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Mercatino americano, i commercianti: «Non spostateci, si lavora bene. Piuttosto ci incateniamo»

Stefano Taglione
Fabrizio Giovannelli
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Fabrizio Giovannelli

Livorno, uno dei venditori che dal 2009 è nell'area portuale: «Molti ragazzi livornesi da noi comprano polo e jeans. Non è come ai fasti di piazza XX, però...»

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LIVORNO. «Tornare in centro? Macché, qui sul porto stiamo benissimo. I livornesi dai 13 ai 20 anni ogni giorno con i motorini vengono a comprare i vestiti nei nostri banchi e per loro siamo diventati un punto di riferimento. Quelle poche attività rimaste, in realtà, lavorano eccome. Vendiamo prodotti di qualità, non “cineserie” come sento dire da qualcuno, ma capi di abbigliamento dei pronto moda italiano o vintage. Poi ci sono gli articoli militari, anche per professionisti. Non a caso qua vengono anche da lontano».

I turisti toscani

A parlare è Fabrizio Giovannelli, 57 anni, fra i pochi commercianti rimasti nel nuovo Mercatino americano di via della Cinta esterna. Perché anche se i tempi sono cambiati, e i fasti di piazza XX Settembre sono solo un lontano e nostalgico ricordo, nel 2023 c’è ancora chi nonostante Amazon e i grandi centri commerciali prova a sopravvivere con merce di qualità al costo giusto. E in una location, certamente, che non è certo di passaggio per le persone. Forse per chi sale sui traghetti per Corsica e Sardegna, anche se dall’area portuale a quella del mercato per ragioni di sicurezza c’è una recinzione di ferro e chi vuole comprare ed è già in coda per salire sulla nave deve uscire dai varchi e rientrare, perdendo un sacco di tempo. «Nonostante le difficoltà – prosegue il negoziante – noi da qui non ci vogliamo spostare. Lavoriamo comunque con parecchi turisti toscani, come fiorentini, lucchesi e pisani. Persone che magari vogliono trascorrere un sabato al mare, vanno a mangiare e poi vengono qui per fare acquisti. T-shirt, bermuda: i prodotti più ricercati sono questi. Non esiste più quel viavai tipico di piazza XX, ma chi viene qui compra». «Siamo contenti, non chiediamo di andare da nessuna parte, ma di restare qui – aggiunge il presidente del Mercatino americano, Piero Salvini – perché anche se c’è la ressa, chi viene fin qua è motivato e qualcosa acquista. L’importante è riuscire a lavorare e nonostante le difficoltà ci riusciamo…».

Il traffico passeggeri

L’obiettivo resta comunque quello di intercettare i tantissimi turisti che ogni giorno, soprattutto d’estate, scelgono il porto di Livorno per partire per Corsica e Sardegna. Non è semplice, perché le misure di sicurezza attive in tutti i porti italiani separano l’area di imbarco da quella a libero accesso dove si trova il nuovo Mercatino americano. Quindi chi si mette in coda per salire sulla nave, purtroppo, non può fare una toccata e fuga fra i banchi, ma deve uscire e poi rientrare. «Ci avevano promesso l’apertura di un cancello a questo scopo, ma niente è stato fatto». All’inizio, nel 2009, in realtà funzionava così. Poi per ragioni di sicurezza tutto è cambiato. «Ci avevano proposto di andare dentro la stazione marittima, dove c’è la biglietteria – ricorda Piero Salvini – ma accettare sarebbe stato un suicidio. Là dentro, infatti, sarebbe stata la morte delle nostre attività. Entrare dentro il porto vuol dire perdere tutte quelle persone, non tantissime ma neanche poche, che dalla città vengono qui per fare acquisti. Penso ai ragazzi con i motorini, i nostri clienti prediletti, che acquistano magliette e pantaloni. Non ci verrebbero mai dentro i varchi mentre camion e auto sbarcano dalle navi. Perderemmo una gran fetta di clientela, chiudendo definitivamente». Per questo, l’obiettivo futuro, è trovare una formula che assicuri da una parte l’accesso libero (come del resto accade ora) dei livornesi e dall’altra una maggior facilità di ingresso per chi sul porto è solo di passaggio per raggiungere Corsica e Sardegna con i traghetti. Strizzando l’occhio, magari, ai crocieristi che scendono dalle “love boat” per visitare la Torre di Pisa o Firenze. Il quadro, allora, per il nuovo Mercatino americano sarebbe veramente completo. l

S.T.

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di Redazione web