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Sport e salute

«Solo grazie ai centri privati le visite sportive sono nei tempi»

di Andrea Tessarolo
«Solo grazie ai centri privati le visite sportive sono nei tempi»

Presidente dei medici sportivi, replica al dottor Di Muro dell’Asl. «Non è corretto definire la qualità dei controlli solo in relazione al prezzo»

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L’intervista apparsa sul Tirreno il 23 gennaio 2023 al Direttore della Medicina dello Sport dell’Asl, dottor Carmine Di Muro, consegna un’immagine della specializzazione in una dimensione finalmente corretta. Sono tanti anni che noi medici specialisti in medicina dello sport dibattiamo contro quella che è la richiesta da parte di molti genitori, atleti e società “di fare il certificato per lo sport”, in quanto siamo convinti che il certificato è solo l’esito finale di un importante percorso specialistico. Infatti, il medico sportivo non solo è tenuto a valutare l’idoneità o meno ad una determinata pratica sportiva, ma è anche chiamato a prescrivere un’attività fisica attagliata alle caratteristiche e alle necessità di ogni paziente/atleta, sia nei soggetti adulti ma soprattutto in quelli in età giovanile.

Lo sport come salute

L’importanza dell’attività fisica, concordando in pieno con quanto affermato dal dottor Di Muro, è indispensabile per i giovani ma anche per le persone meno giovani o anziani: queste traggono da tali attività benefici “terapeutici” nel contenimento o prevenzione di patologie croniche quali per esempio ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, ecc… e vengono aiutate, attraverso la socializzazione data dallo sport, al mantenimento del benessere, oltre che fisico, anche psichico.

La medicina dello sport

È obbligo ricordare che questa attività viene portata avanti dalla Federazione Medico Sportiva Italiana da decenni, con l’emanazione di protocolli adeguati per patologia, come obiettivo primario.

Conviene altresì ricordare che la branca della medicina dello sport, insieme a quella della medicina del lavoro, sono le uniche che rispondono a norme di legge nel campo della medicina preventiva e appare dunque fondamentale e giusto richiamare la professionalità di ognuno degli specialisti del settore, nel condurre una visita specialistica nella maggior perizia e correttezza possibile.

Inoltre la Federazione Medico Sportiva Italiana, impegnata come detto in prima linea da decenni in progetti di varia natura, considera che la medicina dello sport è una branca multidisciplinare: infatti sono promosse iniziative nel campo della lotta contro il doping, nell’adeguamento del soggetto sportivo a corretti stili di vita, nella promozione dell’attività sportiva, nell’alimentazione nello sport e nella componente psicologica con l’istituzionalizzazione del “mental coach”. Tutto questo perché per la Federazione Medico Sportiva Italiana, attraverso ogni suo medico specialista, è importante valutare se il paziente/atleta, con la pratica sportiva, possa incorrere in rischi, non solo che possano condurre all’evento altamente importante e mediatico della morte improvvisa, ma anche adeguando questa valutazione a tutta una quantità di patologie sistemiche che parimenti possano condurre a danni importanti l’atleta.

I costi della visita

Proprio in questa ottica, il sottoscritto ritiene non corretto definire la qualità della visita in relazione al prezzo della stessa: in merito a questo si fa presente che la Regione Toscana rimborsa il costo della visita per i soggetti minorenni soltanto ad alcune strutture sanitarie (ovvero, le strutture dell’Asl e dei Centri convenzionati, che nella nostra città non esistono), ma non ai Centri privati accreditati. Questi Centri applicano tariffe più basse dell’Asl ma non per competizione scorretta: mentre l’Asl ha tariffe ben stabilite da parte della Regione Toscana, i Centri privati hanno riconosciuta soltanto una tariffa massima da non superare ma non una tariffa minima.

I requisiti richiesti

È comunque doveroso ricordare, nella tutela di tutti i rappresentanti specialisti in medicina dello sport, che l’accreditamento per attività di Medicina dello sport viene concesso ai Centri privati soltanto se questi possiedono i requisiti richiesti dalla Regione stessa, dal momento che, se così non fosse, l’Ente controllante non potrebbe farsi garante verso il cittadino sul ricevimento di una valida e scrupolosa prestazione specialistica. Per esempio ogni Centro privato deve avere in organigramma uno specialista in cardiologia ed attivare i protocolli previsti dal Cocis (redatti, infatti, dal Comitato Organizzativo Cardiologico per l’idoneità allo sport della Federazione Medico Sportiva) e dalla logica medica, in modo da tutelare assolutamente l’atleta. Tutti noi siamo coscienti che dall’esito della nostra visita può dipendere la vita dell’atleta che noi abbiamo valutato e, in questo, ovviamente, non può esservi differenza di professionalità tra Centri pubblici e privati.

Il ruolo del privato

È in questo contesto che i Centri privati e gli specialisti che in essi prestano servizio, in sinergia con i Centri pubblici, svolgono un’opera fondamentale nel rispondere alle numerosissime richieste da parte della società sportive, organizzate nel nostro territorio. L’esistenza dei Centri privati permette alla grande massa di atleti delle varie discipline di poter essere visitati e ottenere l’idoneità in tempi congrui alla pratica sportiva.

La qualità del privato

La professionalità dei Centri privati, al pari di quelli pubblici, viene valutata dal cittadino, ormai capace di riconoscere, nell’operato di ognuno di questi Centri, la validità o meno di quanto riceve. Per una mia esperienza personale, che si protrae da 34 anni, nel Centro di cui sono al momento Direttore Sanitario, Centro “G.P. Ferretti”, sicuro che sia cosi anche per gli altri Centri, questo attestato di fiducia è dato da cartelle cliniche di atleti che venivano a visita venti o trenta anni fa e che adesso ci affidano i loro figli.

In conclusione, visto che l’obiettivo primario di tutti noi medici dello sport è stigmatizzare l’importanza della medicina dello sport per il benessere del cittadino, appare auspicabile che nel futuro possa aumentare ancora di più la sinergia tra pubblico e privato, in modo da poter concorrere, ognuno con le proprie risorse al miglioramento del settore.

*Presidente dell’Associazione Medici dello Sport di Livorno


 

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