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Ciclostazione a Livorno, a marzo fine lavori. Si chiude il progetto dopo 7 anni

di Flavio Lombardi
Ciclostazione a Livorno, a marzo fine lavori. Si chiude il progetto dopo 7 anni

Costata 382mila euro, sarà parcheggio per 240 bici ed è sotto la storica tettoia

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Livorno Era il maggio 2016 e si cominciava, con tanto di progetto, a parlare di ciclostazione in piazza Dante, 450 mila euro di investimento per circa 300 biciclette. Dalla prima stesura della giunta Nogarin a quella targata Salvetti, il fine lavori avrebbe finalmente dovuto registrarsi a gennaio del 2022. C’è un ritardo di oltre un anno, ma sembra che si possa dire di essere arrivati in fondo al tunnel, perchè si è ormai alle rifiniture. Per un importo di 382.541,77 euro, per fine marzo è fissata l’inaugurazione. Contemporaneamente uscirà il bando per la sua gestione.

Il restauro ci restituisce l’ampia tettoia in ferro realizzata nel 1915 adibita al tempo per il ricovero delle carrozze, eretta quattro anni dopo l’inaugurazione della stazione ferroviaria.

Un manufatto rettangolare di grande pregio, dalla misura di 25,5 per 21,3 metri che regala uno sviluppo al coperto di 550 metri quadri. Alzando lo sguardo, si può notare un complesso disegno di travi reticolari sia perimetrali che convergono sui capitelli dei pilastri che reggono la copertura.

Quanti posti bici

La capienza è di 240 posti bici, più alcuni per e-bike (predisposti per la ricarica a 220 V delle batterie), più 6 posti per monopattini. Prevista anche una postazione “service” dotata dei principali strumenti per piccole riparazioni o semplicemente per gonfiare una gomma (colonnina con pompa ed alcune chiavi). La dislocazione è stata pensata per incrementare ulteriormente la dotazione iniziale con ulteriori 72 posti bici, oppure altri servizi (esempio posti per monopattini, stipetti per ricarica batterie, attività di noleggio). Lo si vedrà più avanti. Infine ecco un locale di circa 20 metri quadrati a servizio della struttura, dotato di riscaldamento, aria condizionata, con bagno ed antibagno.

Le colonnine del bike sharing attualmente all’esterno della struttura e che si vedono nella foto in alto, restano. Anche se non è stato deciso se lì dove sono adesso o se saranno spostate, magari per dedicare quel fronte al car sharing.

Come funziona
La realizzazione della ciclo stazione fornisce una adeguata risposta alle esigenze della città e dei suoi abitanti, secondo il concetto moderno di vivere un centro urbano, mirato al rafforzamento dei vantaggi che possono derivare dalla mobilità combinata fra bicicletta ed altri mezzi di trasporto.

La ciclostazione sarà sorvegliata, illuminata e dotata di un sistema di controllo elettronico agli accessi ventiquattrore il giorno, sette giorni la settimana. E per aumentare il livello di sicurezza, non mancherà un sistema di videoallarme collegato ad un istituto di vigilanza. Lo stallaggio delle bici, osservando dall’esterno le strutture già messe a dimora, non dovrebbe scostarsi di molto da ciò che fu previsto in prima battuta. Vale a dire 18 moduli da 16 biciclette ciascuno, con le biciclette posizionate su due livelli. Per quanto riguarda i velocipedi che saranno più in alto, l’utente estrae il binario e lo inclina posizionando la sua due ruote. Fissandola se la parcheggia, liberandola dai fermi se deve andare via. L’ingresso e l’uscita dall’area sarà permesso tramite dei tornelli, tipo quelli degli stadi. Uno più largo per entrare col mezzo, l’altro pensato per il solo pedone. l
 

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