Gioco
La storia di Stefano Bianchi, editore livornese che in sei anni ha pubblicato già ottanta libri
Da via Ginori alle librerie di tutta Italia
i Simone Fulciniti
Livorno Una casa editrice assolutamente originale, ubicata in via Ginori, in pieno centro città. A guidarla è Stefano Bianchi, editore, con una sterminata esperienza nella grafica, raccolta in tanti anni trascorsi a lavorare all’estero.
Si chiama Crowdbooks, e fino ad oggi ha realizzato più di ottanta libri, coinvolgendo anche scrittori livornesi. «Ho iniziato nel 2016 – dice Bianchi – con un concetto diverso di editoria. Ovvero: si raccolgono dei fondi, si guarda se il progetto ha un audience interessata all’acquisto e se si raggiunge un gol che ci permette di finanziare, si produce, si pubblica; a tutti gli effetti siamo editori tradizionali. La differenza è che non investiamo cash all’inizio, ma ci mettiamo savoir faire, competenze, gestione della stampa, gestione della distribuzione, vendita alle fiere di settore, e organizzazione di presentazioni, che oggi non è cosi semplice. Il lavoro lo facciamo solo quando abbiamo certezza di interesse».
Un’idea che si sviluppa nel tempo. «Da grafico per varie case editrici anche all’estero, ho sperimentato il lavoro su progetti che poi non funzionavano. La casa editrice oggi va sul sicuro, difficilmente investe su autori emergenti. Che è invece quello che facciamo noi. Qualcuno più conosciuto, ma la maggior parte dei nostri autori non fa neppure quello di mestiere. Ciò non significa che il lavoro sia di minore qualità, anzi a volte vendo loro più degli altri. Spaziando tra varie tematiche: street art, reportage ritratti progetti autoriali».
Le proposte da parte di chi scrive sono continue. «Tutti i giorni arriva qualcosa e facciamo anche scouting. Il criterio della sostenibilità non è il criterio principale per il quale si scelgono i titoli. Altrimenti lavorerei diversamente, magari settorializzando le proposte. C’è ancora molta confusione nel pensiero di cosa faccia oggi un editore. La maggior parte delle persone pensa che sia una sorta di investitore, che investe nel progetto. In realtà non è questo. Personalmente ho lavorato anni per aziende nell’ambito del lusso e il design, acquisendo competenze, poi ho deciso di mettere su qualcosa di mio. Ponendo sul mercato cose graficamente accattivanti, con prezzi standard».
Come detto anche qualche autore livornese è stato edito da questa casa editrice: a fine 2022 sono usciti i volumi di Pamela Marinelli e Jocker Rossi. «Di Pamela avevo visto il libro precedente, autoprodotto, che aveva lo stesso concept. Lei è illustratrice, e quindi il concetto di associare la piante con un prontuario, una guida. Una cosa ibrida che ci piace, “Il potere delle piante”».
E poi Rossi. «Lo abbiamo venduto in tutta Italia, è un autore emergente, sconosciuto. Un romanzo ispirato alla sua vita personale, scritto bene, fluido. Un viaggio che collega il muro del pianto al carnevale di Viareggio: “100 ore a Gerusalemme”».
I volumi sono distribuiti in tutte le librerie di catena, e quelle indipendenti, oltre che on line. «Il core business è online, ma anche le librerie funzionano. E ordinano già numerose copie prima dell’uscita».
Bianchi sottolinea come la lettura vada ancora di moda. «Per quanto ci riguarda non mi posso lamentare. Si dice che la gente non legge, la mia opinione è diversa. I nostri libri si vendono e sono apprezzati. Per arrivare a scale elevate servono le grandi case nazionali, ma nel nostro piccolo andiamo bene. A Livorno si vendono anche cose particolari, perché c’è una sensibilità artistica importante».
Proporsi è semplice. «Basta compilare il format intuitivo di tre domande, che si trova sul sito www. crowdbooks. com. Ma è un passaggio che non va tirato via. Occorre presentarsi bene per catturare la nostra attenzione». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
