Gioco
Il quadro del mistero, un post e una mostra molto Bohémien: un’opera di Modigliani ancora sconosciuta a Uovo alla Pop
L’annuncio: «Sarà visibile dal 18 febbraio». Il critico Carlo Pepi: «Esistono opere ancora inedite, impossibile pensare che siano uscite tutti»
LIVORNO. Non c’è nulla da fare, quando si parla di Modigliani, Livorno si illumina. Prima lo scherzo del 1984, che mise la città all’attenzione dei media mondiali. Poi la grande mostra del 2019 con un numero di visitatori al Museo della Città da record, e un po’ di più. Un pittore, nato in via Roma, vissuto lungamente e poi morto a Parigi, dove riposa al cimitero Pere Lachaise. Un genio dell’arte mondiale, con uno stile unico, osannato in ogni dove. Una figura avvolta da misteri, presa di mira dai falsari che lo hanno spesso “clonato”, ma questa è un’altra storia.
Il mistero
Oggi intendiamo parlare dell’ennesimo mistero che aleggia in città, da qualche giorno. E a renderlo tale sono le quattro incontenibili ragazze della galleria Uovo alla Pop, con un messaggio sui social, piuttosto sibillino.
«Quello che sta per succedere a Uovo alla Pop Galleria - scrivono -è un evento straordinario. Da anni siamo innamorate di Amedeo Modigliani, abbiamo organizzato tour, mostre, lezioni e incontri dedicati a questo geniale emigrante livornese. Siamo state contattate da un misterioso collezionista, non siamo autorizzate a rivelarne il nome ma solo l’iniziale: “F”. F. ci ha chiamate per dirci che ha un’opera di Modigliani, quasi sconosciuta e la vuole esporre ma lontano dai riflettori, dai musei o dai grandi mercanti d’arte senza scrupoli. Oggi quell’opera è arrivata in una località segreta e sarà visibile da Uovo alla pop il 18 Febbraio al 18 Marzo 2023”».
Insomma è chiaro che un’uscita pubblica del genere non poteva passare inosservata. E infatti si è scatenata la discussione, sia con i commenti a margine del post, ma anche negli ambienti artistici (e non solo) labronici.
L’indagine
Abbiamo provato a scoprire qualche dettaglio in più, cercando di bussare alla porta delle dirette interessate: ma non ha aperto nessuno. «Non rilasciamo interviste fino alla conferenza stampa. E lì ci sarà un ospite illustre che risponderà a tutte le domande sull’opera» glissano.
Nel frattempo in città sono apparsi molti manifesti sulla mostra “Canzonata Bohémien” «che depistano» racconta un prezioso informatore. «D’altra parte quello che ha sempre interessato Uovo alla Pop, è destare curiosità, stupore e riflessione». Ed è innegabile che anche stavolta il gruppo ha fatto centro.
L’attesa
Tra gli addetti ai lavori c’è chi pensa a uno specchietto per le allodole, in grado di attirare l’attenzione generale, e che alla fine potrebbe essere tutta una montatura; tuttavia, conoscendo il lavoro e la serietà del sodalizio, nessuno ci mette la mano sul fuoco.
Anche perché quando si parla di Modigliani, non c’è persona che si esprima volentieri:l’esperienza insegna che tutto può essere vero, ma anche il contrario di tutto. Nei mesi scorsi ben informati vociferavano di un disegno inedito, ritrovato durante un trasloco. Ma il sussurro cadde presto nel nulla. Un noto gallerista dice «secondo me è una trovata geniale per parlare di un evento facendo crescere l’aspettativa sulla cosa. Sembra un racconto».
In effetti è appena uscito un libro “La banda di Modì”, che ruota proprio intorno ad un quadro, in quel caso rubato e ritrovato. Un’opera che alla fine della storia avrà effetti benefici sorprendenti per gli artisti labronici.
Sulle pagine social di Uovo alla Pop appare anche una fotografia, che ritrae il retro del dipinto. Ci sono due scritte: “Modigliani”, e sembrerebbe la firma. “1917”, anche se si legge male. «La cosa mi affascina - prosegue il gallerista - ma ritengo improbabile possa essere un originale: bastì pensare al valore. Servirebbe un alto livello di sicurezza». L’ultimo a dire la sua è l’uomo che conosce Modigliani come le sue tasche, Carlo Pepi, infaticabile cacciatore di falsi, reduce da un processo sul tema, andato benissimo. «Staremo a guardare che quadro tireranno fuori. Loro di solito fanno le cose fatte bene. Opere inedite ci sono, impossibile pensare che siano uscite tutte. Non escludo nulla, anche se è difficile. L’unica cosa che posso fare è elogiare l’operazione e tutte le iniziative che le ragazze mettono in piedi. La mia opinione la esprimerò soltanto dopo aver visionato l’oggetto». l
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