Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta choc

Caso Lucarelli-Apolloni, l'avvocato: «Ora l’accusa deve dimostrare che i ragazzi l’hanno circuita per violentarla»

di Federico Lazzotti
Caso Lucarelli-Apolloni, l'avvocato: «Ora l’accusa deve dimostrare che i ragazzi l’hanno circuita per violentarla»

Leonardo Cammarata dopo l'ordinanza del tribunale del Riesame che esclude la costrizione per gli indagati: «La ragazza non era ubriaca e sapeva che volevano fare sesso»

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LIVORNO. A un certo punto l’avvocato Leonardo Cammarata, difensore di Mattia Lucarelli e Federico Apolloni di, si infervora. «Questi ragazzi – dice – rischiano dieci anni di carcere. Addirittura Baldi (Matteo ndr ) è indagato nonostante fosse già andato via dall’appartamento quando si sarebbe consumata la presunta violenza sessuale di gruppo. Ecco perché mi auguro che vengano fatti tutti gli accertamenti necessari e niente venga lasciato al caso. Perché un linguaggio colorito, diciamolo, anche volgare, da parte dei ragazzi è un conto, la violenza sessuale è ben altro».

Avvocato, l’ordinanza del Riesame cambia il futuro dell’inchiesta?

«Diciamo che sposta il fulcro dell’indagine su un aspetto diverso. In sostanza i giudici contestano ai ragazzi un comportamento induttivo. In parole povere significa che la ragazza non si è opposta, ma i ragazzi si sono approfittati del suo stato di alterazione, circuendola e portandola a fare cose che da lucida non avrebbe mai fatto».

I giudici puntano il dito anche sul contesto: vale a adire l’atteggiamento dei ragazzi

«Che loro parlino in livornese con termini volgari è deprecabile, ma non è reato. Qui si parla e si dovrà parlare di altro. Il consenso è viziato o no? Cosa vuole dire essere ubriaca? Andare a letto con una persona ubriaca non è reato, ma è reato farlo se questa non è capace di esprimere il consenso o se tu hai avuto un atteggiamento ingannatorio inducendo a prestare un consenso che non avresti avuto».

Quindi sarà necessario, in un eventuale processo, capire se c’è stato il consenso?

«Che ci fosse il consenso i giudici del Riesame mica lo negano. A differenza del primo comma dove si configura la costrizione perché non si può prestare il consenso, il secondo dice che il consenso c’è stato, ma per via di uno stato di alterazione, ma è sulla condotta che non dice nulla».

E quindi?

«Si parlerà di questo. Perché la ragazza sa che i ragazzi vogliono fare sesso. Lei nei vari interrogatori dice cose diverse: prima di non essere ubriaca, poi di aver bevuto e poi di essere ubriaca. Ma in ogni caso la presunta violenza sessuale si sarebbe consumata tre ore dopo essere uscita dal locale, senza aver bevuto più niente. Il problema in questi casi è valutare, anche in caso di ubriachezza, fino a che livello posso dare il consenso o meno. Ad esempio, per il codice della strada una persona che ha 0,5 di tasso alcolemico è considerato ubriaco, ma può prestare un consenso».

Per questo il video cancellato dal telefono di Apolloni per i giudici non servirebbe a scagionare il gruppo ?

«Esatto, quando si dice che era consenziente, il tema non è più quello. Ma il fatto che il consenso sia viziato».

Dunque, come pensa di dimostrare l’innocenza di Lucarelli e Apolloni?

«Intanto è l’accusa che mi deve dire che c’è stata un’attività subdola da parte dei ragazzi che hanno nascosto le loro intenzioni tanto da non permettere alla ragazza di rendersi conto di quello che stava accadendo. Quello, insomma, che accade per le sette dove ti circuiscono per approfittarne».

E invece?

«Invece anche dai video che sono agli atti la ragazza era pienamente capace di dare il consenso. Infatti nel momento in cui , mentre è sul divano con Apolloni, uno di loro (Meini ndr) gli tocca il sedere, fa subito capire che non vuole. Si alza, lo rincorre e gli ripete che non è un oggetto. Non è il comportamento di una persona che può essere circuita. A nostro avviso è invece un soggetto piamente capace della proprie azioni. Tanto da inviare anche un messaggio a un’amica».

I giudici però ricordano che la ragazza chiede ai ragazzi di essere riaccompagnata a casa

«Nel video che dura dieci minuti dove i ragazzi sono in macchina non lo dice mai. E quando escono dall’auto di Lucarelli e si trovano sotto casa chiede di aprire la porta. Tra l’altro è stessa ragazza durante l’incidente probatorio a dire che non ricorda di avere detto dove abitava». l

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