Gioco
Lasciano un messaggio di scuse dopo aver preso a calci le lavatrici: «Abbiamo fatto una cavolata»
Livorno, il gruppo di ragazzi ha lasciato un bigliettino alla "Bd Ecowash" di via Toscana: «Se avesse bisogno di una qualsiasi cosa ce lo faccia sapere»
LIVORNO. «Buonasera, volevamo scusarci per il comportamento che abbiamo avuto nel suo negozio. Sfortunatamente la nostra giovane età ci ha portato a fare delle cavolate. Sappiamo che non vale come giustificazione e se potessimo tornare indietro non faremo sicuramente tali atti. Se avesse bisogno di una qualsiasi cosa ce lo faccia sapere con un bigliettino: torneremo qui in lavanderia per controllare».
Parole di scuse scritte su un fogliettino. Sono quelle del gruppo di ragazzi che il 27 gennaio scorso, alla lavanderia automatica “Bd Ecowash” di via Toscana in Coteto, ha preso a calci gli oblò degli elettrodomestici mentre nel negozio stavano mangiando alcune pizze. E dopo la notizia pubblicata dal Tirreno, con un fermo immagine ripreso dal video registrato dalle telecamere di sorveglianza dell’attività commerciale dell’imprenditore Dario Alati, si sono pentiti chiedendo perdono. Appoggiando il bigliettino in una fessura nel tardo pomeriggio di venerdì scorso. «Sentite scuse da parte di tutti noi – si legge nelle frasi scritte con un pennarello azzurro – perché abbiamo avuto un atteggiamento sbagliato senza senso e non consono al luogo dove ci trovavamo. In più ci volevamo scusare per aver capito e aver risposto solo ora, ma ci siamo accorti dell’errore troppo tardi. Abbiamo cercato di rimediare con dei giornali nelle cassette circostanti per quanto potevamo scusarci ancora».
Alati, che ha raccolto subito il messaggio, ha a sua volta risposto nello stesso modo: «Cari ragazzi – si legge nella sua lettera – apprezzo tantissimo queste vostre scuse. Normale abbiate avuto bisogno di rifletterci su, testimonianza dell’esservi accorti della “ragazzata”. Mi piacerebbe parlarvi di persona per farvi capire meglio la mia posizione, cosa mi ha portato ad agire in questo modo, senza sporgere denuncia. Se volete contattarmi sapete il mio numero».
«Un po’ di umanità e di buona educazione esiste sempre, al di là del fatto che tutti noi siamo stati giovani e qualche piccola cavolata si sia fatta – spiega l’imprenditore al Tirreno – In ogni caso sono molto contento di queste loro scuse e, come ho risposto nel bigliettino, se decidessero di prendere contatto come me sarebbe bello anche parlare di persona. Per me va benissimo che questi ragazzi trovino riparo per mangiare nella mia lavanderia – prosegue il commerciante, che è anche presidente della sezione livornese di ConfLavanderie di Confcommercio– visto che c’è la macchinetta del caffè. Però servirebbe anche un atteggiamento corretto nel locale che li ospita, essendo anche l’unico in città a farlo in orari notturni. Perché chiunque venga qui e non fa né le lavatrici, né le asciugatrici, non mi porta soldi, ma fruisce dei servizi che offro come l’apertura dell’attività commerciale e l’uso della macchinetta del caffè che per altro non è di mia proprietà, ma in comodato d’uso da una società terza, per cui da quella io personalmente non guadagno un centesimo. Il messaggio che voglio far passare – conclude Alati – è che qualcosa di buono, quando ci sono delle reazioni giuste, si ottiene sempre». l
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