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Investimenti finanziari e truffe, il capo della finanza livornese: «Interessi alti in un tempo breve, è una fregatura»
I consigli del comandante delle Fiamme Gialle dopo l'inchiesta che ha visto 52 persone raggirate
Livorno Cesare Antuofermo, comandante provinciale della finanza, lo ripete più volte sperando che il messaggio arrivi a più persone possibili: «Non esistono guadagni facili negli investimenti finanziari. Chi non è un professionista e vi chiede soldi in contanti promettendo interessi alti, per di più in poco tempo, vuole fregarvi».
A spingere l’ufficiale – arrivato a Livorno da pochi mesi – a tracciare un decalogo su come evitare le brutte sorprese, è l’ultima inchiesta raccontata dal Tirreno che ha visto 52 persone raggirate per una cifra complessiva di oltre 630mila euro. Per questo, la stessa procura, ha chiesto il processo per tre persone accusate di truffa continuata in concorso e abusiva attività di intermediazione finanziaria. «Nel merito dell’indagine – spiega il colonnello – ovviamente non entro poiché sarà il processo a dover accertare le eventuali responsabilità. Ma ci tengo – va avanti – a spiegare quali possono essere i campanelli di allarme ai quali stare attenti se non si vuole rischiare cattivi risvegli».
Cominciamo da quello che ripeteva all’inizio: l’esca. Vale a dire il guadagno facile.
«Si tratta proprio di un’esca, ma oggi tutti dovrebbero essere consapevoli che in questo mondo i guadagni facili rispetto agli investimenti finanziari non possono esserci. Per capirlo basta andare su Google e vedere quante modalità di raggiri hanno escogitato. Ecco perché chi vuole investire si deve rivolgere a professionisti».
Da quello che hanno raccontato i raggirati si parlava di interessi del venti per cento.
«Ma come si fa a credere a certi tassi? Nessuno può promettere interessi del 20% in tre mesi. È questo uno dei campanelli che dovrebbe far capire all’investitore che qualcosa non funziona».
Un altro aspetto per lo meno inusuale è quello di demandare a uno degli investitori la raccolta del denaro per un gruppo più ampio.
«L’investimento in autonomia è rischioso per svariati motivi. Chi lo fa e non ne ha titolo, ad esempio, si espone al reato della raccolta abusiva del credito. Inoltre nella migliore delle ipotesi perdi solo i soldi investiti, ma rischi anche che certi personaggi vengono a bussarti alla porta».
Quindi chi vuole investire come si deve comportare?
«Prima di tutto rivolgendosi a professionisti che ti spiegano a quali rischi vai incontro. Soprattutto per un motivo: nel caso qualcosa vada male c’è una persona alla quale fare riferimento. Al contrario affidandosi a persone spesso conosciute on line ci sono rischi evidenti. Spesso, ad esempio, manca qualsiasi tipo di ricevuta, anche perché questo denaro viene fatto transitare all’estero. Inoltre c’è la totale mancanza della documentazione prevista per antiriciclaggio. In ultima analisi chi fa investimenti fuori dalle strade ufficiali ha serie possibilità di perdere tutto e il rischio di incappare in reati».
E quando si sente puzza di fregatura
«In Italia abbiamo la fortuna di avere una polizia specializzata in questo tipo di reati. Ecco perché il consiglio è di rivolgersi alla guardia di finanza. In Europa stanno guardando a noi come a un esempio».
Mettiamoci dalla parte dei truffatori: come scelgono le persone da raggirare?
«Parliamo di professionisti. Immaginate chi fa pesca a strascico. Ecco, loro fanno lo stesso. Nel mare del web cercano persone che abbiano liquidità, meglio se di dubbia provenienza. Molto spesso i truffatori sono persone che hanno anche grande conoscenza della psicologia umana, bravi a toccare certe corde e a riconoscere chi è ingordo a tal punto da rischiare. E lo intercettano».
Quali sono le altre operazioni dalle quali stare alla larga?
«A volte dietro allo strumento del crowdfunding si celano dei raggiri».
Dunque? Cosa consiglia a chi cerca guadagni?
«Sarò impopolare, ma i soldi arrivano solo dal lavoro serio e professionale». l
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