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«Violentata a 12 anni». Sos reati contro i più deboli: a Livorno una denuncia al giorno nel 2022
Tra I reati nei cofnronti dei minori cì anche anche una tredicenne adescata in Rete per farsi dare foto e video. Crescono anche stalking e maltrattamenti in famiglia
LIVORNO. Ci sono due inchieste che il procuratore capo Ettore Squillace Greco porta come esempi dell’impennata dei reati contro le fasce deboli e vulnerabili nella relazione annuale inviata al presidente della Corte d’Appello di Firenze e nella quale fotografa la situazione della giustizia livornese. Entrambe sono ancora in corso. La prima riguarda la presunta violenza sessuale ai danni di una bambina di appena dodici anni. La seconda, invece, l’adescamento su Internet di una tredicenne alla quale sarebbero state chieste – tramite chat – foto e video erotici da parte di alcuni uomini. In questo secondo caso a denunciare tutto è stata la madre della ragazzina.
Complessivamente per questo tipo di reati – delitti ai danni di persone minorenni o che si trovino in condizioni di particolare vulnerabilità – sono cresciuti rispetto all’anno precedente del 20%: passando da 313 a 398 casi, praticamente più di uno al giorno.
Maltrattamenti
Altro reato che cresce di anno in anno tanto che il procuratore lo definisce un «incremento significativo» è quello dei maltrattamenti nei confronti di familiari e conviventi che passa da 247 a 323, mentre lo stalking risulta in aumento visto che i fascicoli aperti sono passati da 408 a 426 .
«La nuova normativa sul cosiddetto codice rosso – scrive Squillace – ha sicuramente prodotto un significativo incremento del lavoro dei magistrati addetti allo specifico settore e qualche disposizione, come quella che prevede l’obbligo di sentire entro tre giorni la persona offesa, appare produrre più costi in termini di tempo che effettivi benefici in termini di efficacia dell’intervento, anche perché nei casi veramente gravi l’intervento stesso è sempre stato immediato.
Guardando al sistema codice rosso – fa notare Squillace Greco – « l’effetto positivo della nuova normativa è aver favorito una presa di coscienza delle vittime che ora sembrano avere una qualche maggiore consapevolezza dei propri diritti e delle forme di tutela apprestate dall’ordinamento. Si può, però, cogliere in questi dati un aspetto positivo : l’aumento delle denunce dimostra anche che la legge sul codice rosso e la conseguente generale maggiore attenzione che si pone alla tematica, ha anche favorito il diffondersi nelle vittime di una maggiore conoscenza della tutele loro assicurate dall’ordinamento e dunque di una maggiore consapevolezza».
In altre parole «le vittime di questi reati oggi denunciano più di prima perché più di prima trovano la forza di ribellarsi alla violenza e alle prevaricazioni. Anche se la strada per raggiungere i risultati sperati appare ancora lunga e difficile».
Il tallone d’Achille
Ma c’è in provincia di Livorno un gruppo di reati che numericamente è in testa alle classifiche. Riguarda i reati contro il patrimonio, con particolare riferimento a usura, rapina, estorsione, furto in abitazione , truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. Bene la polizia giudiziaria segnala 6.706 casi contro i 5.762 dell’anno precedente con un aumento del 16,38 per cento. Il reato che è cresciuto maggiormente tra questi? I casi di riciclaggio e autoriciclaggio passati da uno a dodici. Poi le estorsioni – da 70 a 148 – con un incremento del 111,42 %, seguite dalle rapine (da 74 a 116 più 56,75%, infine i furti in appartamento (da 941 a 1110, con un aumento del 17,95%) vale a dire tre al giorno.
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