Gioco
Addio al re degli agenti marittimi Livorno ha perso Renzo Conti
È stato il fondatore dell’omonima azienda di via Paleocapa e del gigante “Ltm” Matteo Savelli: «Un uomo di grandi principi e una guida sulle autostrade del mare»
LIVORNO. Livorno perde il re degli agenti marittimi. È morto dopo aver appena compiuto 86 anni l’imprenditore Renzo Conti, fondatore dell’azienda che porta il suo nome e nel 1998 di Livorno Terminal Marittimo - Autostrade del Mare (Ltm) nato dalla privatizzazione delle banchine del porto e nel 2017 passato in mano alla Onorato Armatori, la società che già possiede le compagnie Moby, Tirrenia e Toremar e insieme alla multinazionale Msc di Gianluigi Aponte, recentemente salito alla ribalta della cronaca cittadina per l’annunciato acquisto di Terminal Darsena Toscana, anche la Porto 2000.
Conti, sul porto, vantava un’esperienza unica. E infatti, dopo il trasferimento di proprietà della società che ha la sua sede operativa all’interno del Varco Galvani alla Darsena 1, è stato una guida per il management di Onorato Armatori: «Insieme ci siamo imbarcati in questa grande sfida – sottolinea Matteo Savelli, amministratore delegato proprio di Ltm, nonché presidente di Porto 2000 e ad di Toremar – e ritengo di aver conosciuto una grande persona, che ho sempre stimato moltissimo. Ho conosciuto un uomo di grandi e saldi principi, che ha sempre inseguito il meglio per le sue e le nostre attività. È stato una guida, Livorno Terminal Marittimo lo abbiamo gestito insieme».
Un’azienda che in 25 anni è diventata un colosso, che si occupa dello sbarco e dell’imbarco di semirimorchi, rimorchi, camion, autoarticolati e macchine sui traghetti Ro-Ro, «adibite e strutturate in maniera da ricevere mezzi viaggianti su ruote – si legge sul sito aziendale – e nello svolgimento di operazioni commerciali dei passeggeri con auto al seguito». «Renzo ha fatto la storia del porto – sono le parole dell’amico Luciano Lorenzoni, padre dell’omonimo cantiere navale di via del Marzocco – perché nell’epoca dello sviluppo economico, negli anni Settanta, lui e altri giovani in gamba hanno saputo cogliere le possibilità che il mercato offriva. Un grande spedizioniere, che in una rivista nazionale mi ricordo venne definito il “re dei container”. Ricordo insieme quando andavamo a sciare a Livigno, all’epoca era una località che andava veramente molto di moda, una persona che ha sempre lavorato in modo corretto, veramente un uomo perbene».
Un imprenditore, Renzo Conti, che nel tempo con le sue aziende ha raggiunto cifre record. Coniugando l’abilità all’esperienza in ambito marittimo in cui la sua società di famiglia continua a primeggiare. «Per tutti noi agenti marittimi è stato un faro – sono le parole del collega ed ex presidente di Asamar Enrico Bonistalli – e solo per fare un esempio voglio ricordare che lui è stato fra gli artefici della legge 135 che disciplina le attività delle agenzie marittime. Quando la nostra delegazione doveva andare a parlare a Roma al ministero, la presenza di Renzo era una garanzia. Dietro l’uomo burbero che poteva apparire, in realtà, nascondeva una persona con un profondo senso dell’amicizia e di grande responsabilità». Secondo Bonistalli lui, Carlo Terzi e Nello D’Alesio «erano i nostri diaconi nel consiglio, agenti marittimi come una volta ed è importante che le nuove generazioni prendano esempio da loro». «Conti – conclude – ha insegnato tantissimo a tutti, un uomo integerrimo sul piano umano e professionale, una guida per tutti gli agenti marittimi che in quel periodo si sono affacciati sul mercato». «Con lui – sono le parole dell’ex parlamentare Marco Susini – se ne va un protagonista assoluto della portualità livornese. Appena più giovane dei “grandi vecchi” Piccini, D’Alesio e Renzo Fremura come spedizioniere e terminalista, ha dato un grande contributo alla crescita del nostro scalo. Per me era un caro amico e, frequentandolo, avevo potuto capire che dietro l aspetto burbero nascondeva un indole buona e generosa. Era uno di quegli antichi uomini d’affari per i quali una stretta di mano valeva più di un timbro notarile. Conti teneva in grande considerazione per la concertazione con i sindacati, perché guardava al porto come a una vera e propria comunità dove gli interessi delle imprese e quelli dei lavoratori dovevano sempre trovare una sintesi utile per tutti».
L’ottantaseienne, che fino alla fine dell’anno scorso andava quasi tutte le mattine a lavorare, un mese fa aveva sofferto di un problema di salute dopo un incidente domestico, una caduta in casa. Negli ultimi giorni, fra l’altro, sembrava essersi ripreso. Poi, purtroppo, ieri mattina alle 6 la tragica notizia per tutto il mondo del porto. Da ieri, al cimitero della Misericordia, è stata allestita la camera ardente e oggi alle 15.30, nella sua Antignano, alla chiesa di Santa Lucia si celebrerà l’ultimo saluto.
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