Gioco
Dai rifiuti a una nuova vita: la piattaforma del Biscottino alla famiglia Santucci
È stata acquistata per poco meno di un milione di euro, ma nei piani c’è un investimento che ne vale «almeno tre». Previsto un centro di logistica e collaudi cisterne
LIVORNO. Per anni se ne è parlato solo quando di mezzo c’erano i rifiuti. Del resto la piattaforma del Biscottino – tra Stagno e Guasticce, in territorio colligiano – è nata così: a fine anni Ottanta l’allora presidente della Regione, nominato commissario straordinario per lo smaltimento dei rifiuti stivati su una delle navi dei veleni, avvio l’esproprio dei terreni. Fu l’inizio di una storia fatta di una miriade di capitoli diversi, sempre complicati. Fino all’ultimo, la messa in liquidazione della società che nel tempo è passata in mano al Comune di Collesalvetti e a quello di Livorno, attraverso la controllata Aamps, più una serie di privati, dalla originaria Ecoetrusca fino a Palumbo e Lonzi. Proprio l’ipotesi di traslocare qui da via del Limone l’impresa legata al trattamento di rifiuti del gruppo Lonzi fece litigare parecchio, non molti anni fa, i municipi di Colle e di Livorno.
Ma la notizia ora è un’altra. È che a prendersi la Piattaforma del Biscottino – finita nel frattempo in liquidazione con i suoi 6mila metri quadri di capannoni, 450 di uffici e 18mila di piazzali – è stato il gruppo di imprese che fa capo alla famiglia Santucci. Un nome che a Colle non ha bisogno di grandi presentazioni: proprio lì a pochi metri gestisce da più di cinquant’anni l’officina meccanica di veicoli industriali. E in generale si occupa di logistica e servizi, trasporti, assistenza e vendita di mezzi industriali, riparazioni, noleggio, pratiche: a dare il via a tutto sono stati Giuliano e Alfredo Santucci, oggi a guidare le attività sono tre fratelli e un cugino, Carlo, Michele, Valerio e Alessandro.
Formalmente a gestire l’operazione Biscottino è stata la holding immobiliare, che vede Carlo Santucci presidente. Ma l’operazione è a tre gambe, perché coinvolge anche il gruppo Bertani di Roma (che fa logistica di prodotti petroliferi e non c’entra con la Bertani Trasporti) più il gruppo di Michele Spighetto di Salerno, con cui il gruppo Santucci collabora da anni e che si occupa di logistica portuale.
«Prima che un’operazione immobiliare – premette Santucci – questo è un acquisto legato a un sentimento e al radicamento al proprio territorio. Prima di tutto perché questo sito è accanto a dove abbiamo l’attività, a dove siamo cresciuti. Poi perché è sempre stato vissuto dalla comunità di Stagno come un problema, un rischio, da ultimo quando fu paventato lo spostamento della Lonzi. Ci sarebbe dispiaciuto se un immobile così importante fosse andato in mano a fondi di investimento, che magari ne avrebbe fatto un uso speculativo o impattante».
Ma cosa intende farci la sua famiglia? «Sviluppare la logistica nel mondo dei trasporti insieme a Spighetto, mentre con Bertani un centro di revisioni e collaudi cisterne di merci pericolose. Come quelle che, per esempio, lavorano per la raffineria. Abbiamo scelto questi due partner perché sono affidabili, solidi, hanno una storia simile alla nostra». L’operazione è partita, quello che c’era – e che nel tempo è stato in parte depredato tra rave, furti e degrado – dovrà essere buttato giù e ricostruito. «A che punto siamo? Stiamo facendo i conti con la burocrazia, aspettiamo da 18 mesi l’allaccio dell’Enel...», risponde Santucci, che è anche vicepresidente della Cna provinciale e che è uno che non le manda a dire.
La piattaforma è stata acquistata per poco meno di un milione di euro, ma nei piani c’è un investimento che ne vale «almeno tre»: «Appena ci danno l’energia elettrica mettiamo in moto la parte logistica». «Però una cosa la devo dire: i Comuni avevano la possibilità di riscattare a 900mila euro un’area così importante, anche in un’ottica di raccolta differenziata, e se la sono lasciata scappare. Fa un po’ rabbia. Anche questo mi ha fatto scattare la scintilla...». l
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