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Violenza

Livorno, picchia la mamma per quattro anni: «Mi diceva che dovevo morire»

Stefano Taglione
Due guardie giurate all'ingresso del tribunale (foto d'archivio)
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Due guardie giurate all'ingresso del tribunale (foto d'archivio)

A processo un ventisettenne livornese. La testimonianza della donna in tribunale: «Per lui io ero la parte debole del mosaico»

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LIVORNO. Avrebbe insultato e picchiato la mamma per quattro anni, dalla fine del 2016 al 2020: «Pu**ana, devi morire». «Ho imparato a conoscerlo, ogni tanto gli prendevano quei tre-quattro minuti di black-out». Un ventisettenne livornese è imputato per maltrattamenti in famiglia per aver aggredito e offeso la madre cinquantottenne, con cui conviveva e dalla quale adesso ha un divieto di avvicinamento sul quale però, l’avvocato del giovane Cristiano Spadoni, nei prossimi giorni presenterà un’istanza di revoca, anche perché la donna ascoltata come testimone in tribunale venerdì scorso ha spiegato che ultimamente non si sono più verificati problemi fra lei e il figlio, che sarebbe tornato più volte a trovarla. Il Tirreno non identifica il giovane con nome e cognome per non rendere riconoscibile la mamma vittima delle presunte violenze, che il tribunale ha raccolto in un fascicolo raggruppando anche alcune denunce presentate dalla signora, livornese come il figlio, e poi rimesse.

La testimonianza

«Mio figlio a volte mi aggrediva verbalmente e fisicamente – ha spiegato la donna davanti al giudice Andrea Guarini, che dovrà giudicare il ventisettenne rinviato a giudizio – dicendomi “Per colpa vostra non ho una famiglia”. Non so se sia fidanzato, non me lo ha detto, ma nell’ultimo periodo si è comprato una macchina nuova e ha iniziato a lavorare, con contratti a tempo determinato in diverse grandi aziende della zona». L’operaio, insomma, avrebbe superato quei momenti difficili: «Anche se giovedì scorso – ricorda la madre – si era un po’ alterato perché non riusciva a fare un concorso alle Poste. Con me aveva questi momenti di rabbia altalenanti, ma tutto secondo me è iniziato da quando, all’età di un anno e mezzo, ebbe delle convulsioni, credo che gli abbiano lesionato qualcosa a livello di sistema nervoso. Ora, però, è cambiato tutto: sta meglio e si sente realizzato, al lavoro gli hanno rinnovato il contratto per altri tre mesi e lo vedo felice. Probabilmente da piccolo avremmo dovuto farlo seguire da uno specialista, perché i problemi secondo me sono nati dalle convulsioni: da quel momento, infatti, dal niente ha iniziato ad arrabbiarsi tantissimo. In passato è capitato che mi abbia messo le mani addosso o che mi abbia alzato o spostato di peso, ma io non sono mai stata zitta e ferma: ho sempre provato a bloccarlo e lui si arrabbiava ancora di più. Credo che non abbia mai imparato a rapportarsi con le persone...».

La perizia psichiatrica

«Se ad esempio a qualcuno veniva in mente di spostare un bicchiere dalla posizione originaria – sono sempre le parole della madre in aula – lui andava completamente fuori dal binario. A volte ho anche pensato che fosse una di quelle persone fissate con l’ordine, perché in effetti lui è una persona molto ordinata. Secondo me lui mi vedeva come la parte debole del mosaico e se gli succedeva qualcosa fuori casa, ad esempio, se la prendeva con me. Io ero la sua valvola di sfogo, forse perché appunto fuori di casa non era in grado di rapportarsi con le altre persone, ma è una mia sensazione, non voglio certo giustificarlo». La donna, nel corso degli anni, è finita al pronto soccorso e ha presentato delle denunce alle forze dell’ordine, al punto che il tribunale ha allontanato il figlio dalla sua abitazione con un divieto di avvicinamento alla madre e all’appartamento stesso: «Anche se ogni tanto torna comunque, senza di me lui come fa?», ha ammesso la cinquantottenne. Il tribunale, proprio dopo le sue dichiarazioni, ha nominato come consulente tecnico il dottor Enrico Malotti, che a breve visiterà il ventisettenne per stabilire le sue condizioni a livello psichico, fondamentali per il prosieguo del processo che lo vede al banco degli imputati. 

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di Redazione web