Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, muore a 58 anni agente immobiliare e geometra

di Stefano Taglione

	Marco insieme alla compagna
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Marco insieme alla compagna

Era il titolare di un’agenzia in viale Italia, il ricordo della compagna: «Un’anima buona, che aveva il cuore di un bambino»

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LIVORNO. Da quel maledetto infarto, nel 2014, non si era mai più ripreso. Marco Cerretini – noto geometra e agente immobiliare livornese, a capo dell’Immobiliare Ducezio di viale Italia, sul lungomare – è morto ieri a 58 anni. Negli ultimi nove, purtroppo, non aveva più potuto lavorare: dopo il malore e il ricovero all’ospedale di Livorno, infatti, era stato assistito come paziente nei reparti di riabilitazione dei centri sanitari Versilia di Lido di Camaiore e Cecina, poi nella Rsa Pascoli di Montenero. Infine la morte a Cisanello, a Pisa, con il funerale che sarà celebrato alle 16 di oggi a cura delle onoranze funebri della Svs con la partenza dal cimitero dei Lupi.

Il ricordo

A ricordarlo è la compagna, Romina Della Ratta: «Insieme abbiamo sempre vissuto a Livorno e lavorato nella sua agenzia immobiliare – racconta – e lui era una persona buona di cuore, pura, che devo solo ringraziare per ciò che mi ha dato. E mi ha dato tantissimo. Un’anima buona, che aveva il cuore di un bambino, mi mancherà moltissimo. Si era diplomato all’istituto per geometri Buontalenti di Livorno, poi subito dopo le scuole superiori aveva iniziato a lavorare nel settore immobiliare con uno zio a cui voleva un bene incredibile. Si chiamava Orazio Mandolfo, una splendida persona. Dopo la sua morte, e un periodo di crisi economica, ha poi continuato da solo. Questa è stata la sua carriera: affittava e vendeva le case, io lo aiutavo. Allo stesso tempo faceva anche il geometra. Era bravissimo in tutto quello che faceva e amava Livorno in modo incredibile, amava tutto della sua città. Di lui – conclude la donna – non scorderò mai la spiritualità».

Il dramma

La vita di Cerretini è drammaticamente cambiata nel 2014, all’età di 50 anni, come ricorda la fidanzata, che quel giorno era insieme a lui. «Siamo andati al pronto soccorso di Livorno perché gli faceva male una spalla – le sue parole – invece solo dopo abbiamo scoperto che era un infarto non diagnosticato. Trascorse le dimissioni dal reparto di emergenza-urgenza, infatti, si è sentito male, rimanendo per diverso tempo senza ossigeno. Purtroppo, da quel momento, non si è mai più ripreso, il cervello aveva avuto dei danni troppo importanti». Dopo il ricovero a Livorno, il trasferimento nei reparti di riabilitazioni di mezza Toscana: al Versilia di Lido di Camaiore («dove è rimasto sei mesi, perché di più non si poteva», poi a Cecina («dove c’era un bel progetto sperimentale finanziato dalla Regione Toscana con la musicoterapia») e infine alla residenza sanitaria assistita Pascoli di via Mondolfi, di nuovo nella sua città natale. Nei giorni scorsi il trasferimento a Cisanello, a Pisa, dove purtroppo Cerretini è morto. Da ieri pomeriggio, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, per ricordarlo è stata allestita la camera ardente al cimitero dei Lupi di via Don Aldo Mei e oggi, alle 16, ci sarà il funerale. Tutti coloro che lo hanno conosciuto potranno rendergli omaggio.


 

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