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Veste con un giubbotto della Svs, ma non è un volontario: arrivano i carabinieri
Livorno: il giovane si è giustificato spiegando che glielo aveva regolato un amico e lo ha poi restituito all'associazione
LIVORNO. L’autista di un’ambulanza lo ha visto vestito da volontario della Svs mentre stava compilando una constatazione amichevole dopo un incidente stradale fra un’auto e uno scooter all’uscita del Penny market di viale Petrarca, quello di fronte all’Esselunga. Così, non essendo un iscritto dell’associazione e non conoscendolo, si è fermato per chiedergli perché lo stesse indossando. Sono intervenuti i carabinieri, su richiesta della stessa Società volontaria di soccorso, fuori dal discount livornese attorno alle 14 di sabato 11 febbraio alla periferia della città. Il capo di abbigliamento fosforescente e con il simbolo della Svs di via San Giovanni, infatti, viene concesso solo in comodato d’uso gratuito ai militi della Società volontaria di soccorso, che non possono certo utilizzarlo fuori servizio e quando non ne fanno più parte devono restituirlo. Nel caso in questione, invece, il giovane – un ragazzo africano – ha raccontato ai militari dell’Arma, intervenuti con una pattuglia dopo la chiamata alla centrale unica di emergenza, di averlo ricevuto come regalo da un amico che in passato aveva svolto volontariato con loro. Ha negato di averlo rubato, come poi accertato. Il giubbotto è stato quindi restituito dal giovane a un dipendente della Svs che nel frattempo, avvertito dai colleghi, era intervenuto sul posto con una macchina di servizio allertando, nel frattempo, il 112. Sarebbe già la quarta volta in pochi mesi che i volontari della Società volontaria di soccorso trovano persone in giro per la città che indossano giubbotti fosforescenti dell’associazione: era successo, qualche settimana fa, anche fuori dalla Pam di via Firenze.
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