Gioco
Effetto Venezia, Salvetti offre a Bruciati la direzione artistica
All’ex candidato sindaco di Buongiorno Livorno sarà affidata la prossima edizione della kermesse estiva dedicata cinema
Livorno La notizia è di quelle destinate a far rumore: perché si parla di Effetto Venezia, che a Livorno tra musica e spettacoli è una specie di istituzione; e perché si parla di un nome che in città è conosciuto negli ambienti della cultura ma anche sul palcoscenico della politica. Il Comune ha offerto la direzione artistica di Effetto Venezia a Marco Bruciati: prof al Cecioni, operatore culturale ed ex candidato sindaco di Buongiorno Livorno.
Contattato ieri mattina dal Tirreno, Bruciati ha confermato che «c’è una discussione avviata», ma ha preso un po’ di tempo: «Sto, stiamo riflettendo, ci siamo dati un margine breve per decidere, al massimo la prossima settimana saprete». Poi nel pomeriggio, quando la notizia ha iniziato a circolare, è arrivata l’accelerata e il sindaco Luca Salvetti non ci ha girato tanto intorno: «Sì, lo abbiamo proposto a Bruciati anche perché Effetto Venezia quest’anno avrà un tema specifico, il cinema, e avevamo bisogno di professionalità che potessero lavorare su questo fronte, che conoscessero bene la città, la kermesse e il mondo del cinema nelle sue varie sfaccettature, e lui a Livorno è una delle più qualificate. Glielo abbiamo detto e lui ha accettato con entusiasmo».
Bruciati, quindi, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, sarà il nuovo direttore artistico di Effetto Venezia, l’evento estivo sotto l’ala del Lem. E il sindaco sa bene che questa notizia non potrà non avere anche un’eco politica. Trentanove anni da compiere tra pochi giorni, laureato in lettere e filosofia con indirizzo in discipline dello spettacolo, insegnante di teoria e tecniche della comunicazione multimediale al liceo, Bruciati è da una ventina di anni operatore culturale, soprattutto in ambito cinematografico e teatrale, come attore, regista e formatore in tecniche audiovisive.
Non solo. Negli ultimi anni è stato anche uno dei protagonisti della scena politica: tra i fondatori di Buongiorno Livorno, è stato consigliere comunale e provinciale dal 2014 al 2019, fino alla candidatura a sindaco per Bl e Potere al polo, nel 2019. A quelle comunali che incoronarono proprio Salvetti sindaco, prese al primo turno il 14,3 per cento, quasi 12mila voti. Bruciati è rimasto in consiglio comunale fino al giugno del 2021, quando ha deciso di fare un passo indietro, lasciando il banco a Pietro Panciatici. «È una decisione sofferta, ma il lavoro mi ha portato lontano dalla città», dichiarò.
Ora la notizia della direzione artistica arriva proprio dopo un botta e risposta burrascoso tra il sindaco e la forza di opposizione guidata da Valentina Barale, sulle (mancate) alleanze in vista delle elezioni del 2024: «Penso a quando è nato Buongiorno, a due figure come gli assessori Giovanna Cepparello e Andrea Raspanti che sono qui, ai fratelli Bruciati, a Stefano Romboli. Che fine a ha fatto quel Bl lì? Con chi dobbiamo parlare...?», ha detto il sindaco a fine gennaio al Cisternino scatendno la reazione del mondo di Bl.
«È naturale che questa scelta – ribatte così oggi Salvetti al Tirreno – porterà a dei commenti politici, ma non lo abbiamo preso perché era il candidato di Buongiorno. Aveva le caratteristiche che cercavamo: è successo anche in altri casi, vedi il garante dei bambini, Stefano Romboli (anche lui era di Bl, ndr), o la garante degli animali Elisa Amato (che invece è di Forza Italia, ndr). O si guardi ancora al rapporto che abbiamo avuto con il mondo più vicino ai 5 stelle di Reset, per il lavoro che svolgono per Livorno. È un atteggiamento nei confronti delle risorse che ci sono in città, che devono poter dare un contributo rispetto al colore politico...».
Parole simili a quelle dell’assessore alla cultura Simone Lenzi: «Sono tra quelli che hanno caldeggiato questa proposta e l’aspetto politico non mi interessa minimamente. Amato non è forse diventata la garante comunale dei gli animali? Marco Bruciati deve avere la direzione artistica del festival perché ha per tema materie che conosce bene». l
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