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La cuoca di Gorgona è malata: «Noi agenti ancora senza mensa, non possiamo mangiare»

Una veduta del porto di Gorgona (foto d'archivio)
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Una veduta del porto di Gorgona (foto d'archivio)

La protesta dei poliziotti in servizio sull'isola-carcere: «I disagi proseguono da più di una settimana, è una questione di dignità...»

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Gorgona Nove giorni senza la mensa di servizio. Continuano i disservizi per gli agenti della polizia penitenziaria di Gorgona, che da oltre una settimana non possono mangiare al lavoro perché la cuoca della ditta esterna che ha in appalto il servizio è malata. E sull’isola, le occasioni per mangiare, non sono molte: all’interno dell’ex colonia penale, ora sede distaccata del penitenziaria delle Sughere, c’è solo un piccolo bar-spaccio dove si può prendere un caffè, un panino o altri prodotti di consumazione immediata. «È un fatto di dignità – spiega il sindacalista della Fns Cisl Pierangelo Campolattano – perché va bene lavorare in una sede disagiata, con giornata in cui si lavora anche per dieci ore, ma così no. La mensa può non funzionare per qualche giorno, se c’è un grave imprevisto, ma i disservizi li stiamo subendo da oltre una settimana e non va assolutamente bene».

Il sindacato, già nei giorni scorsi, aveva spiegato che «la mensa di servizio riservata al personale di polizia penitenziaria sull’isola dal 2 febbraio è chiusa – si legge in una nota – la ditta che ha in gestione l’appalto non ha provveduto a sostituire la cuoca assente per malattia, cosa che non avverrà sicuramente fino alla prossima settimana. Non è la prima volta che questo succede, infatti un fatto analogo è successo anche nell’ottobre scorso: in quel caso la ditta appaltatrice del servizio ha lasciato i poliziotti penitenziari di servizio a Gorgona a digiuno per tre giorni e da parte degli organi locali deputati al controllo del rispetto del servizio non è stato intrapreso alcun provvedimento in merito».

La Cisl Fns in quell’occasione aveva denunciato l’episodio alla direzione del carcere delle Sughere, da cui dipendente l’ex colonia penale agricola, e lo fa «anche per questo gravissimo disservizio, auspicando che la direzione della casa circondariale e il provveditore regionale per la Toscana intraprendano diretti e risolutivi interventi in merito nei confronti della ditta appaltatrice per l’ennesimo disagio, che va a sommarsi alla gravissima carenza di personale e ai ridotti collegamenti con la terraferma che costringe gli agenti anche liberi dal servizio a una forzata permanenza sull’isola. Da ultimo – conclude la sigla – e non meno grave la mancanza di un direttore in pianta stabile». l

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