Il Tirreno

Livorno

La storia

Buona e Popolare 2. La gelateria livornese al top della guida del Gambero Rosso

di Alessandro Lazzerini
l titolare Luca Saltarelli
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l titolare Luca Saltarelli

La giuria le ha assegnato “Due coni” su tre. La presentazione della classifica durante la fiera di Rimini. Il primo negozio aperto nel lontano 1936 dalla nonna del titolare «Ora il sogno è arrivare a un secolo di attività»

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LIVORNO. «Si va a prendere un gelato sul mare?». Quante volte abbiamo ripetuto, in estate o in inverno, questa frase... Finendo spesso con una destinazione: la Gelateria Popolare 2 di via Meyer. Un’istituzione, una tradizione passata di generazione in generazione e che la scorsa settimana ha toccato il suo apice. La storica gelateria livornese è stata inserita nella prestigiosa guida del Gambero Rosso 2023. La più autorevole classifica italiana del settore attribuisce tre punteggi: Tre Coni, Due Coni e Un Cono, che dividono le varie gelaterie in fasce.

La Gelateria Popolare 2, da new entry, si è vista subito assegnare i Due Coni. Una notizia tanto inattesa quanto gratificante per il proprietario Luca Saltarelli. «Quando gli esperti vengono ad assaggiare non si fanno riconoscere quindi non sapevo niente ed è stata una sorpresa anche per me - esordisce Saltarelli -. La nuova guida è stata resa nota durante la fiera di Rimini e il giorno dopo mi è arrivata una mail che confermava il riconoscimento. È una grande soddisfazione». La storia della Gelateria Popolare parte dal 1936 quando ad aprire l’attività è Gina, nonna di Luca. La saracinesca si abbassa nel periodo della Seconda Guerra Mondiale prima di alzarsi di nuovo nel 1950, sempre in piazza della Repubblica. Il testimone passa quindi a Giancarlo e Maria, i genitori di Luca che portano avanti il lavoro con altrettanta passione e professionalità. Nel 1999 Luca apre un nuovo punto vendita (da lì il numero 2) in via Meyer, prima che i genitori vadano in pensione e vendano la vecchia bottega nel 2002. La storia, però, come detto, continua a due passi dalla Terrazza Mascagni.

«Sono nato in negozio, dietro il bancone insieme ai miei genitori. Ho imparato tantissimo osservando il loro lavoro e seguendoli. Mi hanno insegnato a lavorare quotidianamente per offrire un prodotto sempre fresco. Uso sempre le loro basi e le loro ricette. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e il mercato ha una varietà di prodotti immensa, ma la nostra produzione rimane ancorata alla tradizione, con tanta attenzione alle materie prime». Il riconoscimento è un punto di arrivo e un nuovo punto di partenza. «Traguardo importante per un attività che faccio da una vita ormai, sono più di trent’anni. Lo vedo come il premio alla passione che metto nel lavoro. Vivo dentro il negozio perché mi piace, è una goduria per me e non c’è mai stato un giorno in cui venire in gelateria è stato un peso. La dedica? A mia nonna che ha dato il via a tutto. A mio padre, perché so che gli avrebbe fatto piacere e a mia madre che a 86 anni ha vissuto questa soddisfazione. È l’anima della bottega, ogni giorno viene a tenere tutto sotto controllo. Babbo mi ha insegnato tutti i segreti del laboratorio, da mamma invece ho appreso come si sta al pubblico».

Quando gli si chiede il segreto di longevità e successo, la risposta è semplice. «Il nostro staff è un valore aggiunto. Questo riconoscimento è merito di chi ogni giorno orbita intorno alla gelateria. È uno staff che riconfermo ogni anno perché conosco la qualità del loro lavoro e l’importanza di vivere ogni giorno in un ambiente sano. Hanno tutta la mia stima e lavorare in tranquillità, senza pressioni, è un aspetto importante».

La Gelateria Popolare 2 è un simbolo nell’immaginario cittadino che viene alla mente non appena viene pronunciata la parola "gelato". «Se è così mi fa piacere. Sono una persona modesta, che anche questa mattina (ieri, ndr) alle 9 era già in laboratorio cercando sempre di fare il meglio. Siamo contentissimi dei Due Coni, ma ora che ci siamo vogliamo puntare ad arrivare ai Tre, può essere un nuovo obiettivo, intanto ci godiamo questa grande gioia. I gusti dei livornesi? Quelli classici. Vendiamo molto le creme, dal pistacchio, alla pinolata e la crema. In estate i gusti alla frutta hanno successo». Scelte classiche, ma anche innovazione, con l’obiettivo di rimanere sempre al passo con i tempi. "L’offerta che l’industria propone è infinita. Ogni volta che vado a fare la spesa mi soffermo a guardare le merendine, i nuovi gelati lanciati dalla grande marche per cercare di riprodurli in laboratorio mettendoci del mio. Da lì nascono il Rocher, la Torta Paradiso, i Cookies, i Pan di Stelle e il Caramello salato che sono i gusti più moderni e innovativi. Cerco sempre di trovare le giuste combinazioni con tanto studio e un po’di creatività».Tre generazioni di storia e una quarta che si sta avvicinando al bancone. "Simone, il figlio più grande, sono già due o tre estati che viene a darci una mano e nell’ultima è successo anche con Dario, quello più piccolo. Hanno però i loro percorsi di studio e potranno anche prendere altre strade. Non se sarò l’ultimo della famiglia a portare avanti questa tradizione, ma se la salute me lo permetterà il sogno è di arrivare al 2036 che vorrebbe dire 100 anni di attività».

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