Il Tirreno

Livorno

La riapertura

Torna Doc, locale icona degli anni ’90 a Livorno

di Simone Fulciniti
Torna Doc, locale icona degli anni ’90 a Livorno

Inaugurato il ristorante in via Goldoni, i nuovi proprietari: «Un sogno che si realizza, così riportiamo in vita la tradizione»»

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LIVORNO. Ieri Doc ha riaperto ufficialmente le sue porte. Ed è un viaggio nel passato. Nel vero senso della parola. Un’esperienza che riporta la memoria agli anni Novanta quando a Livorno, in via Goldoni, spuntò un luogo in grado accogliere decine e decine di livornesi, che tutt’oggi trattengono nel cuore dei ricordi preziosi. Doc, parole e cibi, per qualcuno semplicemente l’ “Enoteca”, era un presidio di sapori e simpatia travolgente grazie ai due alfieri dell’epoca: il loquacissimo Marco Falleni e il più silenzioso, e mai dimenticato, Fabio Falaschi.

«Abbiamo fatto qualche giorno di rodaggio a partire dal 18 dicembre – spiega Fulvio Romeo Franchini, uno dei nuovi proprietari – per capire cosa andava, cosa no e per studiare le reazioni della clientela. È stato un bell’esperimento perché chi è venuto si è sentito a casa grazie alle memorie e all’orientamento del locale. E averlo riportarlo in vita è un’attrattiva per le persone che arrivano qui e passano la serata negli orari di aperitivo, cena e dopo cena». A gestirlo è un gruppo di soci, molto affiatato. «Veniamo dal catering navale, siamo soci di Francesca Marcucci nella scuola di formazione logistica e siamo nella scuola di cucina di Lta, vicina al terminal crociere. Diciamo che siamo bravi a fare la spesa per le navi da crociera. Ci piaceva tentare un passettino in avanti e questo locale è stata l’occasione. Il Covid ci ha dato il tempo di pensare e ripensare. Quando ci siamo resi conto di essere tutti d’accordo, abbiamo deciso di partire con un progetto che ci piace sempre di più».

I lavori sono iniziati i primi di dicembre del 2022, dopo un lungo iter burocratico. «Ma l’idea nasce alla fine del 2021: infatti fu proprio il 18 dicembre di quell’anno che venimmo a vedere il fondo chiuso ormai da quattro anni. E dodici mesi esatti più tardi, il 18 dicembre 2022 abbiamo, come detto, cominciato con la fase di pre apertura».

Anche per Franchini Doc rappresenta un salto all’indietro. «Io l’ho frequentato quattro o cinque anni nella fase finale gestione di Marco e Fabio, quando era aperto anche Doc mare. Mi piaceva tantissimo per l’accoglienza, per il fatto che potevi arrivare anche alle 22 e trovavi sempre qualcosa da mangiare di sfizioso. O amici per fare due chiacchiere». Con chi ha scritto la storia, ci sono stati bei confronti. «Non abbiamo avuto occasione di parlare con Marco, mentre l’occasione si è presentata con la figlia di Fabio, che era anche all’inaugurazione. E con tutti coloro che lavoravano qui, adesso super professionisti affermati. In questi giorni ci piacerebbe invitare anche Marco. Non possiamo copiarli perché loro due sono inimitabili, ma ci piacerebbe emularli nello stile».

Gli obiettivi sono semplici: «Dare vita a una nuova realtà adatta a tutti che ci permetta nei pranzi di lavoro (il locale sarà aperto per pranzo da febbraio, ndr) ma soprattutto la sera, di creare aggregazione. Un posto dove si va per i piatti conosciuti e sconosciuti. Per esempio siamo passati in Francia per una selezione di formaggi e stiamo lavorando sulle carni, ma saremo prevalentemente ristorante di pesce, dato ci sono già professionisti affermati nei paraggi e non vogliamo fare concorrenza, bensì completare l’offerta». È un ristorante pensato su tre fasce. «Una per l’aperitivo e per chi dalle 19. 30 alle 21 vuol passare per un crostone accompagnato da un bicchiere di vino buono; una per la cena alla carta; e una per il dopo cena».

Oltre a Fulvio Romeo Franchini, la squadra è composta dal suo socio da sempre Alessio Pizzi, dal fratello Stefano Romeo Franchini, responsabile marketing e da Valentina Mannozzi. Poi c’è una serie di fedelissimi collaboratori, inseparabili compagni di viaggio. L’impegno massimo è servito per riportare Doc agli antichi splendori. A partire da un vecchio quadro firmato da Federico Maria Sardelli, dedicato ai due fondatori trovato, impolverato, in un angolo del magazzino, rimesso a nuovo ed esposto tra i migliori vini nella “Cantinetta”. «La gestione precedente (in sella dal 2014 al 2017) aveva cambiato lo stile a gusto proprio. Noi abbiamo cercato di ricreare il vecchio ambiente in tutto e per tutto. Riportandolo al luogo accogliente com’era una volta. È davvero un viaggio nel tempo, con quel pizzico di novità che intendiamo mettere noi». Il Logo e il Brand restano gli originali. «Meritano un rispetto enorme e ci piace portarli avanti». Franchini vive “la rinascita” del Doc con un’emozione visibile a occhio nudo. «Una prima serata esaurita, con tanto di lista d’attesa – conclude – . Le persone non guardano a questo posto come un ristorante che si va a provare, ma come spazio del cuore, pieno di ricordi e di aneddoti da raccontare».

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