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Ex Lonzi, dopo 26 mesi i rifiuti pericolosi sono ancora lì dentro

di Melania Carnevali
Ex Lonzi, dopo 26 mesi i rifiuti pericolosi sono ancora lì dentro

Lo smaltimento è iniziato nel dicembre del 2020 e doveva terminare nel 2021. Ma Cepparello rassicura: «Dal punto di vista ambientale è tutto sotto controllo»

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LIVORNO. Era il 10 dicembre del 2020 quando dal piazzale dell’impianto di trattamento dei rifiuti della ex Lonzi, in via del Limone, uscì il primo camion carico di materiali non pericolosi. L’obiettivo della Regione era quello di svuotare l’area nel giro di pochi mesi, massimo «entro l’estate del 2021». E invece, oggi, a distanza di due anni e tre mesi, buona parte dei rifiuti sono ancora lì. Sono stati rimossi solo quelli non pericolosi, per un totale di 899 tonnellate di rifiuti corrispondenti a 2. 650 metri cubi di cui 223 di percolati. Rimangono da smaltire tutti i rifiuti da caratterizzare.
Nei giorni scorsi la Regione ha disposto una nuova proroga al 30 giugno per «il proseguimento del presidio da parte del curatore fallimentare», stanziando ulteriori 40mila euro per la messa in sicurezza, ma i tempi per la chiusura della procedura ancora non si conoscono.
Il fallimento della ditta
Un passo indietro. Tutto parte il 14 dicembre del 2017 con il sequestro della ditta da parte del tribunale di Firenze su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Al centro dell’inchiesta – oggi in fase dibattimentale – c’è un presunto traffico illecito di rifiuti. Secondo l’accusa, la Lonzi e un’altra società avrebbero ricevuto i rifiuti pericolosi e li avrebbero triturati, miscelati e poi falsificati per inviarli in discarica. L’azienda poi fallisce e nel 2020 la Regione revoca in via definitiva l’autorizzazione integrata ambientale. La ditta smette così di operare ufficialmente.
I rifiuti sul piazzale
Rimane però il problema dei rifiuti lasciati sul piazzale, anche perché alcuni producono percolato che finisce direttamente nel Rio Cignolo. La Regione prima intima la società di rimuoverli, poi – dal momento che lei non lo fa – avvia l’iter per intervenire in danno all’impresa. Nasce una collaborazione tra Regione e Comune di Livorno che porta, nel luglio del 2020, a firmare un accordo per l’allontanamento dei rifiuti che non necessitano di una caratterizzazione. Si tratta di carta, metalli, legno, alluminio e altri materiali. Tutti rifiuti non pericolosi. Aamps si occupa dello smaltimento per conto del Comune, mentre la Regione ci mette i soldi (salvo poi rifarsi con l’azienda fallita). L’ente stanzia 250 mila euro che verranno coperti dall’escussione di una fetta della fideiussione che la Lonzi ha fatto con la banca. Il 14 dicembre del 2020 partono i primi camion. Per l’occasione, davanti ai cancelli dell’impianto, ci sono anche sindaco, Aamps e Regione la quale fa sapere che «contiamo entro l’estate del 2021 di chiudere la procedura». La rimozione della prima tranche di rifiuti termina nel marzo del 2021. Da allora non usciranno più camion da via del Limone.
I rifiuti pericolosi
Sui piazzali della ex Lonzi rimangono tutti i rifiuti da caratterizzare, tra cui molti sicuramente pericolosi. Serviranno una ditta specializzata (non può occuparsene Aamps che può gestire solo i rifiuti urbani) e un piano di smaltimento di cui si fa carico la Regione. «C’è bisogno di un piano accurato, che indichi come devono essere trattati i rifiuti, quali mezzi devono essere utilizzati e via dicendo – spiega a Il Tirreno, Giovanna Cepparello, assessora all’ambiente e alla gestione dei rifiuti del Comune di Livorno -. Ci hanno detto che questo piano è arrivato a gennaio, quindi adesso la Regione aprirà il bando per affidare i lavori».
La messa in sicurezza
L’impianto continua a essere gestito dal curatore fallimentare dell’azienda. In questi due anni e oltre, la Regione ha continuato a stanziare fondi – la cifra non è nota – per la messa in sicurezza dei rifiuti. Gli ultimi 40mila euro li ha stanziati nelle settimane scorse con un decreto dirigenziale «allo scopo – si legge nell’atto – di assicurare il presidio e l’accesso esclusivo all’impianto fino al completamento del percorso di allontanamento dei rifiuti».
«Rifiuti in sicurezza»
Secondo Cepparello «la Regione è stata molto collaborativa: ha gestito questa fase in modo molto responsabile mettendo in sicurezza i rifiuti». L’assessora si dice «sollevata» per il fatto che «da quando questa situazione è stata presa in mano non ci sono stati sversamenti: dal punto vista ambientale quindi la situazione è molto controllata. Ovviamente è interesse di tutti chiudere questa partita. Speriamo che sia imminente Intanto adesso un piano c’è». 
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