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L’orgoglio di coach De Raffaele: «Dopo il derby e gli azzurri Livorno merita una squadra in A»

di Alessandro Lazzerini
L’orgoglio di coach De Raffaele: «Dopo il derby e gli azzurri Livorno merita una squadra in A»

Viaggio nel parterre durante il match tra Italia e Ucraina. Ramagli: «Risposta pazzesca, bastava solo riaccendere la scintilla». E Salvetti palra di grande gioia

24 febbraio 2023
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LIVORNO.  «Livorno si conferma capitale dello sport italiano». E se a dirle queste parole è un cinque volte medagliato olimpico come Aldo Montano c’è da crederci. Smentirlo davanti al Modigliani Forum stracolmo di gente e di passione per l’Italbasket sarebbe stato difficile. «È bello rivedere la città alla ribalta – ha proseguito lo schermitore –. Sono tornato a casa dopo un viaggio di vent’anni e anche per me è un momento speciale. È la miglior risposta che la città potesse dare».

Nel parterre a due passi dall’eroe di Atene c’è il sindaco Luca Salvetti. Il sorriso senza confini e gli occhi che riflettono tutta la sua soddisfazione: «Un conto è pensare, immaginare un evento del genere e un altro è vederlo realizzato dopo tanto duro lavoro. È una grande gioia e un grande orgoglio per tre motivi. In primis la conferma della passione unica della città per questo sport. Poi il fatto di essere riusciti a cancellare il cruccio del 2018 e infine il piacere di vedere realizzati i lavori e gli investimenti fatti su questa struttura. Può essere una spinta forte per il movimento livornese. Certo, per stare a certi livelli servono risorse che non è facile trovare, ma noi ci impegneremo per trovare gli agganci giusti». In prima fila anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: «Quello di stasera è un grande evento – dice –. In questi momenti si esalta l’identità della nostra regione e Livorno offre un biglietto da visita meraviglioso con il suo amore per lo sport. Non solo un evento sportivo, ma anche una serata importante per ribadire il nostro sostegno al popolo ucraino. C’è un messaggio di solidarietà oltre che lo spessore sportivo».

Al suo fianco anche il presidente della Fip Gianni Petrucci. Felice racconta: «È un grande spettacolo per Livorno e in generale per la nostra pallacanestro. È una serata speciale». A pochi metri di distanza c’è anche il segretario della Lnp e presidente della Fip Toscana Massimo Faraoni. Poco indietro il presidente della Fip provinciale Renato Graziani, in un parterre che vede presenti anche tantissimi giocatori di Libertas e PL, da Fantoni a Loschi, passando per Forti e Lenti, oltre ai due allenatori Cardani e Andreazza.

Si respira veramente aria di festa al Modigliani, ma per un labronico doc come Alessandro Ramagli, attuale allenatore della Tezenis Verona in Serie A, non è certo una sorpresa. «Noi livornesi lo sappiamo qual è il sentimento di questa città per la pallacanestro. C’è sempre stato, andava solamente riaccesa la scintilla che ora è pronta davvero a divampare. È una serata pazzesca, era obbligatorio esserci». Allenatori e giocatori. Simbolo della pallacanestro toscana e italiana. Gente che con la maglia azzurra ha vinto un oro europeo e un argento olimpico come Giacomo ‘Gek’ Galanda. Il calciatore Francesco Caputo dell’Empoli, grande appassionato di basket come l’allenatore di nuoto Stefano Franceschi e la figlia Sara, stella del nuoto italiano, il simbolo della Montecatini a spicchi Mario Boni, un altro tecnico stimato come il viareggino Marco Sodini, fino a un due volte campione d’Italia come Walter De Raffaele, ex coach della Reyer Venezia. «Per una partita che ha poca posta in palio, poche piazze avrebbero risposto in questo modo. Livorno è unica. È il proseguo di una passione che c’è sempre stata e ora è rinata. Va dato merito alle società livornesi per aver lavorato benissimo e alimentato il fuoco mai spento. Il palazzetto? L’ho incignato e vederlo pieno è sempre un’emozione. Dopo gli ottomila del derby e lo spettacolo di stasera (ieri, ndr), è il momento di avere una squadra in Serie A». Ce lo auguriamo, coach. Livorno lo merita. l


 

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