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Livorno

L’evento

«Sarà un Effetto film a cielo aperto». Primo ciak di Bruciati nella Venezia

di Juna Goti
«Sarà un Effetto film a cielo aperto». Primo ciak di Bruciati nella Venezia

La manifestazione estiva sarà dedicata al cinema. Al direttore artistico 10mila euro lordi

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LIVORNO. Chi nel novembre del 2018 era nell’allora sede di Buongiorno Livorno, in Venezia, per il taglio del nastro in vista delle ormai prossime elezioni comunali, si ricorderà del colpo da cinema di Marco Bruciati, che giocando sul pressing dei giornalisti e sul candidato sindaco ancora da svelare (sarebbe stato lui) si presentò con la maschera e uno dei famosi costumi rossi della serie cult “La casa di carta”. In cinque anni di cose ne sono cambiate parecchie: il sindaco è Luca Salvetti e Bruciati ha lasciato la carica di consigliere comunale per concentrarsi sul suo lavoro di prof e operatore culturale. Ma il suo legame con il cinema non è cambiato di una virgola.

Così eccolo lì, seduto tra il sindaco suo ex competitor e gli assessori Rocco Garufo e Simone Lenzi, a dire che sì, sarà lui il direttore artistico della prossima edizione di Effetto Venezia. E «trasformeremo il quartiere in un film a cielo aperto», perché sarà tutta dedicata al cinema.

«A quello che ha rappresentato per Livorno e viceversa», premette Salvetti: «Abbiamo pensato subito a Bruciati, che da anni lavora su questo fronte». E Garufo: «Sarà per noi la prima edizione completamente fuori dal covid, contiamo faccia fare un salto di qualità alla città». Questa volta si anticipa tutto: la kermesse più famosa dell’estate, organizzata sotto l’ala di Lem e Goldoni, si accenderà sempre ad agosto, dal 2 al 6, ma le prime anticipazioni arrivano a febbraio. Davanti ci sono cinque mesi per lavorare a un’edizione che, per i presenti, punta in alto, e all’originalità.

La dice così Bruciati: «Per chi ama il cinema è un’opportunità che non poteva non essere colta. L’ultima edizione dedicata al cinema fu nel 1995, io ero piccolo, fu bellissima e fu importante per tanti che iniziarono a lavorare con il cinema. Effetto Venezia è una festa di piazza, di popolo, non vogliamo costruire un festival del cinema, snaturarla: è bella perché è da sempre multidisciplinare, con i suoi spazi enogastronomici, e tale deve restare. Ma pensiamo di realizzare una cornice perché chi viene possa vivere come in un film a cielo aperto...».

Per i dettagli è presto: non aspettatevi di conoscere oggi i nomi di cantanti, attori o registi che si cercherà di portare a Livorno (anche se c’è da aspettarsi che una chiamata a Bruni o a Virzì, anche solo per scambiarsi un po’ di idee, sia già stata fatta). Ma il primo ciak è arrivato, il percorso è partito, il titolo scelto: “Effetto Venezia 2023, il cinema è la città”.

E per spiegare cosa ha in mente Bruciati usa i titoli di cinque film: Lampi sull’acqua, La strada, Effetto Notte, Zero in condotta, Ovosodo e Il Sorpasso. In sintesi: i palazzi del rione dei canali dovranno diventare schermi («i contenuti saranno realizzati da videomaker locali e non solo»); resteranno gli artisti di strada; in Fortezza Nuova ci sarà il palco per concerti e spettacoli, in piazza del Luogo Pio lo spazio più adatto ai talk («e magari a un nostro red carpet, anche con artisti internazionali», dice Salvetti insieme a Bruciati); in quei giorni saranno organizzati anche percorsi di formazione «perché le persone possano venire a imparare come si fa il cinema, con masterclass e workshop, questo è il mio mestiere e spero possa essere un vettore di crescita per Livorno». E ancora il contest Ovosodo: «Ci piacerebbe che gli studenti delle scuole fossero coinvolti raccontando il loro rapporto con il cinema», con lavori grafici, pittorici o audiovisvi. Infine il Sorpasso, perché «trovino una loro collocazione sia artisti da tutta Italia chele realtà sociali e culturali del territorio».

Bruciati parte da qui, immaginando quindi un film a cielo aperto «con protagoniste tante realtà cittadine», ma «senza essere autoreferenziali», e con migliaia di comparse, ovvero gli spettatori, chi mangia, chi ciabatta o chi chiacchiera tra le spallette e i locali.

Budget della prossima edizione della kermesse circa 430mila euro, a Bruciati andranno 10mila euro lordi.

Ma aspettate un attimo per i titoli di coda. Perché la domanda è d’obbligo: come risponde Bruciati a chi ha parlato di “poltronata” e di una mossa salvettiana per acchiappare gli elettori di Buongiorno a una manciata di mesi dalle elezioni? «Poltronata è offensivo e riduttivo rispetto al mio percorso professionale. Se mi avessero chiesto di dirigere un Effetto Venezia diverso non avrei accettato, ma sul cinema mi sento in grado e stimolato. Io conosco quello che faccio, al di là della mia posizione. E due anni fa ho scelto di concentrarmi sulla mia professione, rinunciando a ogni carica politica. Quindi fino a settembre risponderò solo a domande su Effetto Venezia: tipo se verrà la Loren o altri...». E Lenzi: «Prima è venuta l’idea del cinema, dopo di affidare la direzione artistica a Marco Bruciati. La persona giunta al posto giusto...».
 

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