Gioco
San Jacopo, si cambia. Ma al “nuovo” incrocio due infrazioni al minuto
L’abitudine di girare a sinistra sul viale Italia è dura a morire. E per andare a sud cresce il traffico in via Goito e dintorni
LIVORNO. L’incrocio tra il viale Italia e via Sant’Jacopo in Acquaviva, davanti alla Baracchina Bianca e a due passi dall’Accademia Navale, è uno dei punti più trafficati dell’intera città. Uno snodo cruciale della viabilità livornese, un’intersezione da sempre sotto la lente di ingrandimento delle varie amministrazioni visti i tanti incidenti che si verificano in quel punto ogni anno. L’ultima novità, entrata in vigore martedì, riguarda il divieto di svolta a sinistra per chi viene da via Sant’Jacopo, obbligato a svoltare a destra, verso nord, sul viale Italia.
Come vediamo, però, il primo giorno ha registrato tanti “furbetti”, o anche solo distratti, che non hanno avuto problemi a mettere la freccia a sinistra.
Due infrazioni al minuto
Il primo giorno dell’entrata in vigore della misura sono bastati otto minuti per certificare un numero elevato di infrazioni. Nella piazzetta in cui si intersecano via Orlandi con via San Jacopo è presente un cartello che segnala il cambio di viabilità e, una volta arrivati all’incrocio, sia la segnaletica orizzontale che quella verticale indicano l’obbligo di svolta a destra.
Ma sono ben 16 (quindi una media di due al minuto) quelli che non rispettano il divieto tra le 17.15 e le 17.23. Senza distinzione tra auto, motorini, biciclette, piccoli van e addirittura un carro attrezzi.
Curiosa, in un paio di occasioni, la reazione degli altri automobilisti, quelli in marcia lungo il viale Italia: una moto gialla sta per svoltare a sinistra, un uomo in macchina si ferma e in un livornese doc segnala «è cambiata la regola, ’un ci poi girà». La moto cambia la freccia, da sinistra a destra, ed esegue la manovra corretta. Lo stesso avviene pochi istanti dopo con un’automobilista redarguita da uno scooterista. Insomma, per un livornese che sbaglia, in alcuni casi ce n’è un altro che lo corregge.
Le alternative
Siamo in un punto delicato, che negli anni ha visto susseguirsi tante proposte (finora nessuna andata in porto) con l’obiettivo di ridurre il numero di incidenti: prima una rotatoria, poi la piazza traversante, poi almeno l’attraversamento pedonale rialzato, per accorciare un po’ i tempi. Intanto, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti, è arrivato l’obbligo di svolta a destra come davanti alla Baracchina Rossa. In quel caso, però, c’è la rotatoria di via dei Pensieri a fungere da “boa” a poche centinaia di metri, mentre andiamo a vedere che giro deve fare chi vuole andare verso sud ora che non può più girare Baracchina Bianca. La soluzione più logica è quella, una volta arrivati all’incrocio davanti al circolo ufficiali della Marina militare, di svoltare a sinistra in via Orlandi per ritrovarsi in via Goito. Svolta a destra e si arriva sul viale Nazario Sauro. Nuova freccia verso destra e si torna sul viale Italia alla rotatoria di Barriera Margherita. Un’altra possibilità può essere da via Lepanto, all’ingresso di Villa Chayes sempre passando da via Goito. Per chi invece dovesse dimenticarsi di svoltare in via Beppe Orlandi e dovesse arrivare all’incrocio, con l’obbligo di svolta a destra, la prima occasione per invertire il senso di marcia e tornare a viaggiare verso sud arriva in piazza Modigliani, davanti all’ingresso dei Bagni Pancaldi. La svolta in via dell’Eremo, quindi da via Corsica, adiacente all’Hotel Palazzo, è possibile effettuare la svolta a sinistra per prendere la direzione sud sul lungomare. Decisamente più lontana la “rotatoria boa” all’inizio del viale Italia, all’altezza del Cantiere Benetti.
In ogni caso il traffico finirà per intensificarsi nelle strade intorno.
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