Il Tirreno

Livorno

La protesta

Aule fredde all’Enriques e al Cecioni, i presidi: «Riscaldamenti ripristinati»

di Claudia Guarino
Aule fredde all’Enriques e al Cecioni, i presidi: «Riscaldamenti ripristinati»

Al liceo di via della Bassata c’è stata una perdita d’acqua. Al Cecioni guai con la caldaia

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LIVORNO. Vecchi edifici, vecchi (e persistenti) problemi. Perché basta una perdita o il blocco di una pompa per lasciare mezza scuola al freddo. È successo mercoledì scorso al Cecioni ed è successo ieri all’Enriques con gli studenti che, dopo la ricreazione, sono usciti dalle loro classi per protestare. «13,6 gradi. Provincia muta»: è il cartello affisso a una delle finestre del liceo di via della Bassata. «Ci sono alcune aule a 13 gradi. Perché o i termosifoni sono spenti o, quando sono accesi, non riescono a scaldare tutto l’ambiente», dice Davide, rappresentante di istituto del Cecioni. Nel caso dell’Enriques i lavori per tamponare il problema sono stati effettuati ieri. Al liceo di via Galilei, invece, il problema della caldaia sembra sia stato risolto da remoto. Il fatto è che, come dicono i presidi e la stessa Provincia, «nelle nostre scuole gli impianti di riscaldamento sono vecchi». Ma vediamo che cosa sta succedendo nei due principali licei della nostra città.

Qui Enriques

«All’Enriques le classi sono decisamente fredde: ieri c’erano 13 gradi – dice Lucia Lazzeri, rappresentante dei genitori degli studenti di 3N dell’Enriques –. E oggi (ieri, ndr) siamo qui (di fronte al liceo di via della Bassata, ndr) per sostenere i nostri ragazzi». Ragazzi che, nel frattempo, stavano protestando nei corridoi per chiedere aule più calde. Perché all’Enriques la perdita d’acqua da un tubo collegato all’impianto di riscaldamento ha fatto sì che i termosifoni perdessero potenza e che, di conseguenza, in alcune aule ci fosse più freddo del solito. Ci sono stanze, del resto, dove (per conformazione, esposizione e ampiezza) c’è sempre più fresco rispetto che in altre, perdita o non perdita. Tanto che, per tentare di mettere una pezza al problema, sono state acquistate delle stufe. Per quanto riguarda l’ultima criticità in ordine di tempo, per riparare la perdita è stato necessario spegnere completamente i riscaldamenti. L’intervento si è svolto ieri pomeriggio e il problema «è stato risolto», conferma il preside. Probabilmente, dato che i caloriferi sono andati in stop, oggi nelle classi un po’ di freddo rimarrà comunque.

Qui Cecioni

Per quanto riguarda il liceo Cecioni, lo ricordiamo, il problema che ha portato alla “sollevazione” dei ragazzi” è stato il blocco di una pompa collegata alla caldaia che, a quanto risulta, sarebbe stato risolto. «Era una situazione che persisteva da settimane – dicono i ragazzi del collettivo Scuola di Carta –, l’avevamo segnalato più volte e, dato che continuava, abbiamo deciso di protestare». La preside reggente Manuela Mariani sottolinea che «non c’è la volontà di sminuire il problema del freddo. Ma bisogna avere la consapevolezza che quando i ragazzi escono in massa sulle scale si creano situazioni di pericolo. Questo andrebbe evitato». Per quanto riguarda il malfunzionamento della caldaia la dirigente conferma che «a quanto ci risulta stamani (ieri mattina, ndr) il riscaldamento funzionava normalmente». Sia nel caso dell’Enriques che in quello del Cecioni i ragazzi hanno chiamato in causa la Provincia, ente che ha competenza sugli edifici delle scuole superiori cittadine. «Ci diano delle risposte e trovino una soluzione a questi problemi. In molte delle nostre aule studiamo col freddo».


 

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