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Franchi e la corsa alla segreteria Pd di Livorno: «Non dico con chi sto, voglio parlare a tutto il partito»

di Juna Goti
Franchi e la corsa alla segreteria Pd di Livorno: «Non dico con chi sto, voglio parlare a tutto il partito»

Il segretario in carica ha presentato la propria candidatura e risponde alle polemiche su tesseramenti e presunti accordi

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LIVORNO.  Le facce e gli spostamenti del pubblico in sala raccontano il clima che si respira nel Pd alle porte del congresso quasi più delle parole dei candidati. Ieri alle 10 il segretario in carica della Federazione, Alessandro Franchi, ha presentato la propria corsa nella casa del Pd, in via Donnini. Poco dopo è stata la volta del candidato alla segreteria comunale, Pasquale Lamberti, e parecchi dei presenti sono letteralmente corsi via per non farsi trovare in sala, non si sa mai finissero nella foto sbagliata. Questo è stato l’antipasto, ora andiamo alle portate principali.

Chi si aspettava che Franchi avrebbe fatto chiarezza sulla propria posizione nel congresso nazionale (sta con Bonaccini, Schlein o qualcun altro?) dovrà rassegnarsi. «Oggi non intendo aderire ad alcuna mozione nazionale. Ho raccolto le firme in tutte le unioni comunali, per una candidatura larga e trasversale, di sensibilità diverse». Una candidatura «non di parte che possa rappresentare tutto il partito». Inutile il pressing delle giornaliste su quella che suona come una posizione comoda, per non scontentare chi lo sostiene di più. «Voglio parlare a tutto il partito, non voglio fare il segretario di una corrente». Ad ascoltarlo ci sono dai Giovani Dem (con il segretario uscente Giulio Profeta e il neo Bernardo Taddei) a volti storici, vedi Anna Maria Biricotti, più la conferenza delle donne, con Rita Villani, Donatella Fornaciari e Cristina Grieco. Si sa che stanno con lui Gianfranco Simoncini e Francesco Gazzetti. La stragrande maggioranza dei sostenitori livornesi di Elly Schlein, anche se è vero che il sostegno appare trasversale: Fornaciari, per esempio, accoglierà domani Paola De Micheli e ha ufficializzato che voterà per Franchi e Federico Mirabelli l’Energia democratica di Francesca Pritoni (una parte di quelli per Bonaccini, gli altri stanno invece con Bechini).

Una parentesi la merita la risposta che Franchi dà ad Adriano Tramonti, che si era fatto venire «la pelle d’oca» al pensiero che il segretario avesse «stretto un accordo» con il circolo di Collinaia, quello nella bufera per le tessere ai senegalesi, «pur di farsi rieleggere». «Io non so di quali accordi si parli, non ne ho fatti con nessuno. Il primo incontro lo farò martedì con i Giovani Dem». Collinaia? «Se viene dimostrata l’irregolarità è da sanzionare. Sono stato il primo a chiedere alle tre commissioni controlli rapidi, in modo da ristabilire un clima di serenità».

In generale Franchi ribadisce che «il 25 settembre abbiamo subito una sconfitta pesantissima», che «non possiamo fare spallucce», che «voglio un Pd che parli di famiglie, imprese, sanità, scuola». Cita il nuovo ospedale di Livorno come «riferimento della sanità provinciale», le infrastrutture, la Tirrenica «di cui si parla da 50 anni», la transizione energetica di Eni e industria dell’auto, da accompagnare «senza contrapporre ambiente e lavoro».

In provincia, diciamolo, la batosta elettorale è stata più pesante che nel capoluogo, ma lui dice di essere arrivato a guidare il Pd nel maggio 2021 e di avere trovato «una Federazione che non esisteva più, ho costituito un coordinamento costiero, essenziale se vogliamo che aumenti il nostro peso». E le Federazioni di Livorno e Piombino «vanno unite, due debolezze non fanno una forza». È qui che cita due dei suoi più grandi non-sostenitori: a suo tempo «ho provato a ricucire nella discussione interna, proponendo Sandra Scarpellini per l’assemblea territoriale e la conferma del parlamentare (Andrea Romano, ndr), non mi hanno votato l’altra volta né lo faranno questa, ma rivendico le scelte fatte con spirito unitario». Sono almeno due i sindaci di peso che non lo sosterranno, Scarpellini e Samuele Lippi, a Cecina, che tra l’altro non potranno ricandidarsi a sindaci: «Non li avrò convinti in questi 18 mesi, o magari è la dimostrazione che non ho fatto accordi con nessuno», ma «non dite che Castagneto o Cecina non stanno con me, qui per esempio c’è Monica Giuntini».

Poi le prossime amministrative: «Non c’è polemica su chi è contro o a favore del modello Livorno, ci ha fatto recuperare la città nel 2019 e da lì si riparte». Luca Salvetti? «Esperienza positiva che su alcune cose sta dando risultati importanti, a fronte della disponibilità di un sindaco uscente, salvo disastri, si va in continuità...». Infine per il suo sfidante, Alessandro Bechini: «Se vincerò gli chiederò una mano, se vincerà lui mi metterò a disposizione, ma vincerò io, grazie al voto degli iscritti». A proposito: ma nella delicatissima partita dei rifiuti non si sente in conflitto di interessi da segretario Pd e manager di Scapigliato? «Il mio è un lavoro tecnico, non di scelte strategiche. Se avessi avvertito una incompatibilità, sarei stato il primo a farmene carico...». l
 

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