Il Tirreno

Livorno

L'operazione

«Spacciano droga nella casa popolare»: la municipale la chiude con le grate

Stefano Taglione
Gli agenti della polizia municipale prima dello sgombero (foto Daniele Stefanini/Agenzia Franco Silvi)
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Gli agenti della polizia municipale prima dello sgombero (foto Daniele Stefanini/Agenzia Franco Silvi)

Livorno: all’arrivo degli agenti in via Don Davide Albertario (quartiere di Corea) non c’era nessuno. L'alloggio non era stato occupato abusivamente, ma è stato sgomberato dopo i reati contestati

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LIVORNO. In quella casa popolare di via Don Davide Albertario, nel quartiere di Corea, «spacciavano». Così, i residenti della zona, avevano più volte riferito al Comune e alla polizia municipale. Che nella mattinata del primo marzo – supportata dai colleghi della questura e dal personale di Casalp – è intervenuta con 15 agenti liberando l’alloggio pubblico che è stato inaspettatamente trovato vuoto.

L’operazione

Nuovo sgombero ieri mattina alla periferia nord della città. La casa, all’interno della quale è stata accertata la commissione di reati, secondo quanto appreso dall’amministrazione è stata perlustrata in ogni stanza dagli agenti e chiusa con una grata allarmata dai dipendenti dell’istituto provinciale. Se qualcuno dovesse ripresentarsi nell’appartamento, da ora in poi, farà scattare subito l’allarme con l’arrivo immediato di guardie giurate e forze dell’ordine (con denuncia sicura per chi lo occuperà per invasione di terreni o edifici). L’operazione a partire dalle 9 ha visto coinvolti una quindicina di agenti della municipale e della questura, visto che le informazioni iniziali parlavano di varie persone all’interno, almeno a giudicare da quanto sostenuto dai residenti del rione. L’assenza di inquilini ha semplificato il lavoro dei “Baschi rossi” e dell’amministrazione, che non ha dovuto alloggiare nessuno negli alberghi cittadini in attesa di sistemazione definitiva.

Chi ci abitava

Secondo quanto appreso quell’alloggio di proprietà pubblica non era stato occupato abusivamente, ma ci viveva una persona regolarmente assegnataria. Peccato che, secondo quanto accertato dagli investigatori, fosse frequentato da spacciatori. All’arrivo della polizia municipale, i pusher, non sono stati trovati. E ovviamente neanche la droga. In ogni caso, l’individuazione dei reati, in passato ha ovviamente comportato la decadenza dell’assegnazione e qualche mese fa chi ci abitava ha ricevuto la notifica di sfratto, regolarmente eseguita ieri mattina dalla polizia locale.

Gli sgomberi

Il Comune, da tempo, ha adottato la linea dura sugli sgomberi. Ogni settimana, infatti, ne vengono eseguiti almeno due. L’obiettivo èliberare gli alloggi occupati a abusivamente o decaduti a Casalp (quindi ai cittadini che attendono in graduatoria) e restituire fiducia ai cittadini. Proprio qualche settimana fa un’analoga operazione venne eseguita nel rione di Shangai, fra via Cestoni e via Nino Bixio, con diverse persone che sono state allontanate dagli appartamenti in cui abitavano senza titolo. il nostro obiettivo è velocizzare la riassegnazione degli alloggi. «L’obiettivo che abbiamo dato a Casalp – aveva spiegato dieci giorni fa, al Tirreno, l’assessore Andrea Raspanti – è riassegnare subito gli alloggi, ma i fondi nazionali per le ristrutturazioni sono finiti. Di conseguenza, come Comune, abbiamo reperito altre risorse: alcuni stanziamenti per nuove edificazioni previste dal Piano operativo regionale, non mi riferisco naturalmente a via Lamarmora e via Giordano Bruno, verranno diluiti nel tempo e i soldi previsti usati per mettere a posto l’esistente. Questo non vuol dire che rinunceremo ai progetti, bisognerà solo aspettare un po’ di più». 
 

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