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Ambiente

A Livorno saranno installate tre centraline pubbliche: «Così la qualità l’aria sarà monitorata»

di Flavio Lombardi
A Livorno saranno installate tre centraline pubbliche: «Così la qualità l’aria sarà monitorata»

35mila euro di investimento per uno studio più approfondito. La campagna durerà un anno: sorvegliati gli ossidi di azoto

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LIVORNO. Le notizie che arrivano dal sindaco durante la conferenza stampa ieri in Comune in coppia con l’assessora all’ambiente Cepparello sono rilevanti. La prima, è che con una spesa di 35 mila euro, quella di Livorno è la prima amministrazione in Italia a fare un investimento diretto per piazzare a sue spese delle centraline per il monitoraggio dell’inquinamento. Il secondo, che questa città ha già una qualità dell’aria entro i parametri fissati come obiettivo da raggiungere nel 2030, ed è in testa a più classifiche della nostra regione, ritenuta fra le più virtuose della nostra nazione. I dati, sono stati diffusi da un report di Legambiente dal nome che è tutto un programma: “Mal’aria di città”. Dal tema inquinamento da traffico come primo elemento, con passaggi che riguardano, specialmente per ciò che ci interessa, anche i fumi in porto. E non solo. «Che la fonte sia Legambiente, per noi ha un valore particolare – dice Salvetti -; per quanto riguarda il PM 2, 5, con Grosseto, siamo fra le città dove in questa fase si sta meglio in assoluto».

Gli indici
C’è una tabella regione per regione, stilata sulle medie annuali del 2022 che guarda al PM 10. Siamo a quota 19 (più bassi della Toscana) , nel PM 2,5 invece siamo a 10 e i migliori con Grosseto. Mentre sugli NOx, cioè gli ossidi di azoto e loro miscele, si è a 22 dietro a Siena, Massa e Pistoia. Sempre comunque entro i limiti. Nessuno sforamento «altrimenti avrei fatto severe ordinanze» anche se il sindaco va oltre. «Vietato cullarsi sugli allori, la politica ambientale deve mirare, da qui al 2030, a lavorare meglio su tutti i fronti e specialmente sui NOx. Ci sono problemi gravi, come quelli dei fumi in porto. Una emergenza per tutti e per noi in particolare perché arriva fino in città. Per conoscere meglio “il nemico” ecco quindi lo stanziamento di 35 mila euro delle centraline che serviranno ad Arpat per una ulteriore raccolta dati rispetto a quelli che già ci sono. Il 15 ci sarà la firma della convenzione per la loro installazione, che io auspico diventare operative entro la fine di febbraio. Si misurerà PM 10 (polveri sottili) , PM 2,5 (micorpolveri) , ossidi di azoto, monossidi di carbonio, biossido di zolfo, benzene, tulene, xileni e parametri meteo».

Lettera a Salvini
Più numeri, più elementi per cercare di definire un quadro normativo nazionale, meglio se internazionale. «Non si può impedire che le navi entrino in un porto perché non hanno proceduto con il “refitting” e poi altrove le fanno attraccare. Avremmo aria di montagna, ma sarebbe una catastrofe economica. Scriveremo al ministro delle infrastrutture Salvini affinché proprio da Livorno parta un avvertimento più chiaro su questo tema. Arrivano 40 milioni dal PNRR per l’elettrificazione delle banchine e anche in passato avemmo un impianto di alimentazione e ricarica elettrica da terra che l’ingegner Motta inaugurò alla Calata Sgarallino. Lui stesso disse “per provarla abbiamo dovuto chiamare una nave militare che ha l’attacco per collegarsi”. Intanto, con le centraline, cerchiamo di capire sempre più cose; i dati li metteremo insieme a quelli dei sistemi di cui si sono appena dotati i cittadini del comitato Livorno Porto Pulito. Stiamo uniti».

Parte la campagna

È Giovanna Cepparello a spiegarlo. I 3 diversi punti di installazione non sono stati individuati, ma lo saranno presto. Massima trasparenza e accessibilità. «La campagna durerà un anno, 20 giorni per ogni stagione. Integreremo i dati con quelli che già abbiamo, grazie all’”Intereg aer nostrum” (osservatorio transfrontaliero per il monitoraggio della qualità dell’aria nei porti, ndr) e tutte le indagini fatte in fase di procedura autorizzativa della Darsena Europa. Andremo a cercare aspetti non previsti negli altri studi, per avere un quadro più completo. La mobilitazione dei cittadini per noi è positiva. Con Autorità di Sistema, Capitaneria e comitati, vogliamo portare avanti una campagna per far diventare il Mediterraneo area Eca. Diversa da ora, che è Seca, perché sulle emissioni delle navi si controlla solo il parametro del tenore di zolfo. La salute pubblica, viene prima di tutto»
 

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