna. Vende marche come Fly Girl, Rue-bisquit e h20. Sono vestiti per giovani e meno giovani, sportivi e anche da cerimonia. Ha già creato una pagina Instagram con le foto degli ultimi modelli arrivati.

«Adesso la sfida sarà riuscire a dividermi tra la scuola e il negozio - spiega -, ma dovrei farcela perché a scuola non ho orario pieno ma solo poche ore. Quindi sto riuscendo a occuparmi di entrambe le attività. D’altronde sono quei sogni nel cassetto che uno si porta avanti e poi arriva il momento di realizzare. Ho sempre avuto il pallino della moda e adesso eccomi qua».

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di Redazione web