Il Tirreno

Livorno

I giovani e il territorio

«I tanti guai nelle scuole di Livorno». Parola al consiglio dei ragazzi – Video

di Juna Goti
«I tanti guai nelle scuole di Livorno». Parola al consiglio dei ragazzi – Video

Riunito per la prima volta il nuovo “parlamento” comunale degli under 25. Chi sono e cosa propongono. «Basta raccontare solo quello che sbagliamo»

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LIVORNO. Giacca blu, camicia azzurra, la mano che trema un po’, ma la voce decisa. Quando Marco prende la parola sembra un consigliere navigato: «Viviamo una fase climatica, sociale, economica senza precedenti», «il progresso sembra avere il freno a mano», ma «la narrazione mediatica non ci rende giustizia», quella che racconta i ragazzi solo come irrequieti, arrabbiati, annoiati. «Siamo giovani, siamo tanti, siamo ovunque, possiamo dare il nostro contributo, basta credere nella nostra generazione…». Così si apre la prima seduta pubblica del primo consiglio comunale dei giovani della storia di Livorno.

Un po’ di emozione, qualche giacca, una puntualità e un rispetto negli interventi (che non vuol dire poco piglio) da fare invidia ai grandi. Sono 15 i nuovi consiglieri comunali che rappresentano i ragazzi: hanno tra i 16 e i 25 anni, per la maggior parte sono stati eletti nelle scuole superiori, alcuni hanno partecipato a una manifestazione di interesse indetta nei mesi passati dal Comune.

In municipio, nel giorno del debutto, si siedono sui banchi dei loro omonimi, ma a differenza dei “grandi” non rappresentano forze politiche.

Nelle settimane delle ritrovate proteste studentesche per la fame di spazi e per il freddo nelle aule, non è un caso che il primo dibattito parta proprio dall’edilizia scolastica. Con la premessa che la competenza in materia è della Provincia, c’è chi racconta che «abbiamo girato le aule con i termometri e in alcune siamo arrivati a 12-13 gradi, non va bene», o che «ci sono muffa e insetti nelle succursali». Si ricorda che «il 16 ci sarà una riunione tra la Provincia e i rappresentanti dei diversi istituti». E alla fine si decide di partire così: «Censimento dei problemi nelle scuole per poi chiedere un incontro alla Provincia». Poi spazio a un primo dibattito su temi ambientali: e tra chi cita l’esperienza dei bicchieri col timbro («nei locali li paghi un euro in più e se poi li restituisci senza lasciarli in giro ti ridanno l’euro») e chi parla dei cestini che mancano per la differenziata in classe, viene deciso che sarà consegnato un rapporto all’assessorato all’ambiente. Infine l’impegno per un «censimento dei giovani attivi nelle associazioni» (per «raccontare quello che i giovani fanno, non solo quello che sbagliano») e il maxi tema della disabilità giovanile (e qui c’è chi propone l’aiuto di Fabrizio Torsi nelle scuole).

Il nuovo consiglio ha funzioni propositive e consultive su vari temi: dallo sport alla cultura, dall’istruzione alla sicurezza stradale, fino al lavoro. Come si legge nella pagina creata ad hoc sulla rete civica, deve essere «un organismo indipendente da qualsiasi formazione politica». Questo però non vuol dire che al suo interno non ci siano ragazzi e ragazze che già la masticano, la politica: perché sono impegnati direttamente in formazioni giovanili o perché la respirano in famiglia. A cominciare da Leonardo Simoncini, il neopresidente eletto dai ragazzi: lui non ha tessere di partito, ma dice subito che la passione per la politica, quella con la P maiuscola, «è nata grazie a mia madre». È Claudia Leone, volto dell’associazione Autismo Livorno e candidata al consiglio comunale nel 2019 tra le file del Pd. «Non mi hanno fatta entrare – scherza lei a bordo campo – è entrato prima lui». Leonardo, 22 anni a maggio, diplomato al Cecioni, è studente universitario (banca e finanza a Pisa) e lavoratore (impiegato logistico da Bartolini). Per entrare nella nuova assemblea ha partecipato alla manifestazione di interesse. Perché? «Perché ho fiducia nelle istituzioni e penso che questo organo possa dare voce ai giovani. Con il mio ruolo spero di fare da intermediario tra loro e il Comune, attraverso le proposte che andremo a fare». Il regolamento gli permetterà di partecipare a sedute delle commissioni e del consiglio, quello dei grandi, «ma delegherò anche gli altri ragazzi, in base ai temi trattati».


 



Tra quelli che la politica la respirano già in famiglia, anche se non ha tessere, c’è anche Caterina Gazzetti: il padre, Francesco, rappresenta Livorno in consiglio regionale, in quota Dem. Mentre il fratello Alessandro, che oggi studia al Sant’Anna, è stato una delle voci del parlamento regionale degli studenti. Oggi nel parlamento regionale e nel consiglio comunale c’è lei: ha 17 anni, studia al classico, ha fondato quest’anno con la collega Clelia Nerici il giornale della scuola.

Mia Diop, invece, della sua attività politica non fa mistero. C’è chi la descrive come l’astro nascente dei Giovani Dem, dopo che è stata nominata anche nel comitato costituente degli 87 (ci sono da Susanna Camusso, ex segretaria della Cgil, a Brando Benifei, capogruppo Pd in Europa) che a livello nazionale hanno avuto il compito di provare a riformare il Pd dopo la debacle delle ultime politiche. Figlia di Mbaye, a lungo capo della comunità senegalese, ha una sua storia che l’ha portata a studiare scienze politiche (è al primo anno a Pisa) e a sognare il giornalismo.

Diversa la carta di identità di Anna Ribechini: 16 anni compiuti ad agosto, è la più giovane consigliera tra i giovani. Il suo cognome suggerisce che è la figlia di Luca, e non si sbaglia: in questo caso partiti e maggioranza non c’entrano, anzi, Luca Ribechini è molto attivo come presidente dell’associazione Porto Pulito e come rappresentante dei comitati dei residenti del centro, che spesso danno del filo da torcere all’amministrazione. Anna il suo percorso se lo scriverà da sola: studia al Classico, è del collettivo “Scuola di carta”, racconta che «mi è sempre piaciuto poter far parte di qualcosa di importante e ho colto questa opportunità»: «È una possibilità per rappresentare i giovani, la politica viene spesso vista come brutta o noiosa, invece può essere un modo per farci sentire».

Simoncini è presidente, Clelia Nerici e Marco Pacini i vice: lei, 16 anni, studia al Classico, mamma panettiera, padre che lavora in un’azienda, e tutta la voglia «di impegnarmi»; lui, 25 anni, è il co-referente provinciale di Libera contro le mafie, studia sociologia a Bologna ed è delegato regionale del servizio civile universale. Poi Nina Palermo, 17 anni, studentessa all’Enriques con la tessera del Movimento federalista europeo: fa già parte della consulta provinciale degli studenti ed è campionessa regionale di karate. E Filippo Grassi, anche lui 17enne, che ha fondato il collettivo Italia studentesca, nel tempo libero fa nuoto e scuola di volo (e in terza ha fondato il giornalenriques). Alessio Gangemi (anche qui il cognome non mente, è il figlio di Renato di Energia Democratica) ha 20 anni e studia economia e commercio a Pisa. Francesca Caso (la madre Isabella Buttino è consigliera comunale a Collesalvetti) ha 17 anni e studia Scienze applicate al Cecioni, mentre Giulia Bachechi di anni ne ha 18 e studia lingue in via della Bassata. Non erano presenti ieri ma sono della squadra Isabella Cignoni, Massimiliano Fazzi, Matteo Bellini e Oliver Paolini. «Siamo fra i primi, se non i primi, in Toscana a fare questa cosa - dice Diop – spesso ci chiedono dove sono i giovani... eccoci qua».

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