Il Tirreno

Livorno

Violenza sulle donne

Molesta e minaccia l’ex moglie: condannato per la seconda volta

Stefano Taglione
Due guardie giurate all'ingresso del tribunale
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Due guardie giurate all'ingresso del tribunale

Livorno: gli otto mesi per stalking dell'ultima sentenza si sommano alla pena precedente di tre anni e mezzo per maltrattamenti

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LIVORNO. È stato condannato per aver molestato e minacciato l’ex moglie e – nell’ambito di un altro processo, discusso però lo stesso giorno – anche per essere evaso dagli arresti domiciliari e aver danneggiato un’auto davanti al circolo Arci di Shangai di via Poerio. Otto mesi di reclusione per stalking – in continuazione a un’altra pena, in rito abbreviato, per maltrattamenti in famiglia di tre anni e mezzo divenuta definitiva nel 2019 – e otto mesi per danneggiamento ed evasione per un trentatreenne tunisino, difeso dall’avvocato Barbara Luceri, da parte del giudice Andrea Guarini.

La sentenza

I fatti contestati sarebbero avvenuti fra il 2018 e il 2020. L’uomo – sposato e divorziato da una livornese di 46 anni – sotto effetto dell’alcol, in alcune circostanze, l’avrebbe minacciata e molestata, finché lei non è andata a vivere da sola denunciandolo e chiedendo e poi ottenendo il divorzio. L’ultima condanna, quella degli otto mesi di reclusione per gli atti persecutori, si riferirebbe a episodi avvenuti successivamente alla convivenza, motivo per il quale il tribunale pur ritenendolo colpevole ha riqualificato il reato da maltrattamenti in famiglia a stalking, attenuando la pena complessiva. Nella stessa circostanza, che si riferisce al 2018, l’ex coniuge era anche accusato di aver incendiato un materasso e una sedia di plastica e di una violazione di domicilio, ma per questi episodi – il reato di cui era imputato per il rogo era incendio doloso – è stato assolto perché i fatti non sussistono. L’uomo, durante il processo, ha sempre sostenuto che sarebbe stata un’altra persona ad appiccare quelle fiamme. Il trentatreenne, in questo momento, si trova nel carcere delle Sughere in regime di custodia cautelare, dato che l’ultima volta avrebbe violato il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati imposto in passato dal tribunale, con l’aggravamento della misura cautelare.

Le altre accuse

Oltre che per aver molestato e minacciato l’ex moglie, il trentatreenne – Il Tirreno omette la sua identità per non rendere riconoscibile la vittima – in un’altra circostanza si sarebbe allontanato dagli arresti domiciliari, a suo dire perché in fuga da alcune persone che volevano picchiarlo, e danneggiato un’auto nei pressi del circolo (motivo per il quale è stato condannato) di un uomo (non dell’ex moglie). Il giudice lo ha anche assolto per resistenza a pubblico ufficiale, reato per il quale era imputato. l


 

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