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A 17 anni spacca un computer in questura e aggredisce un agente: in tasca aveva una pistola "scacciacani"
Livorno: gli agenti delle volanti, in casa, hanno accertato anche un furto di energia elettrica e il fratello, con l'obbligo di restare di notte fra le mura domestiche, non era nell'appartamento e nascondeva un coltello a scatto
LIVORNO. In uno scatto d’ira ha scagliato un oggetto verso una poliziotta della scientifica e danneggiato un computer della questura. Nottata e mattinata di caos fra il quartiere di Colline e la caserma “Vittorio Labate”, dopo che gli agenti erano intervenuti in un appartamento per verificare la presenza di un diciannovenne livornese colpito dall’obbligo di dimora a Livorno e la prescrizione di restare fra le mura domestiche dalle 21 alle 7 dopo un arresto per furto di diverse settimane fa. Il giovane, che non era in casa, è stato quindi atteso dalla volante, che però a un certo punto si è trovata di fronte il fratello diciassettenne e un loro amico quattordicenne, che alla vista dei poliziotti si sono messi a correre tentando la fuga e sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Uno di loro, il più grande, aveva in tasca una pistola scacciacani di ferro, senza il tappo rosso, e per questo è stato anche indagato per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. È per questo che entrambi sono stati portati nella sede secondaria della questura, dove sempre il diciassettenne ha tirato l’oggetto contro una poliziotta, colpito con un pugno una collega e danneggiato uno dei computer.
La perquisizione
I poliziotti della Squadra volante, su disposizione del pubblico ministero, hanno anche effettuato una perquisizione all’interno dell’abitazione dalla quale il diciannovenne, scarcerato lo scorso novembre dopo un periodo di detenzione, si era allontanato nelle ore in cui non avrebbe potuto farlo. Il Tirreno non rende identificabile nessuna delle persone coinvolte nella vicenda, visto che due persone sono minorenni. Il personale della questura ha anche verificato un furto di energia elettrica da parte della madre dei due fratelli, accertato grazie alla presunta manomissione dei contatori, motivo per il quale anche la donna è stata accompagnata nella caserma “Vittorio Labate” per essere denunciata.
Polizia in ospedale
Subito dopo l’appostamento nella strada del quartiere di Colline gli agenti sono intervenuti anche al pronto soccorso dell’ospedale, dove nel frattempo su indicazione dei familiari hanno scoperto che si trovava il diciannovenne livornese, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, così come il fratello minorenne. Il ragazzo è stato dimesso alle prime luci dell’alba ed è stato accompagnato in questura, dove è partita la segnalazione per l’allontanamento da casa sulla quale deciderà poi il tribunale di sorveglianza. Il giovane non si trova agli arresti domiciliari, ma deve rispettare il divieto di uscire di casa dalle 21 alle 7 e ha l’obbligo di dimora a Livorno, per questo al massimo potrà essere ravvisata l’inosservanza ai provvedimenti dell’autorità. Durante la perquisizione, inoltre, la polizia di Stato gli ha trovato addosso anche un coltello a scatto, motivo per il quale il diciannovenne è stato denunciato anche per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.
L’aggressione
Contestualmente, in caserma, il diciassettenne ha tirato un oggetto verso una poliziotta della scientifica, danneggiato un computer e colpito con un pugno un’altra agente. Motivo per il quale è stato denunciato per una seconda volta per resistenza a pubblico ufficiale. Per nessuna delle persone coinvolte nella vicenda, ben quattro, è scattato l’arresto e tutti, a mattinata inoltrata, sono potuti tornare nelle loro casa. I due fratelli con la madre e l’amico quattordicenne con i suoi genitori. l
S.T.
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